2021divanogiusti0405

IL DIVANO DEI GIUSTI – LA PUNTATA DI “REPORT” SULLA PASTAPATATE&PROVOLA GATE, IL TRAPPOLONE TENTATO AI DANNI DELL’INTEGERRIMO MA GOLOSISSIMO GIUDICE ANTONIO ESPOSITO, DAGLI UOMINI E DAGLI AVVOCATI DI BERLUSCONI, ERA DEGNO DI TOTÒ. SUBITO UN FILM, SU – IN CHIARO LO SCONTRO SAREBBE TRA IL FILM DI SORDI “FINCHÉ C’È GUERRA C’È SPERANZA”, CON PISTOLOTTO FINALE E SILVIA MONTI, FUTURA SIGNORA DE BENEDETTI, COME MOGLIE DEL BIRBACCIONE, E L’ULTIMO WESTERN DI JOHN FORD “IL GRANDE SENTIERO”. MA IL FILM PIÙ STRACULT DELLA NOTTATA È... – VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

report sulla sentenza dei diritti mediaset 3

 

Meglio di una commedia all’italiana. Ieri sera la puntata di “Report” sulla pastapatate&provola gate, il trappolone tentato ai danni dell’integerrimo ma golosissimo giudice Antonio Esposito, dagli uomini e dagli avvocati di Berlusconi, era qualcosa di memorabile. Degno di Totò. Superiore al video di Renzi con l’ambiguo spione Marco Mancini. Subito un film, su.

 

amanda seyfried l’apparenza delle cose

E’ tornato anche Carlo Freccero per dir la sua su tutto, Fedez, Rai, Mediaset e Pio e Amedeo. Ci voleva. Tra i film in streaming su Netflix si vede, ma è davvero pochissima cosa, il thriller con complicazioni fantastiche “L’apparenza delle cose” di Robert Pulcini e Shari Springer Berman con Amanda Seyfried che si trova in una casetta infestata sull’Hudson River. E suo marito non è l’angelo che pensava. Ottimi cammei di F. Murray Abrahams e Karen Allen.

the disciple

 

E’ un piccolo capolavoro, invece, sempre su Netflix, il film indiano premiato a Venezia per la migliore sceneggiatura (ma poteva anche vincere il Leone d’Oro) “The Disciple”, scritto, diretto e prodotto da Chaitanya Tamhane, pupillo di Alfonso Cuaron, tutto dedicato ai segreti della musica classica indiana, con vere star del canto dell’India settentrionale, come il cantante Aditya Modak, discepolo di Ram Deshpande.

 

the disciple 1

Il protagonista il giovane allievo di un maestro davvero poco in forma, povero e malato, figlio di un musicista vissuto nel culto di un altro cantante asceta. Nel film lo vediamo sbagliare ripetutamente perché deve arrivare non a una tecnica, ma a una vita da santo tutta dedita alla musica.

 

alberto sordi silvia monti finche' c'e' guerra c'e' speranza 1

 La sua guerra, oggi, è tornare alla tradizione della grande musica indiana in un mondo fatto di “X Factor” e di volgarità da musica pop. E campare con il poco che può dare la musica classica. Visivamente bello e ricchissimo, con dei camera car meravigliosi per le strade di Mumbai di notte, è un film accattivante e assolutamente godibile anche per chi conosce poco o niente dell’argomento. Ho tentato di convincere mia moglie a vederlo, ma non ce l’ho fatta.

 

il grande sentiero 1

Stasera in chiaro vedo che alle 21 lo scontro, almeno per me, sarebbe tra l’interessante film di Alberto Sordi sugli italiani che vendono armi in Africa, “Finché c’è guerra c’è speranza”, Cine 34, con pistolotto finale che ben ci ricordiamo e Silvia Monti, futura Signora De Benedetti come moglie del birbaccione, e l’ultimo western di John Ford “Il grande sentiero”, Iris.

 

Qui un Ford un po’ invecchiato tratta per la prima volta la tragedia indiana e il grande ritorno della tribù Cheyenne, guidata dal capo Little Woolf nel Wyoming nel 1878. Ci sono Richard Widmark, Carrol Baker, Karl Malden e, come indiani, Ricardo Montalban, Gilbert Roland, Dolores Del Rio e Sal Mineo. Certo, ci volevano indiani veri, almeno il mezzosangue Anthony Quinn. Sembra che i veri guerrieri Navajo, truccati da Cheyenne nel film, dicano terribili sconcezze nella loro lingua che nessuno sul set aveva capito. Simpatici.

 

alberto sordi finche c'e guerra c’e speranza

 

Per Marlon Brando la visione degli indiani di Ford qui è pure più razzista di quella che ha nei film precedenti. Da ragazzo rimasi comunque incantato dalla fotografia meravigliosa di William Clothier anche se gli indiani finti erano un po’ assurdi. Era un filmone di 154 minuti con James Stewart come Wyatt Earp che gioca a carte con John Carradine al posto dell’Intervallo.

 

eddie the eagle

Altro film delle 21 al tempo epocale, Tv2000, è “Bulli e pupe”, musical di Broadway diretto da Joseph L. Mankiewicz, coreografato da Michael Kidd, prodotto dal potente Samuel Goldwyn con Marlon Brando, Frank Sinatra, Jean Simmons protagonisti. Il film, anche se un po’ massacrato dall’inutile Cinemascope, soffre di un cast dove si sente che i due protagonisti maschili si odiano.

 

 

 

bulli e pupe 1

Sinatra, qui nei panni di Nathan Detroit, voleva il ruolo del protagonista, Sky Masterson, affidato a Marlon Brando, star del momento, anche se era il ruolo perfetto per Gene Kelly, ma la MGM non lo mollò. Sul set, leggo, tutti stavano dalla parte di Brando contro l’antipatico Sinatra. Anche se Brando non sa cantare e la sua voce nelle canzoni viene ricostruita al montaggio.

 

Mankiewicz rifiutò Marilyn Monroe come protagonista e preferì Jean Simmons (sembra che fosse innamoratissimo di lei). Funzionano benissimo i numeri e gli attori ripresi paro paro dalla commedia, cioè Vivian Blaine e Stubby Kaye. Il doppiaggio italiano è un massacro. Ve lo dico.

johnny depp transcendence

 

Fu un mezzo flop invece il thriller sull’intelligenza artificiale “Transcendence”, opera prima del direttore della fotografia Wally Pfister con Johnny Depp, Rebecca Hall, Paul Bettany, Rai Movie alle 21, 10, mentre deve essere notevole, Rai 5, “Eddie the Eagle” di Dexter Fletcher con Taron Egerton, la coppia regista-attore che ci ha poi dato il biopic su Elton John. Ma ci sono anche Christopher Walken, Hugh Jackman. Anche questo è un biopic, ma su un celebre sportivo inglese campione di salto con gli sci.

 

marlon brando frank sinatra bulli e pupe

 

 E’ più interessante di quanto pensiate la nuova versione di “Papillon” diretta da Michael Noer con Charlie Hunnan e Rami Malek, Rai 4, mentre ricordo cosìcosì il thrillerino “The Call” di Brad Anderson, Nove alle 21, 25, con Halle Berry operatrice telefonica della polizia che riceve la telefonata di una ragazza, Abigail Breslin, sequestrata da un gruppo di gaglioffi e cerca di localizzarla per salvarla.

 

In seconda serata mi incuriosisce molto l’ecothriller di Werner Herzog “Salt and Fire”, Rai Movie alle 23, 30, con Michael Shannon, Veronica Farris e Gael Garcia Bernal su un gruppo di scienziati ecologisti in Colombia. Mai visto.

 

salt and fire 1

Ricordo molto divertente anche il curioso “Poirot e il caso Amanda”, Tv2000 alle 23, 55, giallo-comedy anni ’60 diretto dal grande Frank Tashlin, il maestro di Jerry Lewis, con Tony Randall nei panni di uno stravagante Poirot, Anita Ekberg, Robert Morley e Margareth Rutheford.

 

requiem for a dream.

Nella notte arrivano i film meno visti. Come “I recuperanti” di Ermanno Olmi, Rai Movie all’1, 15, che non vedo da allora. O il bellissimo film di Darren Aranofski “Requiem for a Dream” con Ellen Burstyn, Jared Leto, Jennifer Connelly, Iris alle 2, il terribile ultimo film di Erminio Macario, “Due sul pianerettolo” di Mario Amendola, Rete 4 alle 2, 50. Girato nel 1976 è tratto dalla commedia che più o meno contemporaneamente Macario faceva in tv con Rita Pavone.

 

due sul pianerettolo 2

Ci sono anche Margherita Fumero, che stava in compagnia con Macario e due giganti come Mario Carotenuto e Gianni Agus. Ma quando uscì fece orrore a tutti perché Macario era proprio considerato un vecchiume.

 

un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti

Il film più stracult della nottata, Cine 34 alle 2, 35, è però il mafia-movie italo-spagnolo “Un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti” dell’argentino Tullio Demicheli con Christopher Mitchum, terribile figlio biondo di Robert, una nudissima Barbara Bouchet (fa uno strip da paura per i mafiosi), Arthur Kennedy come saponificatore, Eduardo Fajardo e le belle Malisa Longo, Paola Senatore sempre pronte a spogliarsi.

 

barbara bouchet un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti

 

Violentissimo, c’è una evirazione terribile, anche se nella copia di Cine 34 non sarà rimasto nulla, e molto spinto sui nudi femminili. Demicheli aveva un suo stile, anche nell’horror. Chiudono il tutto la replica del bellissimo “Mr Klein” di Joseph Losey con Alain Delon, Rai Movie alle 5, e la commedia erotica “Clementine Cherie” di Pierre Chevalier, Rete 4 alle 4, 35, con France Anglade, Philippe Noiret, Jean Richard, Michel Serrault, Maria Grazia Buccella e, non si capisce perché, Rita Pavone.

rita pavone clementine cherieeddie the eagleamanda seyfried l’apparenza delle cose 2rami malek papillon due sul pianerettolo 1barbara bouchet un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti 2 charlie hunnan e rami malek papillon requiem for a dream finche c'e guerra c’e speranza un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti 2 salt and fire 2clementine cherie bulli e pupeil grande sentieroalberto sordi silvia monti finche' c'e' guerra c'e' speranzajohnny depp transcendencefinche c'e guerra c’e speranza 2the disciple 2salt and fire poirot e il caso amandaclementine cheriefinche' c'e' guerra c'e' speranza un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti requiem for a dreaml’apparenza delle cose amanda seyfried l’apparenza delle cose 3il grande sentiero 2papillon 2il grande sentiero 3due sul pianerettolo i recuperanti

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)