riccardo lagana maggioni

POSTA! - COME MAI NESSUNO HA SCRITTO CHE RICCARDO LAGANÀ, IL COMPONENTE DEL CDA RAI ELETTO DAI DIPENDENTI, È COLUI CHE FIRMÒ (IN VESTE DI PRESIDENTE DI INDIGNERAI) L'ESPOSTO ALLA PROCURA SUI VIAGGI DELLA MAGGIONI PAGATI DALL'AZIENDA PER PRESENTARE IL SUO LIBRO? ESPOSTO PER LA QUALE LA PRESIDENTA È FINITA SOTTO INCHIESTA…

marchionne camilleri

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Lettera 1

Caro Dago, nuovo vertice della Ferrari è Camilleri. A breve l'uscita della berlina Montalbano.

BarbaPeru

 

Lettera 2

Maestro Dagonov,

Dramma a sinistra: i leader campano solo di politica e non si fanno mai da parte.

Aigor

 

Lettera 3

massimo gramellini

Caro Dago, che tristezza Gramellini, pur di dare addosso a Berlusconi, tra tutto quello che potrebbe dire, ricorda nel suo prematuro coccodrillo la vergogna di Marchionne per il barzellettiere presidente del consiglio. Ammette di non comprendere l'arci-italianità del grande manager, dimenticandosi però di ricordare la triste vicenda da esule della sua famiglia. Un pensiero ed un'omissione, tutto pro domo sua.

M.Magliola

 

Lettera 4

ENRICO ROSSI

Carissimo D'Agostino, con l'uscita dal vertice Fca di Marchionne, siamo stati travolti – via stampa e televisione - da uno tsunami di coccodrilli. Ma il giorno in cui scompare davvero – speriamo il più tardi possibile – che fanno? Riccicciano tutto il pastone? Valerio Monaco

 

Lettera 5

Trovo le dichiarazioni di Enrico Rossi, governatore della Toscana, assolutamente vergognose e rivelatrici di un carattere rancoroso tipico degli uomini piccoli. Marchionne è un uomo che ha dato grande prova di se ed al genio italiano un grande manager, merita rispetto! e ancor più lo merita come qualsiasi persona nelle sue condizioni attuali. A Lui andrebbe indirizzata una preghiera non le nefandezze di chi non ne vale un unghia!

R.Moroli

 

Lettera 6

RICCARDO LAGANA

Caro Dago

ringrazio tantissimo Dagospia ,il quale mentre tutti i giornaloni parlavano di "operazione alla spalla" (tipo raffreddore di andropov) unica fonte di verità rimasta in Italia,scriveva chiaramente tumore ai polmoni

Gp

 

Lettera 7

Caro Dago, Come mai nessuno (a partire dai cosiddetti giornaloni e stavolta Fatto incluso) ha scritto che Riccardo Laganà, il componente del CdA RAI eletto dai dipendenti, è colui che firmò (in veste di presidente di Indignerai) l'esposto alla Procura sui viaggi della Maggioni pagati dall'azienda per presentare il suo libro? Esposto per la quale la presidentissima è finita sotto inchiesta...L'elezione di Laganà è stata uno schiaffo ai sindacati - Usigrai in testa- che hanno taciuto tutti su una vicenda ben peggiore di quella di Minzolini....metici una pezza almeno tu Dago Giovanna Mirella

monica maggioni e massolo

 

Lettera 8

Caro direttore, 

condivido l’universale sdegno per il grave fatto di Roma, dei due omosessuali offesi perché un cameriere, con spirito di patata, ha scritto “no frocio” sullo scontrino, e ovviamente plaudo al suo licenziamento, e mi aspetto che intervenga anche la Magistratura.

 

Chissà perché, però, mi viene in mente l’ode “Il giorno” di Parini, in cui si parla di un altro cameriere criminale, che dà un calcio a un cagnetto, la “vergine cuccia”. “In van novello signor sperò, ché le pietose dame inorridiro, e del misfatto atroce odiar l’autore. Ei misero si giacque con la squallida prole, e con la nuda consorte a lato, su la via spargendo inutile lamento...”

Nieuport

 

Lettera 9

SCONTRINO OMOFOBO A ROMA

Niente, non riesce proprio a parlare correttamente. Il congiuntivo è fuori dalla sua portata.

“È veramente allucinante che quel partito, che doveva difendere le fasce più deboli, le combatte”. Gigi, si dice “combatta”. Dai, un piccolo sforzo...ora che finalmente guadagni qualcosa, perché non ti prendi  un insegnante di sostegno?

Giuseppe Tubi

 

Lettera 10

Caro Dago,  il Marchese ha ragione su Chiara F, ma temo che si dimentichi di notare che il rapper marito è solo un accessorio. Questo non è nemmeno un matrimonio basato sui soldi, come qualche principessa medioevale era costretta a contrarre per salvare il regno. Non è l'amore ai tempi del bancomat, è l'amore ai tempi degli accessori di Barbie. Tra l'altro simbolo e bambola a cui si rifa spesso la fashion blogger.

 

ENRICO BERLINGUER 5

Se Barbie si accontentava del casto e sorridente Ken, Chiara si è scelta un rapper (?) popparolo da talent che solo in Italia può funzionare e solo qui noto. Altra riprova che forse il grande successo all'estero e i tanti milioni che la fashion blogger avrebbe non le hanno permesso di trovare un adeguato trophy husband da esibire su IG. Palesemente un successo del femminismo tutto ciò: Chiara F ci dimostra che se hai soldi, tiri su i trophy partners da click. 

Saluti dal click, 

Lisa

 

Lettera 11

Caro Dago, “E così Fiat”, titolava ieri il 'Manifesto' su ‘Marpionne’ in articulo mortis con una punta di rammarico per non essere mai riusciti a spedirlo in un gulag.  

Giorgio Colomba

 

Lettera 12

almirante

Caro Dago, non fu Berlinguer (morto 4 anni prima) ad andare al funerale di Almirante, ma fu quest'ultimo che si recò nella camera ardente a rendere omaggio al suo antico e stimato avversario politico, il direttore Sallusti ha ovviamente confuso, con stima, 

Lati27

 

Lettera 13

Caro Dago, ma quel sig. Rossi che ha rilasciato una dichiarazione, a dir poco inopportuna, su Marchionne, è lo stesso Rossi politico di professione che ha assistito in silenzio allo svuotamento delle fabbriche toscane e, addirittura, era ospite di Colaninno alle inaugurazioni delle fabbriche Piaggio all'estero che toglievano posti di lavoro a Pontedera, come denunciavano i sindacati?

Bel pezzo d'...uomo!

FB

 

Lettera 14

DI MAIO RENZI

Caro Dago, i gay sono più estremisti degli omofobi. Non contenti del licenziamento del cameriere che in un risorante ronano aveva presentato ad una coppia gay uno scontrino con la scritta "frocio", chiedono addirittura che venga revocata la licenza ai proprietari del locale. Ma non capiscono che così facendo l'omofobia non diminuirà  ma anzi aumenterà? Il loro modello qual è? Quel signore tedesco coi baffetti che nel secolo scorso progettava soluzioni finali per chi non la pensava cone lui? 

Lino

 

Lettera 15

Caro Dago, a quanto pare sul "decreto dignità" verrà posta la fiducia. Quindi come Renzi fa inciuci con gli avversari (Lega), come Renzi sistema i concittadini della sua cerchia sulle poltrone, come Renzi lascia gli indagati al loro posto, come Renzi fa passare i provvedimenti con la fiducia. Ma invece che Renzi si chiama Di Maio.

SERGIO MARCHIONNE

Furio Panetta

 

Lettera 16

Caro Dago, Gramellini su Marchionne e Berlusconi: "Mi raccontò di quando era stato convocato a Palazzo Chigi insieme con il gotha dell' economia italiana, ma che, dopo mezz' ora di barzellette di quell' altro, si era alzato dicendo che doveva andare a lavorare, lui". Sì, perché Berlusconi è un noto fancazzista che ha passato la vita girandosi i pollici e raccontando barzellette agli amici al bar. Ma è mai possibile che anche di fronte a un uomo moribondo i soliti noti non abbiano di meglio da fare che gettare fango sul solito "nemico"?

Leo Eredi

 

SERGIO MARCHIONNE

Lettera 17

Dago darling, hai visto come nella Francia del "vivre ensemble" l'affare BenAlla s'ingrossa? Chissà perché mi fa venire in mente un altro affare, quello ben più terribile e misterioso BenBarka di tanto tempo fa. Mentre alcune foto di Benalla e Macron mi fanno venire in mente i tempi spensierati di "Salut les copains". quando Sylvie Vartan cantava "Comme un garcon".

 

Comunque sia, che bella coppia nel paese dei "marriages pour tous", se solo...! Chissà come ci avrebbe ricamato su il compianto Roger Peyrefitte ai tempi in cui c'era ancora la libertà di stampa e, sopratutto, d'opinione. 

 

Comunque sia ("one more time") possibile mai che la "premiére dame" Brigitte, che non é nata ieri, non sappia saggiamente consigliare (come fanno tutte le mamme o meglio le nonne, almeno quelle d'un tempo) il suo pargolo e marito sulla scelta dei suoi "copains" e "bodyguards"? Certo, Benalla é bono e virilissimo, in un mondo arcobaleno dove scarseggiano i "veri masculi" (se i soviet Arcigay & Co non proibiscono di dire così). Beati i posteri che leggeranno tutta la verità in un futuro tomo di "Les histoires d'amour de l'histoire de France". 

 

L'Eliseo ne ha già viste tante, come il presidente Faure morto nello stesso Eliseo mentre aveva una parte del suo corpo nella bocca di una sua amante. E per giunta la poverina non riusciva a svuotarsi la bocca, perché Faure le stringeva la testa negli spasimi del godimento mortale. Il terribile Clemenceau disse: "Ha voluto vivere da Cesare ed é morto Pompato (da Pompeo ma anche da pompa)". Omaggi e figli arcobaleno

JOHN ELKANN - MONTEZEMOLO - SERGIO MARCHIONNE

Natalie Paav

 

Lettera 18

Caro Dago, titolo de il Manifesto di ieri: "È così Fiat. Svolta improvvisa in Fca. Sergio Marchionne è in fin di vita. Ha tolto diritti ai lavoratori e ha portato il gruppo dell'auto via dal Paese". I compagni non hanno perso il vizzietto di Piazzale Loreto, non si accontentano di vedere il nemico morto devono anche infierire sul corpo.

Tommy Prim

 

Lettera 19

Gentil Dago

chi segue anche solo distrattamente le cose economiche sapeva da tempo che lo sfortunato Marchionne ha salvato gli Agnelli, non la Fiat. Le dotte elucubrazioni in proposito sui giornali di ieri ed oggi ci spiegano quella che nei fatti è una verità assolutamente lapalissiana. E' stato così, e gli Agnelli sono stati bravi e fortunati a scovarlo. 

 

SERGIO MARCHIONNE

La Fiat invece è insalvabile, metafora perfetta di un Paese che ha perso irrimediabilmente il suo futuro, dopo aver avuto in mano la possibilità di costruirsene uno durevolmente positivo. 

 

Nel 1966 la Fiat era il quarto gruppo automobilistico mondiale e l'Italia si proiettava verso un futuro di grande potenza industriale ed economica. Poi è venuto il 68 ed a cascata tutti i disastri successivi, ed il sogno si è tramutato nell'incubo attuale, in cui un Paese stremato è finito ostaggio dell'Europa e dell'euro, e della spirale accelerata di impoverimento sempre maggiore cui entrambi ci condannano.

 

Gli Agnelli si sono salvati, e questo merito a Marchionne nessuno potrà mai disconoscerlo, le nostre élites probabilmente riusciranno a fare altrettanto, grazie alle loro molteplici protezioni, e come sempre nella storia, è il popolo il soggetto destinato tristemente a restare col cerino in mano ed a pagare per decenni il pegno del disastro che si è consumato.

cordiali saluti

gioR

 

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