feltri pasolini

PASOLINI-INI-INI – FELTRI: UN SIMBOLO CHE SCRISSE BANALITÀ - ''ERA UN POETA, MA NESSUNO NE RAMMENTA UN VERSO. ERA UN OTTIMO SCRITTORE, MA NON PER LA CRITICA. ERA UN ECCELLENTE REGISTA, MA I SUOI FILM NON OTTENNERO UN SUCCESSO PARI AL LORO VALORE''

Vittorio Feltri per “il Giornale”

 

PASOLINI VESTITO DA FIGHETTOPASOLINI VESTITO DA FIGHETTO

Pier Paolo Pasolini oggi avrebbe 93 anni. Se fosse vivo. Invece morì nel 1975, quando ne aveva 53, essendo nato nel 1922. Fu ammazzato ad Ostia da un giovanotto, un prostituto. Gli omosessuali esistono da sempre, pertanto esistevano anche allora. Pagavano per godere e talvolta morivano non di piacere, ma assassinati da chi glielo dava. Succede anche adesso, ma meno di ieri, perché la società, come si dice, si è evoluta e non considera più i gay gente strana che si può uccidere senza creare troppa disapprovazione nella pubblica opinione.


In ogni caso, Pasolini non meritava di finire come è finito. Era un uomo intelligente, geniale, un intellettuale eclettico, un artista che all' epoca, però, non era accettato da tutti. Era un poeta, ma nessuno ne rammenta un verso. Era un ottimo scrittore, ma i suoi romanzi, per esempio Ragazzi di vita , non furono accolti con entusiasmo dalla critica a causa della povertà (realistica) della prosa. Era un eccellente regista, ma i suoi film non ottennero un successo pari al loro valore.

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  8foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 8


Perché? Pasolini nacque troppo presto rispetto alla moda odierna. Non fu compreso nella sua complessità dalla massa. Soltanto le persone colte ne afferrarono in parte la preziosità. I conservatori lo detestavano, considerandolo inabile a una scrittura nobile, aulica, e incline a disprezzare la cultura del tempo, ancora legata a vecchi schemi secondo i quali la letteratura era un campo riservato ai letterati virtuosi, non a chi avesse qualcosa di importante da raccontare.

 

A distanza di 40 anni dalla sua morte, il poliedrico artista viene celebrato dai media come un grande del secolo scorso, uno dei personaggi più influenti e decisivi di quel tribolato periodo, attraversato da scontri sociali, lotte armate, fermenti rivoluzionari eccetera.

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  9foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 9


Non c' è giornale che non abbia riservato in queste settimane paginate e paginate per commemorarlo. È cambiato il clima, è cambiata la mentalità; pochi rammentano le opere dell' artista, ma non importa: si è affermato il concetto che egli sia stato e rimanga un uomo di inarrivabile spessore. Ottimo. Ne siamo contenti.

 

Tuttavia non possiamo sottacere che di costui si sa poco. Chi ha letto i suoi libri? Chi ha visto la sua produzione cinematografica abbondante? Diciamo la verità, che notoriamente fa male: di Pasolini si ricorda soprattutto un famoso articolo scritto per il Corriere della Sera, all' inizio degli anni Settanta, allorché commentò l' uccisione di un poliziotto durante una manifestazione comunista.

PASOLINI PASOLINI

 

L' autore, assunto quale editorialista dal giornalone milanese per volontà dell' allora direttore, Piero Ottone (che non soffriva della concorrenza di Repubblica, non ancora in edicola), se ne uscì con una considerazione assolutamente inattesa.


Questa: i proletari che aspirano alla rivoluzione non possono prendersela con gli agenti dell' ordine pubblico in quanto, a loro volta, sono proletari, figli di povera gente, contadini del Sud, quindi compagni e non avversari dei comunisti impegnati e sovvertire il potere dominante. L' articolo scosse la sinistra e, in particolare, i capi popolo. E segnò un punto di svolta: le classi meno abbienti non devono farsi la guerra, ma farla insieme a coloro che comandano a Roma.

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  7foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 7


Un'ovvietà. Una banalità.
Chiunque infatti era al corrente che poliziotti e carabinieri non fossero borghesucci e, di conseguenza, erano degni del rispetto riservato agli operai. Un particolare scontato sul quale, tuttavia, nessuno aveva riflettuto. Cosicché Pasolini si affermò per aver scoperto l' acqua calda. E si continua a parlare di lui per questo, non per altro, a dimostrazione che gli intellettuali diventano icone soltanto quando sfondano porte aperte.

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  6foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 6


Per il resto, non c' è anima che si accorga di loro. Pasolini poi, volendo dirla tutta, scrisse anche un altro articolo indimenticabile in cui affermava che la Democrazia cristiana andasse processata in piazza, essendo colpevole di tutte le porcherie italiane, quelle che impedivano al Paese di adottare una dittatura marxista.


Un pezzo ignobile (profetico di Mani pulite) che, però, gli valse l' immortalità. E ciò la dice lunga sulla capacità di giudizio dei connazionali dell' epoca e forse anche di quelli contemporanei.

 

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  4foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 4foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  10foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 10PASOLINI OMICIDIO PINO LA RANAPASOLINI OMICIDIO PINO LA RANAPASOLINIPASOLINIPASOLINI OMICIDIOPASOLINI OMICIDIOPASOLINI 4PASOLINI 4foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  11foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 11foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  13foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 13foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  2foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 2PASOLINIPASOLINIfoto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  3foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 3pasolinipasolinioreste del buono e pasolini oreste del buono e pasolini Pasolini morto Pasolini morto Pasolini morto Pasolini morto foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  5foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 5

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)