
LA POPOLARITA’ ALLUNGA LA VITA - FINCHÉ SI È SULLA CRESTA DELL'ONDA, NON CI SI AMMALA MAI. ENZO BIAGI COMINCIÒ A MORIRE IL GIORNO STESSO IN CUI NON EBBE PIÙ A DISPOSIZIONE IL PULPITO TELEVISIVO PER LA SUA PREDICA SERALE DOPO IL TIGGÌ - GIOVANNI SPADOLINI NEL 1994 DOVEVA ESSERE CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DEL SENATO. INVECE FU SCONFITTO PER UN SOLO VOTO DA CARLO SCOGNAMIGLIO. SPADOLINI CI RIMASE DA CANI. MENO DI QUATTRO MESI DOPO ERA GIÀ MORTO: DI TUMORE…
Pulpito
Estratto da “Buoni e cattivi”, di Vittorio Feltri e Stefano Lorenzetto (ed. Marsilio), pubblicato da “Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti”
[…] Sia come sia, Enzo Biagi cominciò a morire il giorno stesso in cui non ebbe più a disposizione il pulpito televisivo per la sua predica serale dopo il tiggì. Da quel momento l'età e le insufficienze idrauliche della pompa cardiaca cominciarono a farsi sentire in modo drammatico.
Non si ha idea di quanto la popolarità allunghi la vita. Finché si è sulla cresta dell'onda, baciati dal successo, tutto funziona a meraviglia, non ci si ammala mai.
Ma non appena il personaggio di potere è condannato all'anonimato, anche la sua salute perde colpi, le difese immunitarie vanno a farsi benedire. Ho ancora davanti agli occhi l'esempio desolante di Giovanni Spadolini.
Nel 1994 doveva essere confermato alla presidenza del senato. Invece fu sconfitto per un solo voto da Carlo Scognamiglio. Questo accadeva ad aprile. Spadolini ci rimase da cani. Meno di quattro mesi dopo era già morto: di tumore. […]
ENZO BIAGI - ROBERTO BENIGNI
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