
IN UNA GALASSIA RAZZISTA RAZZISTA - SUI SOCIAL E’ PARTITA LA CAMPAGNA PER BOICOTTARE IL PROSSIMO “GUERRE STELLARI”: TROPPI NERI NEL CAST, E’ UNA PROPAGANDA CONTRO I BIANCHI E UNA FORMA DI MARXISMO CULTURALE
Jen Yamato per “Daily Beast”
Non tutti attendono con impazienza l’uscita del prossimo “Guerre Stellari”. Sui social media, domenica scorsa, è nato il movimento #BoycottStarWarsVII, che si lamenta per i nuovi personaggi della saga, non bianchi. John Boyega, ad esempio, è lo Stormtrooper redento, afroamericano. Si è aggiunta poi Lupita Nyong’o. E, come se non bastasse, un protagonista è donna.
star wars inneggia al genocidio bianco
Un saggio Jedi una volta disse: «La paura porta al lato oscuro. La paura conduce alla rabbia. La rabbia conduce all’odio. L’odio porta alla sofferenza». La scelta di protagonisti neri sarebbe una propaganda di giustizia sociale contro i bianchi, una forma di marxismo culturale. La crociata antisemita, misogina e razzista di chi boicotta non ha imparato nemmeno una delle lezioni date dal film. Non sanno che i bravi ragazzi della ribellione sono quelli che accettano la diversità e lottano contro i cattivi dell’Impero? No, sono convinti che “Star Wars” appartenga solo ai bianchi e non stupisce che alcuni dei tweet supportino Donald Trump.
Le loro motivazioni suonano di questo tipo: «Non puoi rivolgerti al 13% della popolazione americana, ignorando la demografia principale», «“Star Wars” intende distruggere la razza bianca perché il regista JJ Abrams è ebreo», «Abrams rovina tutto ciò che tocca, tipico comportamento da ebreo», «Tutti sanno che i i migliori giorni della saga sono andati».
Ma uno Jedi non resta mai attaccato al passato. E Boyega ha già risposto agli “haters”: con un cinguettio: “Fatevene una ragione”.