“IL MONDO” NON GIRA PIU’: E’ MORTO IL RAGIONIERE ENRICO SBRICCOLI, IN ARTE JIMMY FONTANA - L'INCREDIBILE CASO SKORPION

La Stampa.it
È morto nella sua abitazione di Roma il cantante, musicista e attore Jimmy Fontana. A renderlo noto il suo agente Pasquale Mammaro. Fontana avrebbe compiuto a novembre 79 anni ed era malato da tempo. Fontana ebbe il suo periodo di massimo successo negli anni '60. Tra i suoi brani più noti «Che sarà», inciso nel 1971.

Fontana, che all'anagrafe si chiamava Enrico Sbriccoli era nato a Camerino il 13 novembre 1934. Appassionato di jazz, imparo' da autodidatta a suonare il contrabbasso e iniziò a frequentare l'Hot Club di Macerata, dove si esibiva con complessi di alcuni amici. Conseguito il diploma in ragioneria, si era trasferito a Roma dove si iscrisse alla facoltà di Economia e Commercio.

Iniziò a frequentare i jazzisti della capitale, collaborando con la Roman New Orleans Jazz Band. In breve abbandonò l'Università per dedicarsi a tempo pieno alla musica, e iniziò anche a cantare, scegliendo il nome d'arte di Jimmy Fontana (Jimmy in omaggio al sassofonista Jimmy Giuffre, di cui è ammiratore, Fontana -raccontò poi- venne scelto a caso dall'elenco telefonico).

Incise alcuni standard jazz per la Consorti; entrò poi come cantante nella Flaminia Street Jazz Band (costituita da Giorgio Benigni, Umberto De Nigris, Francesco Tomassini, Raffaele Giusti, Aldo Balzani, Giovanni Spalletti, Sandro Santoni, Wilder Petroselli e Leonello Bionda ), incidendo alcuni dischi per l'etichetta Astraphon. Formò poi il gruppo Jimmy Fontana and His Trio con tre di loro, Raffaele Giusti al pianoforte, Sandro Santoni al contrabbasso, e Lionello Bionda alla batteria.

In questo periodo conobbe Leda, che diventerà sua moglie (nel corso degli anni avranno 4 figli: Luigi, musicista ed arrangiatore, Roberto, Andrea e Paola) Intrapresa la carriera solista, si avvicinò alla musica leggera ed ottiene un nuovo contratto con la Hollywood (etichetta della Meazzi), ottenendo un buon successo con Diavolo, pubblicata anche in Spagna (tradotta in Diablo), che si classifica al terzo posto al Festival di Barcellona. Nel 1960 vinse con Bevo il Burlamacco d'Oro, concorso musicale che si tiene a Viareggio. Nel 1961 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo in coppia con Miranda Martino con il brano «Lady luna», scritto dal maestro Armando Trovajoli e da Dino Verde.

2 . IL MISTERO DELLA MITRAGLIETTA SKORPION COMPRATA DA JIMMY FONTANA E USATA DALLE BRIGATE ROSSE - ACQUISTATA NEL 1971 DAL CANTANTE, HA UCCISO I DUE GIOVANI MISSINI DI ACCA LARENTIA, TARANTELLI, CONTI E RUFFILLI - NESSUNO SA SPIEGARE COME E QUANDO FINI' NELLE MANI DELLE BR: RITROVATA NELL'88 NEL COVO MILANESE DI VIA DOGALI
Andrea Pasqualetto per il "Corriere della Sera" - articolo del 4 febbraio 2013

Dice di non ricordare: «Sono passati quarant'anni, e come potrei?». Dice che il caso ci ha messo lo zampino: «Fatalmente quella mitraglietta di cui ero possessore è diventata un'arma delle Brigate Rosse, ma io cosa ne potevo sapere?». E, seccato, prova a ironizzare su se stesso: «Evidentemente sono stato un brigatista».

Il settantanovenne Enrico Sbriccoli, in arte Jimmy Fontana, celebre cantante degli anni Sessanta, non vorrebbe parlare della mitraglietta Skorpion. Una vecchia storia di terrorismo, di omicidi e, appunto, di questa Cz 61 Skorpion calibro 7.65 che lui acquistò regolarmente nel febbraio del 1971 e che venne ritrovata il 15 giugno del 1988 nel covo brigatista milanese di via Dogali.

Un'arma sanguinaria. Secondo la perizia degli inquirenti dell'epoca fece fuoco in modo letale almeno cinque volte: il 7 gennaio 1978 uccise due giovani missini all'uscita della sede del partito di via Acca Larentia; il 27 marzo 1985 crivellò l'economista Ezio Tarantelli a pochi passi dall'aula universitaria della Sapienza dove aveva appena tenuto una lezione; il 10 febbraio 1986 fu la volta dell'ex sindaco di Firenze Lando Conti, fulminato in auto con 17 colpi nel capoluogo toscano; infine, il 16 aprile 1988, lo stesso grilletto venne premuto contro il senatore democristiano Roberto Ruffilli, a pochi passi dalla sua casa di Forlì.

Cinque delitti, una sola arma. Le rivendicazioni firmate, nel primo caso, dai Nuclei armati di contropotere territoriale, negli altri dalle Brigate Rosse Partito comunista combattente.
Insomma, il destino ha voluto che la 7.65 di Jimmy Fontana diventasse una delle più micidiali bocche di fuoco degli anni di piombo. Com'è potuta accadere una cosa del genere?

Se lo chiede soprattutto il figlio di una di quelle vittime, il fiorentino Lorenzo Conti, di fronte all'impunità degli assassini di suo padre e alla sola certezza che ha in mano: l'origine dell'arma del delitto, cioè l'uomo che ne fu proprietario dieci anni prima, il cantautore Jimmy Fontana. Come può essere dunque finita nelle mani dei brigatisti? Conti ha girato l'interrogativo ai presidenti di Camera e Senato, al ministro della Giustizia e alla procura di Roma, dopo che il sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, ha fornito delle risposte per lui insoddisfacenti, come ha scritto ieri il Fatto Quotidiano.

Oggi Jimmy Fontana non ricorda ma a suo tempo, nel 1979, agli investigatori della Digos di Roma qualcosa disse, dopo aver raccontato della sua passione per le armi: «La mitraglietta l'ho venduta ad Antonio Cetroli, assieme a una pistola Star 7.63, in cambio di un assegno di 200 mila lire». Cetroli era un funzionario di polizia del commissariato capitolino del Tuscolano. La vendita sarebbe avvenuta in un'armeria, la Bonvicini di Roma.
La titolare del negozio ha confermato parzialmente il fatto, precisando di aver solo messo in contatto le due parti e di non sapere altro.

Mentre il commissario Cetroli, interrogato nel 1988 dal pm di Firenze, smentì l'acquisto: «Ho rifiutato la Skorpion dopo aver appreso che era stata classificata come arma da guerra». Conti non ci sta: «Se non avrò risposte da Camera e Senato denuncerò lo Stato italiano. Perché nessuno è mai stato indagato per questa vicenda?». Lo riconosce anche Jimmy Fontana, per affermare la sua innocenza: «Sia chiaro che non ho mai avuto alcun problema di giustizia per quell'arma».

 

 

Jimmy Fontana Dario Salvatori Jimmy Fontana Jimmy Fontana e Cisnetto Ph Maurizio Riccardi Jimmy Fontana Ph Maurizio Riccardi Jimmy Fontana con i suoi figli MITRAGLIETTA SKORPION JIMMY FONTANA

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....