beatles paul mccartney bob dylan

BRODO DI PAUL - OMAGGIO A MCCARTNEY CON UN SUPER ALBUM DI 34 CANZONI (“THE ART OF MCCARTNEY”) REINTERPRETATE DA GRANDI ARTISTI CON BOB DYLAN ALLE PRESE CON QUEL CAPOLAVORO IGNOTO DI “THINGS WE SAID TODAY” – PER I DYLAN-IATI I “BASEMENT TAPES”

1 - THE ART OF MCCARTNEY

 

2 - BOB DYLAN - THINGS WE SAID TODAY

 

3 - PAUL MACCARTNEY - THINGS WE SAID TODAY

 

4 - MONUMENTO (ROCK) IN VITA PER MCCARTNEY E DYLAN

Piero Negri per "La Stampa"

 

THE 
ART 
OF 
MCCARTNEY 
THE ART OF MCCARTNEY

Per John Lennon, Paul McCartney nelle canzoni dei Beatles ci metteva «la leggerezza e l’ottimismo» (lui invece «la tristezza e le dissonanze»). Per lo studioso della storia del rock Paul Zollo, «ha cambiato le regole del gioco e scavato il solco che la musica segue ancora oggi». E per quanto nelle canzoni dei Beatles la sua firma fosse sempre saldamente accoppiata a quella di Lennon, oggi per tutti è chiaro quali fossero dell’uno e quali dell’altro.

paul mccartneypaul mccartney

 

Non è stato difficile, insomma, concepire l’idea di The Art of McCartney, un monumentale omaggio a Paul con 34 canzoni sue reinterpretate da altri artisti. Ma deve essere stato complicato realizzarlo, perché chi ha avuto l’idea, il produttore Ralph Sall, ci ha messo 11 anni per venirne a capo.

 

Nel 2003 aveva sottoposto il progetto all’ex Beatle e ne aveva ottenuto l’ok, nel 2014, questa settimana, è uscito in tutto il mondo il risultato del suo lavoro, al quale prestano la voce, tra gli altri, Billy Joel, Bob Dylan, Yusuf Islam (ex Cat Stevens), Harry Connick, Jr., Brian Wilson (Beach Boys), Barry Gibb (Bee Gees), i Kiss, Roger Daltrey (The Who), The Cure, Perry Farrell, Smokey Robinson, Alice Cooper, B.B. King.

 

PAUL MCCARTNEYPAUL MCCARTNEY

Diciotto titoli vengono dagli album pubblicati dal 1970 in poi, dopo la fine dei Beatles, quindici appartengono al periodo (1962-1970) dei Favolosi quattro, una (Come And Get It in versione reggae), è uno scarto di Abbey Road che ebbe un certo successo nella versione dei Badfinger.

 

Bob Dylan canta Things We Said Today, che McCartney scrisse nel 1964 per la fidanzata di allora, l’attrice Jane Asher (è nella colonna sonora di A Hard Day’s Night), provocando emozioni positive e considerazioni amare su che cosa potrebbe ancora fare il caro vecchio Bob rimasto senza voce se solo volesse ancora cimentarsi con il pop.

 

Bob DylanBob Dylan

Il che è poi quanto operazioni di questo genere lasciano in chi le ascolta per davvero: nostalgia per un’epoca in cui la scrittura delle canzoni, come di tutto il resto, beneficiava della libertà garantita dall’ingenuità (McCartney stesso si è sempre rifiutato di parlare del suo metodo di composizione, riconoscendo di non averne alcuno) e l’atto creativo puro stava al centro di tutto.

 

Il che vale, ancora di più, per l’altro grande recupero di questi giorni, ovvero la pubblicazione completa dei «nastri della cantina», i Basement Tapes che Bob Dylan registrò nel 1967 con The Band. Dylan aveva colto l’occasione di un incidente motociclistico per isolarsi a Woodstock con la famiglia.

 

Probabilmente pensava addirittura di scendere dal palcoscenico e di trasformarsi in semplice autore: così, per fissare su nastro le idee musicali che gli giravano (vorticosamente, bisogna dire) in testa, registrò il materiale che oggi dà vita a sei cd (The Basement Tapes Complete, appena uscito).

STEVENS CATSTEVENS CAT

 

Non solo: una trentina di canzoni rimasero per sempre semplici testi e furono custodite da allora in uno scrigno. Venute a galla di recente, sono state completate, con l’avallo di Dylan, dal gruppo The New Basement Tapes che si è formato per l’occasione e che comprende T Bone Burnett, Elvis Costello, Jim James (My Morning Jacket), Marcus Mumford (Mumford and Sons) e in una canzone pure Johnny Depp (che nasce chitarrista, non attore).

OBAMA E BB KING ALLA SERATA BLUES ALLA CASA BIANCAOBAMA E BB KING ALLA SERATA BLUES ALLA CASA BIANCA

 

L’album si intitola Lost On The River e ha il raro privilegio di suonare classico e nuovo, un po’ perché la ruota del gusto ha compiuto da allora diversi giri ed è tornata al punto in cui si chiuse un decennio e se ne aprì un altro nel segno della tradizione, un po’ perché Dylan e The Band nella cantina di Woodstock si allontanarono da tutto, anche dalle mode, e non passarono mai di moda.

johnny depp ubriaco sul palco 8johnny depp ubriaco sul palco 8elvis costelloelvis costello

 

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