PER DALEMIX LA CASTA È LESSICO DA BR? Ok, NON CONFONDERE BERLINGUER CON I SUOI EREDI - ONORE ALLA PERFIDIA DI MONTI, HA TRASFORMARE VESPA IN COLUI CHE ERA PRIMA DELLE INFATUAZIONI BARBARICHE: UN GIORNALISTA DEMOCRISTIANO - NON DITE A TRAVAGLIO CHE PER INGROIA IL LIBRO DI ALFANO È “UN ROMANZO DI FORMAZIONE DI UN GIOVANE POLITICO SICILIANO RICCO DI SPERANZE E DI ENTUSIASMI, E COL PALLINO DELLA LOTTA ALLA MAFIA” - SE BERLUSCONI (COME MONTI) AVESSE IMPOSTO IL DECRETO BCE…


1- FLOP D'ALEMA...
Marco Damilano per "l'Espresso"

"La casta? È un termine che compare per la prima volta nel lessico delle Br. Certe cose è bene ricordarle...", rivela l'ex premier, attingendo a piene mani al volume di Miguel Gotor "Il memoriale della Repubblica". Altre cose che è bene ricordare: non confondere Aldo Moro con Scilipoti. Non confondere i giornalisti con i brigatisti. Non confondere Berlinguer con i suoi eredi.


2- SU QUELLA POLTRONA
Massimo Gramellini per "La Stampa"

Contrariamente alle previsioni più cupe, «Porta a porta» non è riuscita a trasformare Monti in un guitto e neanche in un plastico. È stato Monti a trasformare Vespa in colui che era prima delle infatuazioni barbariche: un giornalista democristiano. Davanti all'esordiente seduto sulla poltrona dei famosi, l'intervistatore non era in piedi né in ginocchio, ma mollemente arcuato come ai tempi di Andreotti e Forlani. Solo che stavolta davanti a lui non c'era un democristiano italiano, ma uno tedesco.

Quindi cattivissimo e capace di punte di autentica crudeltà. Appena Vespa lo ha ringraziato per aver scelto la sua trasmissione, ha risposto: «Io non sono qui per far piacere a lei». E quando il frequentatore di caste romane ha alluso a se stesso con l'espressione «noi uomini della strada» (l'unica battuta della serata) e chiesto delucidazioni sulle aliquote più alte, Monti lo ha subito restituito alla sua condizione di privilegiato: «Vedo che lei è abituato a ragionare di queste cifre».

Onore alla perfidia di Monti, ma anche ai riflessi di Vespa: mentre i comici sono rimasti fermi a Berlusconi, lui è già tornato a Tribuna Politica. Simbolo di un Paese immobile che quando decide di cambiare va indietro.

3- INGROIA ELOGIA IL LIBRO DI ALFANO (POVERO TRAVAGLIO)
Da "Il Foglio"

Antonio Ingroia delude Marco Travaglio, ed è la seconda volta dopo le parole d'affetto rivolte a Giovanni Pitruzzella, nuovo presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e soprattutto ex avvocato di fiducia di Renato Schifani. Il pm che ha promosso il pataccaro Ciancimino si dedica alla recensione di un libro appena uscito, e sono coltellate nelle pupille di Travaglio: "Ci sono pagine eleganti e pagine descrittive, ed infine pagine ricche perfino di pathos. Sembra un romanzo, un romanzo di formazione di un giovane politico siciliano messo alla prova, arrivato presto al traguardo del dicastero della Giustizia, ricco di speranze e di entusiasmi, e col pallino della lotta alla mafia".

Bellissimo, peccato che il libro in questione sia "La mafia uccide d'estate", editore Mondadori, autore Angelino Alfano, più noto al Vernacoliere di Travaglio come Angelino Jolie.


4- IL QUIRINALE FIRMA SENZA FIATARE...
Da "Il Foglio"

S'affacciava già il sospetto che il Quirinale facesse un po' d'ammuina nei confronti del "decreto salva-Italia", ma ecco arrivare la firma di Giorgio Napolitano sul testo di legge del Consiglio di facoltà stanziato a Palazzo Chigi e presieduto da Mario Monti. Nemmeno ventiquattr'ore di attesa e - oplà! - spunta il sigillo della prima carica dello stato.

Nulla d'inedito, nulla di temerario. Però spieghiamolo bene a Silvio Berlusconi, che di decreti inconcludenti (compresi alcuni malcelati salva-Cav.) se ne intende: se avesse avuto la forza e l'orgoglio d'imporre ai suoi vischiosi ministri, ai mandarini del Pdl e al cavilloso Napolitano (a intermittenza) il decreto-Bce, quello che è poi diventato un ddl salvagente perso nei marosi dello spread, forse ci saremmo risparmiati il congelamento della sovranità politica imposto come extrema ratio dallo stesso Napolitano. Forse.

 

MASSIMO DALEMA MARIO MONTI DA VESPAAntonio Ingroia ANGELINO ALFANO Mario Monti giura di fronte a Giorgio Napolitano Napolitano - Berlusconi

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