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ORGOGLIO E INTEGRAZIONE - GLI SCATENATI SOUL SYSTEM HANNO SBANCATO 'XFACTOR' E ORA VOGLIONO DARE FIDUCIA ''AI RAGAZZI DI COLORE CHE QUI IN ITALIA TEMONO DI NON FARCELA'' - ''ABBIAMO VINTO PER QUESTO: GAIA, EVA E ROSHELLE HANNO UN TALENTO FORMIDABILE, MA NON AVEVANO ANCORA MANGIATO POLVERE DI PALCO. NOI AVEVAMO ALLE SPALLE UN CENTINAIO DI CONCERTI TRA LOCALINI E SAGRE'' - VIDEO: IL LORO PERCORSO ORGOGLIO E INTEGRAZIONE - COSA PENSANO GLI STREPITOSI SOUL SYSTEM CAMPIONI DI 'XFACTOR'

1. VIDEO - IL PERCORSO DEI SOUL SYSTEM A 'XFACTOR'

 

 

2. ORGOGLIO E INTEGRAZIONE - SOUL SYSTEM: «VOGLIAMO DARE FIDUCIA AI RAGAZZI DI COLORE CHE QUI TEMONO DI NON RIUSCIRE A FARCELA»

Stefano Landi per il ''Corriere della Sera''

 

Al party organizzato da Sky, dove chiunque cercava di imbucarsi, loro, i vincitori, non sono passati. Sono andati in pizzeria coi genitori.

 

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A «X Factor» quest' anno c' erano tante belle voci. Poi c' erano loro. Capaci di far ballare anche i mattoni del Forum. «Abbiamo vinto per questo: Gaia, Eva e Roshelle hanno un talento formidabile, ma non avevano ancora mangiato polvere di palco. Noi avevamo alle spalle un centinaio di concerti tra localini e sagre» raccontano. Il trionfo dei Soul System è anche quello della prima generazione di ragazzi di colore nati in Italia: «Vogliamo dare un po' di fiducia ai ragazzi neri che temono di non potercela fare qui. Lanciando un messaggio di integrazione, unità e felicità attraverso la musica: la politica non ci interessa» confessano.

 

I Soul System non saranno mai una boy-band: «Il nostro pubblico non è mai stato giovane» spiega Joel mentre posa per un selfie con due signore che il funk e il R' n'B l' hanno scoperto giovedì sera. In tre mesi di gara mai un ballottaggio e durante la finale il tifo da stadio del pubblico: «Non ci sentiamo i migliori, ma i più fortunati del momento» dicono.

 

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Una fortuna cercata. Stare due mesi nel loft di «X Factor» non è stata una vacanza: «Leslie ha dovuto rinunciare ai concerti che faceva ai matrimoni che gli davano da vivere, Joel ha chiuso il suo studio di registrazione, io ho venduto la mia Harley Davidson per pagarmi questi mesi di mutuo. È stato un percorso sofferto, ma ne è valsa la pena» spiega Alberto, l' anima bianca del gruppo. Qualcuno ora li inviterà a parlare della loro integrazione: «Andremo solo dove potremo suonare». Cambierà anche la loro logistica. Fino a tre mesi fa si trovavano a Verona nello studio di Joel. E per andare a suonare in giro si davano appuntamento al casello.

 

«Da gennaio ci trasferiremo a Milano, abitando nella stessa città potremo lavorare meglio» ragiona Joel. Perché ognuno ha la sua storia. Si sono conosciuti nel coro gospel della chiesa evangelica di Verona. Leslie ora dovrà arrendersi nei suoi studi di Economia a Brescia: «Sono al quarto anno fuori corso: la musica mi ha allontanato dai libri. Ultimamente ho fatto anche il vocalist per i concerti di Zucchero». David invece giura che arriverà alla laurea: «In Ingegneria Biomedica a Padova, l' altra mia grande passione».

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Anche Ziggy stava rincorrendo una vita nella musica: «Mi avevano offerto di fare il cassiere da Zara, gli altri mi avrebbero tolto il saluto». Alberto è l' unico sposato: «Mia figlia Cloe ha 7 mesi e ci segue a tutti i concerti: i ragazzi della band sono come degli zii per lei».

 

I Soul System sono la classica band che potresti trovare sui marciapiedi di New Orleans. Tecnicamente impeccabili. Entrati per ultimi, ripescati da Soler dopo la rinuncia dei Jarvis («gli manderemo un panettone a Natale»). Sono amici e l' intesa funziona anche fuori dal palco. Poi però in studio (giura Soler) sono dei secchioni. E qui esce la loro anima veneta: «Se ci chiedevano di provare 20 volte, noi lo facevamo 60. Solo lavorando duro puoi raccogliere qualcosa nella vita». I cinque avevano messo d' accordo i giudici: mai una mezza parola contro di loro: «Le pacche sulle spalle di Fedez mi hanno dato forza» racconta Ziggy.

 

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Ora arriva la prima settimana di relax. «Poi inizieremo a lavorare sul primo disco, ci guiderà Soler, che ci porterà anche in tour con lui» dice Alberto. Poi gli chiedi di azzerare i ricordi e pure i sogni. Cosa rimane? «Un grande orgoglio: i nostri genitori erano in prima fila. Sono arrivati in Italia all' inizio degli anni 80, hanno lavorato nei campi, poi come operai per darci un futuro, adesso noi vogliamo andare oltre quello che si sarebbero potuti aspettare da noi. Dimostrando che possiamo farcela grazie alla musica».

ARISA MANUEL AGNELLI FEDEZ BRINDANO PRIMA DI XFACTORARISA MANUEL AGNELLI FEDEZ BRINDANO PRIMA DI XFACTORfedez e alvaro solerfedez e alvaro solermanuel agnellimanuel agnellifedez a xfactorfedez a xfactorfedez xfactor con gaia rochelle e caterinafedez xfactor con gaia rochelle e caterina

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