LELECRAC - IL GIUDICE HA DECISO: LELE MORA ANDRÀ A GIUDIZIO IMMEDIATO PER LA BANCAROTTA FRAUDOLENTA DELLA SUA AGENZIA - I BILANCI DELLA SOCIETÀ ERANO USATI COME UN SALVADANAIO: DISTRATTI 8 MLN € PER PAGARE CASE E SFIZI, E FORAGGIARE L’AMATO CORONA CON 8 AUTO E UN MILIONE E MEZZO CASH - I LEGALI VOGLIONO CHIEDERE PATTEGGIAMENTO O RITO ABBREVIATO PER RIDURRE I 6 ANNI DI GALERA CHE RISCHIA - STRALCIATA LA POSIZIONE DI EMILIO FEDE CHE SI TENNE LA “STECCA”…

Paolo Colonnello per "la Stampa"

Il cerchio si è chiuso e lui rischia di battere un record: rinviato a giudizio l'altro ieri con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione nella vicenda «Ruby», Lele Mora si è visto fissare ieri un nuovo processo con rito immediato - dunque stante «l'evidenza della prova» - nella vicenda che lo vede accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento della sua vecchia agenzia, la L&M management.

La decisione è stata presa dal gip Fabio Antezza su richiesta dei pm Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci con la formula particolare del «giudizio immediato cautelare», in presenza cioè di un imputato detenuto, quale è da quasi quattro mesi l'impresario televisivo, ricoverato la settimana scorsa all'ospedale San Paolo in uno stato psicofisico che i suoi legali descrivono come «grave».

L'udienza, per il solo Mora, è stata fissata per il 17 novembre. Stralciata invece la posizione degli altri due coindagati: il direttore del Tg4 Emilio Fede e l'ex guardia del corpo di Mora, Fedele Gentile, entrambi accusati di concorso in bancarotta per aver ricevuto una parte dei soldi (tre milioni di euro in tutto) che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi versò a Mora mentre la sua agenzia era già stato fallimentare. Non è escluso tra l'altro che nell'elenco dei testimoni dell'accusa, venga citato proprio il Cavaliere.

Mora, secondo le accuse, deve rispondere di una distrazione di circa 8 milioni e mezzo di euro, svaniti in parte (3 milioni e 381 mila euro) attraverso false fatturazioni per operazioni inesistenti o regali a Fabrizio Corona («gli ho comprato 8 autovetture a partire da un'Audi Cabriolet per arrivare a una Bentley Continental e gli ho dato circa un milione e mezzo in contanti per acquistare un appartamento...») e in parte (5 milioni) nelle casse della Diana Immobiliare, società intestata alla figlia, per acquistare case a Milano e sulla Costa Smeralda «con le circostanze aggravanti di aver cagionato ai creditori e in particolare al Fisco un danno patrimoniale di rilevante gravità e di aver commesso più fatti di bancarotta fraudolenta».

Individuati i suoi conti all'estero, monitorati i suoi movimenti bancari, chiuso in cella per scongiurare un eventuale pericolo di fuga, Lele Mora dal carcere ha rilasciato ampie confessioni, coinvolgendo pesantemente anche Emilio Fede.

Difficile però che Mora intenda davvero sostenere un processo del genere dove rischierebbe una condanna ad almeno 6 anni di reclusione, avendo egli stesso sostanzialmente confessato gli addebiti mossi dalla Procura. Pare che i suoi avvocati intendano chiedere di poter accedere a un rito alternativo, patteggiamento o giudizio abbreviato, che abbatterebbe di un terzo la pena prevista.

Unica notizia positiva in questo periodo nerissimo per l'uomo che fu tra i più potenti e influenti personaggi dello star system nostrano, è che con la decisione del rinvio a giudizio Lele Mora potrebbe nei prossimi giorni essere scarcerato non essendoci più pericoli di inquinamento probatorio. Una ben magra consolazione per l'impresario che vantava la gestione di personaggi come Simona Ventura o Luisa Corna, considerato vicinissimo a Berlusconi: ora è dimagrito di oltre 20 chili e afflitto da una serie di problemi depressivi.

 

lele moraLele Mora e Fabrizio Corona EMILIO FEDE AL BAGAGLINO mora berlusconi bentley continental

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