dario franceschini riccardo muti

I CHERUBINI MUTI DI FRANCESCHINI - NON SOLO I 175MILA EURO SBORSATI DAL MINISTERO DEI BENI CULTURALI PER IL CONCERTO DI IERI SERA AL QUIRINALE, PER IL G20: L’ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI, FONDATA DA RICCARDO MUTI, RICEVERÀ UN SOSTEGNO DI UN MILIONE DI EURO - NONOSTANTE DI ORCHESTRE GIOVANILI CE NE SIANO ANCHE MOLTE ALTRE, SU-DARIO VEDE SOLO MUTI (UN CONCERTO DELL’ORCHESTRA DI SANTA CECILIA, FORMAZIONE DI RICONOSCIUTA ECCELLENZA, HA UN PREZZO CHE È MENO DELLA METÀ DELLA SOVVENZIONE OTTENUTA DALLA CHERUBINI PER SUONARE AL QUIRINALE: 80 MILA EURO)

Cesare Galla per www.tag43.it - 18 giugno 2021

RICCARDO MUTI - CONCERTO G20 QUIRINALE

 

Alla fine dell’anno scorso, quando sono apparse nel decreto intitolato “Criteri e modalità per l’erogazione, l’anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo…”, quelle due righette sono passate inosservate.

 

Non fosse stato così, magari un minimo di discussione ci sarebbe stato: in fondo si parla del delicato, assai complicato e spesso contestato meccanismo in base al quale vengono assegnate le sovvenzioni dello Stato allo spettacolo.

LE SLIDE DEL MINISTERO DELLA CULTURA IN CUI SI ANNUNCIA LO STANZIAMENTO DA 1 MILIONE ALL'ORCHESTRA CHERUBINI

 

E le righette in questione introducono una novità che almeno sul piano del metodo non è di poco conto.

 

Dicono infatti (articolo 4, comma 8) che «Il ministro, su propria iniziativa, può in ogni caso sottoporre alle commissioni consultive competenti per materia il sostegno a progetti speciali che rappresentano eventi di eccezionale rilevanza».

 

Si sancisce in questo modo – per quanto nell’ambito dei soli progetti speciali – una vera e propria discesa in campo sul piano artistico del ministro della Cultura, a questo punto titolato a indicare personalmente, e con tutto il peso del suo ruolo, che cosa gli sembra degno di sovvenzione.

concerto al g20 quirinale - 175mila euro alla fondazione ravenna manifestazioni

 

Un ruolo “tecnico” diverso da quello politico finora sempre ricoperto, dentro al quale naturalmente influenza, competenza (ove presente) e capacità di suasion avevano un loro peso, però mai così diretto e incisivo. Le due righette sono salite alla ribalta il 9 giugno, perché sono citate nel decreto di assegnazione dei fondi ai progetti speciali musica per il 2021.

 

RICCARDO MUTI CON L ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI

Tra i 25 assegnatari dei fondi speciali la Fondazione Ravenna Manifestazioni

Fra i 25 assegnatari che si sono divisi una dotazione di due milioni di euro, infatti, ce n’è uno che non è passato attraverso la trafila ordinaria delle istanze alla Direzione generale dello spettacolo (che in questo caso sono state 189).

 

Si tratta della Fondazione Ravenna Manifestazioni, il cui progetto – si legge nel decreto – «ai sensi di quanto previsto dall’art. 4 comma 8 del decreto ministeriale 31 dicembre 2020» è passato prima per l’ufficio del capo di gabinetto di Dario Franceschini, e da questi, “d’ordine del ministro” è stato trasmesso alla Direzione generale dello Spettacolo, corredato dalla comunicazione «dell’intendimento del ministro di sostenere finanziariamente il suddetto progetto speciale […] tenuto conto dell’eccezionale rilevanza dell’evento».

 

paolo gentiloni riccardo muti dario franceschini

Si parla del concerto che l’orchestra giovanile Cherubini diretta da Riccardo Muti terrà nel Cortile d’Onore del Quirinale il 29 luglio, in occasione dell’incontro dei ministri della Cultura del G20.

 

Per il concerto della Cherubini al Quirinale stanziati 175 mila euro

L’episodio si inserisce nel quadro della ben nota sintonia esistente tra Franceschini e Muti, che assume sempre più spesso l’aspetto di una fervida collaborazione operativa. Le sovvenzioni destinate a quella che rimane pur sempre un’orchestra giovanile sono senza possibili confronti, mentre il ministro, di solito restio a queste uscite, non di rado offre testimonianza della sua attenzione presentandosi ai concerti della Cherubini.

 

riccardo muti concerto per il g20 della cultura al quirinale

Ora, alla luce del comma 8 il suo sostegno trova modo di manifestarsi anche nei “progetti speciali”, esenti dai complessi passaggi legati alle ripartizioni del FUS, determinate dal complicato meccanismo degli algoritmi, delle valutazioni percentuali su quantità, qualità e sostenibilità economica.

concerto per il g20 della cultura al quirinale

 

Considerare “progetto” un singolo concerto, sia pure inserito in un contesto di indubbio rilievo internazionale oltre che al massimo livello istituzionale italiano, denota un’idea di cultura in cui la visibilità dell’evento e il prestigio di chi assiste prevalgono sul contenuto e sul suo valore. Evidentemente non ha sollevato obiezioni la commissione consultiva Musica, che il 4 giugno ha esaminato la proposta fortemente sostenuta dal ministro.

MINISTERO BENI E ATTIVITA CULTURALI

 

Alla fine dei dovuti passaggi, si è concretizzato un finanziamento speciale quanto il “progetto”: 175 mila euro. Non è dato sapere su quale base sia stata decisa questa cifra. In questa tornata di contribuzioni la superano solo i 250 mila euro assegnati alla European Union Youth Orchestra, che peraltro nello scorso autunno si era vista largamente sopravanzare proprio dalla Cherubini, destinataria in ambito extra Fus di quasi 700 mila euro.

 

Valerij Gergiev Teatro Mariinskij

Costa meno ingaggiare l’orchestra del Teatro Marinskij o dell’Accademia di Santa Cecilia

Oggi con molto meno di 175 mila euro si possono ingaggiare orchestre internazionali di prestigio e qualità indiscutibili. Ad esempio, il cachet dell’orchestra del Teatro Marinskij di San Pietroburgo diretta da Valery Gergiev, fondata in Russia nel 1783, non supera i 90 mila euro, se l’organico è sui 60 elementi.

 

Se l’organico è più ampio, si sforano di poco i 100 mila euro. Per restare in Italia, un concerto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, formazione di riconosciuta eccellenza, ha un prezzo che è meno della metà della sovvenzione ottenuta dalla Cherubini per suonare al Quirinale: 80 mila euro.

concerto per il g20 della cultura al quirinale 4

 

Se poi si considera il mondo delle orchestre giovanili, le tariffe – è intuitivo – scendono decisamente e si arriva a costi per i musicisti che stanno fra i 20 e i 30 mila euro per concerto, calcolando anche un adeguato periodo di preparazione, fondamentale nella “mission” di una compagine di formazione.

 

Le retribuzioni sono ridotte perché gli organici sono costituiti da giovani musicisti all’inizio della loro carriera, che stanno imparando a fare orchestra. In questo caso, il plusvalore non monetizzato (ma spesso notevole) è dato dalla possibilità di fare esperienze molto importanti, spesso insieme a direttori di grande valore. Fra questi, Muti non è un caso isolato: sono numerose le bacchette di alto prestigio meritoriamente impegnate con queste orchestre, in Italia e un po’ in tutto il mondo.

riccardo muti concerto per il g20 della cultura al quirinale

 

Per sostenere l’orchestra giovanile di Muti il ministero stanzia 1 milione di euro

In ogni caso, Dario Franceschini non ha dubbi e non sembra interessato a guardarsi attorno. La sua scelta è fatta: dopo l’extra Fus dello scorso autunno, e prima della sovvenzione senza possibili confronti sul normale mercato al progetto speciale Quirinale, a fine 2020 è apparsa sul sito del ministero una slide nella quale si annuncia «un milione di euro a partire dal 2021 per sostenere l’orchestra giovanile Cherubini fondata da Riccardo Muti».

riccardo muti sergio mattarella concerto g20 quirinale

 

 Il ministro sta con la Cherubini. L’esistenza di altre orchestre giovanili non lo riguarda. Se vogliono, se hanno le carte in regola, possono provare a chiedere un contributo alla Direzione generale dello Spettacolo, non è detto che non ottengano qualcosa. Ne conosco una, assai valida, che fruisce di una sovvenzione statale di 80 mila euro. All’anno. Però è vero: ancora nessuno l’ha invitata, o mandata, a suonare al Quirinale.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...