DESERTO DA GIUSSANO - I PRIMI A IGNORARE LA BOIATA LEGAIOLA SU “BARBAROSSA”, COSTATA BEN 10 MLN €, SONO STATI I TELESPETTATORI DEL NORD - DOPO IL FLOP AL CINEMA, IL POLPETTONE PADANO È RISULTATO INDIGESTO ANCHE IN TV: BATTUTO DAL ‘GF” E DA ‘REPORT’ - E IL PEGGIO È CHE SI REPLICHERÀ CON “MARCO D'AVIANO”, IL FILM-TV SULL'ASSEDIO DI VIENNA DEL 1683, VOLUTO DALLA LEGA IN CHIAVE ANTI-ISLAMICA, PER CUI LA RAI HA GIÀ STANZIATO ALTRI 4 MLN €, PIÙ 1 DEL MINISTERO E ALTRI PRESI QUA E LÀ...

1 - "BARBAROSSA", FLOP AL NORD PER IL KOLOSSAL LEGHISTA

Caro Dago, quella schifezza di "Barbarossa" costò in tutto 10 milioni di euro, così almeno si vantò Renzo Martinelli all'epoca della "prima" milanese, e non si capisce proprio dove fossero finiti. Qualche cavallo, un ridicolo pezzo di mura di Milano ricostruito in Romania, poche armature, il resto tutto effetti digitali. E il peggio è che si replicherà con "Marco d'Aviano", il film-tv sull'assedio di Vienna del 1683, sempre di Martinelli e sempre voluto dalla Lega in chiave anti-islamica, per il quale la Rai ha già stanziato altri 4 milioni di euro, più 1 del ministero e altri presi qua e là.
Ciao Michele Anselmi

2 - BATTUTO DA GRANDE FRATELLO E REPORT, IN "PADANIA" È STATO VISTO MENO CHE AL SUD
Marco Castelnuovo per "la Stampa"

È stato un flop anche in Tv, in «Padania» particolarmente. Il giudizio dei telespettatori per il film Barbarossa, il «kolossal» fortemente voluto da Bossi che si è anche prestato a un cammeo nel film si avvicina sempre più a quello di Fantozzi per la «Corazzata Potemkin».

Il film è andato in onda domenica e ieri, ma già i dati della prima sera hanno certificato il flop. Domenica «Barbarossa» ha realizzato il 13,55% di share con 3.559 milioni di spettatori ed è stato battuto sia dal «Grande Fratello» (che ha vinto la serata con 3,765 milioni di spettatori e il 17,97% di share) e anche da «Report» che ha raccolto il 14,21% di share con 3.726 milioni di spettatori.

E spacchettando gli ascolti su base territoriale, il dato si fa impietoso. Al nord è visto molto meno che al sud. In Lombardia e Veneto addirittura non supera il 10%. Male. Malissimo per un film che dicono sia costato oltre trenta milioni di euro. Prodotto da imprenditori privati, dalla Rai e per un 1 milione e 600 mila euro anche dal ministero (cioè da noi) con la motivazione che «si preannuncia come un grande epic-movie, con spettacolari scene di battaglia. Un vero e proprio kolossal di appeal internazionale che nulla ha da invidiare, per mezzi e spettacolarità, alle mega-produzioni americane».

Così non è stato, nelle sale il film ha raccolto a malapena un milione di euro. E questo nonostante la presentazione in pompa magna al Castello Sforzesco alla quale si presentò mezzo governo, Berlusconi in testa. E nonostante Bossi, che dal sacro prato di Pontida, chiese a tutti i leghisti di andare al cinema perché «lì c'è la nostra Storia che in genere viene falsificata da Cinecittà che è in mano ai romani...».

In fondo Berlusconi aveva visto giusto quando l'aveva definita «'sta cavolo di fiction per la quale Bossi mi sta facendo una testa tanto» come disse all'allora direttore generale della Rai, Agostino Saccà in una telefonata intercettata. L'avesse detto all'«amico Umberto», forse, ci saremmo risparmiati qualche soldo.

 

 

UMBERTO BOSSI FA LA COMPARSA IN BARBAROSSA FICTION BARBAROSSA RAZ DEGAN Barbarossa RAZ DEGAN E KASIA SMUTNIAK Barbarossa Raz Degan BARBAROSSA

Ultimi Dagoreport

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA ALL’ASSEMBLEA GENERALI HA DECISO IL VOTO DI UNICREDIT A FAVORE DELLA LISTA CALTAGIRONE? LE MANGANELLATE ROMANE RICEVUTE PER L’OPS SU BPM, L’HANNO PIEGATO AL POTERE DEI PALAZZI ROMANI? NOOO, PIU' PROBABILE CHE SIA ANDATA COSÌ: UNA VOLTA CHE ERA SICURA ANCHE SENZA UNICREDIT, LA VITTORIA DELLA LISTA MEDIOBANCA, ORCEL HA PENSATO BENE CHE ERA DA IDIOTA SPRECARE IL SUO “PACCHETTO”: MEJO GIRARLO ALLA LISTA DI CALTARICCONE E OTTENERE IN CAMBIO UN PROFICUO BONUS PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI - UNA VOLTA ESPUGNATA MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI, GIUNTI A TRIESTE L’82ENNE IMPRENDITORE COL SUO "COMPARE" MILLERI AL GUINZAGLIO, DOVE ANDRANNO SENZA UN PARTNER FINANZIARIO-BANCARIO, BEN STIMATO DAI FONDI INTERNAZIONALI? SU, AL DI FUORI DEL RACCORDO ANULARE, CHI LO CONOSCE ‘STO CALTAGIRONE? – UN VASTO PROGRAMMA QUELLO DI ORCEL CHE DOMANI DOVRA' FARE I CONTI CON I PIANI DELLA PRIMA BANCA D'ITALIA, INTESA-SANPAOLO…

donald trump ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - UN FACCIA A FACCIA INFORMALE TRA URSULA VON DER LEYEN E DONALD TRUMP, AI FUNERALI DI PAPA FRANCESCO, AFFONDEREBBE IL SUPER SUMMIT SOGNATO DA GIORGIA MELONI - LA PREMIER IMMAGINAVA DI TRONEGGIARE COME MATRONA ROMANA, TRA MAGGIO E GIUGNO, AL TAVOLO DEI NEGOZIATI USA-UE CELEBRATA DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO. SE COSÌ NON FOSSE, IL SUO RUOLO INTERNAZIONALE DI “GRANDE TESSITRICE” FINIREBBE NEL CASSETTO, SVELANDO IL NULLA COSMICO DIETRO AL VIAGGIO ALLA CASA BIANCA DELLA SCORSA SETTIMANA (L'UNICO "RISULTATO" È STATA LA PROMESSA DI TRUMP DI UN VERTICE CON URSULA, SENZA DATA) - MACRON-MERZ-TUSK-SANCHEZ NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE LA MELONI NEL RUOLO DI MEDIATRICE, PERCHÉ NON CONSIDERANO ASSOLUTAMENTE EQUIDISTANTE "LA FANTASTICA LEADER CHE HA ASSALTATO L'EUROPA" (COPY TRUMP)...

pasquale striano dossier top secret

FLASH – COM’È STRANO IL CASO STRIANO: È AVVOLTO DA UNA GRANDE PAURA COLLETTIVA. C’È IL TIMORE, NEI PALAZZI E NELLE PROCURE, CHE IL TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, AL CENTRO DEL CASO DOSSIER ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (MAI SOSPESO E ANCORA IN SERVIZIO), POSSA INIZIARE A “CANTARE” – LA PAURA SERPEGGIA E SEMBRA AVER "CONGELATO" LA PROCURA DI ROMA DIRETTA DA FRANCESCO LO VOI, IL COPASIR E PERSINO LE STESSE FIAMME GIALLE. L’UNICA COSA CERTA È CHE FINCHÉ STRIANO TACE, C’È SPERANZA…

andrea orcel francesco milleri giuseppe castagna gaetano caltagirone giancarlo giorgetti matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - IL RISIKONE È IN ARRIVO: DOMANI MATTINA INIZIERÀ L’ASSALTO DI CALTA-MILLERI-GOVERNO AL FORZIERE DELLE GENERALI. MA I TRE PARTITI DI GOVERNO NON VIAGGIANO SULLO STESSO BINARIO. L’INTENTO DI SALVINI & GIORGETTI È UNO SOLO: SALVARE LA “LORO” BPM DALLE UNGHIE DI UNICREDIT. E LA VOLONTÀ DEL MEF DI MANTENERE L’11% DI MPS, È UNA SPIA DEL RAPPORTO SALDO DELLA LEGA CON IL CEO LUIGI LOVAGLIO - DIFATTI IL VIOLENTISSIMO GOLDEN POWER DEL GOVERNO SULL’OPERAZIONE DI UNICREDIT SU BPM, NON CONVENIVA CERTO AL DUO CALTA-FAZZO, BENSÌ SOLO ALLA LEGA DI GIORGETTI E SALVINI PER LEGNARE ORCEL – I DUE GRANDI VECCHI DELLA FINANZA MENEGHINA, GUZZETTI E BAZOLI, HANNO PRESO MALISSIMO L’INVASIONE DEI CALTAGIRONESI ALLA FIAMMA E HANNO SUBITO IMPARTITO UNA “MORAL SUASION” A COLUI CHE HANNO POSTO AL VERTICE DI INTESA, CARLO MESSINA: "ROMA DELENDA EST"…