
CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI - TITOLO DALLA “VERITÀ”: “LE BORSE MONDIALI ‘CALANO’ A PICCO”. LA LOCUZIONE CORRETTA È “COLARE A PICCO”, NON “CALARE”. SOPRATTUTTO QUANDO PIAZZA AFFARI CHIUDE A –3,4 PER CENTO – TITOLO DEL “CORRIERE DELLA SERA”: “FRAGILITÀ VERE (E NON) IN EUROPA”. ARIDAJE! L’AVVERBIO NEGATIVO OLOFRASTICO – COSÌ CHIAMATO PERCHÉ, DA SOLO, COSTITUISCE UN’INTERA FRASE – È SOLTANTO “NO”, MOTIVO PER CUI ELIO VITTORINI INTITOLÒ “UOMINI E NO” UN SUO ROMANZO…
"Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”
(http://www.stefanolorenzetto.it/pulci.htm)
L’editoriale di prima pagina del direttore della Stampa, Andrea Malaguti, è preceduto da questo altisonante esergo: «“La democrazia non può funzionare se non si basa su una percezione comune della realtà, di fatti verificabili e confutabili”. Hannah Arendt».
La quale però, nel fondo del direttore, diventa «Hanna Arendt», per poi tornare «Hannah Arendt» a 6 righe dalla conclusione. Da segnalare le frasi «tagliare i fondi alle Università» e «strangolare un’Università», in cui università è nome comune di cosa e quindi non richiedeva la maiuscola, prevista solo quando è nome proprio (esempio: Università di Torino).
Idem per l’aggettivo «Hobbesiano», anche questo con la maiuscola, mentre andava messo in minuscolo, al pari di shakespeariano, manzoniano e carducciano. Poi Malaguti scrive: «Uscendo dal teatro mi colpisce un ragazzo, forse ventenne, che dice alla madre. “Se scoppia la guerra qui da noi e mi chiamano a combattere gli risparmio la fatica e mi uccido da solo”».
Per capire chi stia parlando, dopo madre servivano i due punti, non il punto fermo. Per tornare ai nomi, il direttore della Stampa cita anche «Josè Barroso», che però si scrive José Barroso, con l’accento acuto. Chiusura in bruttezza con «Carl Smith, “sovrano è colui che decide sullo stato d’eccezione”». Direttore dovrebbe essere colui che sa come si chiamava il filosofo e politologo tedesco: Carl Schmitt.
•••
Conclusione della rubrica Nel mirino di Fabrizio Roncone su 7, settimanale del Corriere della Sera: «Nel suo ultimo libro, L’influencer (Piemme), Matteo Renzi racconta – allusivo – del pestaggio di un clochard, a Biella, nel 2004, e di Delmastro che era lì, nei d’intorni. Per caso, ovviamente».
Roncone ha sbagliato la mira. L’avverbio dintorno o d’intorno si usa solo come forma letteraria di intorno («Primavera dintorno / brilla nell’aria», Il passero solitario di Giacomo Leopardi) oppure nella locuzione prepositiva dintorno a. Il plurale dintorni, senza apostrofo, indica invece i luoghi circostanti, le vicinanze, ed era questo che Roncone avrebbe dovuto scrivere.
•••
ansa golfo della guyana in africa
Titolo dalla Verità: «Le Borse mondiali calano a picco». La locuzione corretta è «colare a picco», non «calare». Soprattutto quando Piazza Affari chiude a –3,4 per cento.
•••
Titolo dall’Ansa: «Sequestrate sei tonnellate di cocaina al largo dell’Africa. Da una nave della Marina francese nel Golfo della Guyana». Testo: «La droga era su un peschereccio lungo circa venti metri e immatricolato in Guyana, nel Golfo di Guinea». Grande è la confusione sotto il cielo.
Non esiste un «Golfo della Guyana» come entità geografica riconosciuta. Evidentemente, se il sequestro è avvenuto al largo dell’Africa, si tratta del Golfo della Guinea, situato sulla costa occidentale del continente, tra il Ghana e il Gabon, che però non ha nulla a che vedere con la Guyana, la quale si trova in Sudamerica.
•••
Titolo di un editoriale sulla prima pagina del Corriere della Sera: «Fragilità vere (e non) in Europa». Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché, da solo, costituisce un’intera frase – è soltanto no, motivo per cui Elio Vittorini intitolò Uomini e no un suo romanzo.
•••
In ossequio al conflitto permanente con le virgole, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, scrive nell’editoriale di prima pagina: «Nell’intervento, il capo dello Stato ha citato l’Italia fascista e la Germania nazista, dicendo che anziché il criterio della cooperazione fra Stati, in quegli anni prevalse quello della dominazione». La virgola dopo «Stati» separa il soggetto dal predicato verbale. Errore facilmente evitabile con una virgola al posto giusto (dopo «dicendo che»).
•••
In un’inchiesta che sulla Stampa occupa due pagine, Federico Genta analizza l’emergenza denatalità: «Certo non toccheremo più il record negativo registrato nel 2023, che si è chiuso con un meno 380mila neonati, ma anche il 2024 ci conferma che gli italiani fanno sempre meno figli: dal 1° gennaio alla fine di luglio il calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è stato di 4.600 unità».
L’asserzione presenta almeno tre errori.
1) «Certo non toccheremo più il record negativo registrato nel 2023». Ma subito dopo Genta segnala che da gennaio a fine luglio 2024 c’è stato un altro calo e quindi è molto probabile che nel 2024 verrà segnato un ulteriore record negativo.
2) «Nel 2023, che si è chiuso con un meno 380mila neonati». Come riportato il 21 ottobre 2024 dalla stessa Stampa, 380.000 sono stati i nati totali nel 2023. Se l’anno prima ce ne fossero stati 760.000, allora si sarebbe registrato «un meno 380.000».
il fatto quotidiano von sbagliato
3) «Ma anche il 2024 ci conferma che gli italiani fanno sempre meno figli: dal 1° gennaio alla fine di luglio il calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». L’affermazione sarebbe stata esatta se l’articolo fosse stato scritto a dicembre 2024, ma, dato che è uscito a inizio febbraio 2025, lo scorso anno è il 2024 e non il 2023.
•••
Attacco di un servizio di Cesare Giuzzi sul Corriere della Sera: «Quattordici anni fa Adilma Pereira Carneiro aveva 36 anni e tre figli, tutti gemelli. Quella notte era all’ospedale Buzzi al capezzale di uno dei bambini che si era sentito male. Una notte drammatica per una mamma, un alibi perfetto per un’assassina come sostiene invece la procura di Busto Arsizio. Perché la brasiliana oggi 47enne...». Se nel 2011 aveva 36 anni, oggi dovrebbe averne 50, non 47. Sempreché nel frattempo non siano cambiate le leggi dell’aritmetica.
•••
Titolo principale sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Armi senza Parlamento: Von der Leyen fuorilegge». La particella von in tedesco rappresenta una preposizione nobiliare che significa di o della, e dunque va sempre scritta con l’iniziale minuscola, al pari della particella zu.