de masi mattia feltri

"PREFERITE STARE SOTTO LA PEGGIORE DITTATURA O MORIRE? DA MORTI NON CI SI PUÒ RISCATTARE" – LE PAROLE DEL SOCIOLOGO GRILLINO DE MASI SULL’UCRAINA SCATENANO MATTIA FELTRI CHE RICORDA: "TEMO CHE ABBIA RAGIONE. NOI, DAVANTI ALLA DITTATURA, LE BRACCIA LE ABBIAMO ALZATE GIÀ CENTO ANNI FA, E CE LA SIAMO TENUTA PER UN VENTENNIO. A NOI NON IMPORTA NULLA DELLA LIBERTÀ, È UN ACCESSORIO EREDITATO DA CHI IN FACCIA ALLA DITTATURA LA VITA CE L'HA MESSA. NON SO CHE COSA FAREI SE TOCCASSE A ME. MA..."

Estratto dell'articolo di Mattia Feltri per “La Stampa”

 

domenico de masi foto di bacco

Temo che stavolta Domenico De Masi abbia ragione. Sociologo con antiche affinità col Movimento cinque stelle, sia ai tempi di Beppe Grillo sia a quelli di Giuseppe Conte, l'altra sera era ospite di Bruno Vespa e s'è guadagnato qualche vivace riprovazione per aver giudicato rovinoso l'invio di armi all'Ucraina

 

(...)

 

L'indignazione aveva a che fare con la resa in cambio della vita, ma domandiamoci: quanti di noi, di noi italiani, davanti a un invasore impugnerebbe le armi anziché alzare le braccia? Noi, davanti alla dittatura, le braccia le abbiamo alzate già cento anni fa, e ce la siamo tenuta per un ventennio.

 

MATTIA FELTRI

Chi diventò fascista per convinzione, chi per convenienza, chi si limitò a tenere la bocca chiusa per quieto vivere, e soltanto una piccola minoranza mise la vita sul piatto: qualche dissidente incarcerato, qualche dissidente ammazzato, pochi partigiani saliti in montagna a riscattare l'ignavia oggi suggerita da De Masi agli ucraini. Morire per la libertà: una prospettiva cancellata dai nostri orizzonti da molto tempo.

 

A noi non importa nulla della libertà, è un accessorio ereditato da chi in faccia alla dittatura la vita ce l'ha messa. Poi, intendiamoci, non sono migliore di nessuno: non so che cosa farei se toccasse a me. Ma se decidessi di alzare le braccia, mi vergognerei di spacciarla per una scelta geniale, quantomeno.

MATTIA FELTRIdomenico de masi

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