SE I GRILLINI NON VANNO ALLA TV, LA TV VA AI GRILLOLOGI - AGLI ESPONENTI DEL MOVIMENTO È VIETATO IL VIDEO, E AI TALK NON RESTA CHE INVITARE ESEGETI, MEDIATORI, INTERPRETI AUTENTICI DEL VERBO DI GRILLO - C’È IL PARA-GURU BECCHI (“SE VEDO MONTI GLI SPUTO IN FACCIA”), IL CANTAUTORE “CAPPELLAIO MATTO”, DARIO E JACOPO FO, IL BLOGGER CLAUDIO MESSORA - MA GRILLO SPECIFICA: "GLI ESPERTI PARLANO A TITOLO PERSONALE".…

1. ALDO GRASSO: "L'OPINIONISTA GRILLINO IN LOTTA"
http://video.corriere.it/opinionisti-grillini/802858f8-865a-11e2-8496-c29011622c49


2. GLI ORACOLI DI BEPPE
Paolo Bracalini per "il Giornale"

Siccome parlano o troppo chiaro come Grillo («facce di culo siete morti viventi») o troppo poco come Casaleggio che, come il Ferribotte dei Soliti ignoti, tende al mutismo («ma ogni parola è una sentenza»), qui servono gli interpreti, i traduttori istantanei, i mediatori culturali tra noi, che ancora non abbiamo capito niente, e loro che sono troppo avanti.

Mettici poi che in Italia si sprecano le medaglie d'oro nel salto sul carro del vincitore, ed ecco spuntare da ogni angolo i portavoce dei portavoce del Movimento cinque stelle, persino in Rai, dove anche l'usciere è entrato grazie ai partiti (quelli morti), figuriamoci i giornalisti.

Un campionario cultural-umano interessante, che varia dallo scienziato vagamente pazzo all'economista alternativo, dai Fo padre e figlio al blogger complottista fino all'ultimo esegeta del Verbo grillino, il Cappellaio matto.

Costui è un cantante di Roma, già fondatore di un «meet up» del movimento (non chiamatelo sezione o circolo) che a In Onda ha fatto venire i brividi a Paolo Mieli rispondendo, ovviamente sempre «a titolo personale», al domandone della settimana: ma Grillo si alleerà con la sinistra?

Il Cappellaio matto assicura di no, e il perché lo ha illustrato anche in strofe, chitarra in mano: «Se ti aspetti dei risvolti/ non contarci caro mio/sono tutti la stessa salsa/ e non lo dico solo io/tra banchieri e grandi manager/ con sorrisi irriverenti/ scavan fosse assai profonde/ dove buttare noi perdenti». Poi c'è Claudio Messora, professione «blogger» o «influencer». Anche lui legge gli aruspici di Grillo-Casaleggio, formulando nuovi assetti istituzionali («Il premier Monti potrebbe andare in prorogatio e il peso delle riforme passerebbe al Parlamento che...»).

A onor del vero questa cosa della prorogatio arriva da un altro esegeta del Movimento, il professor Paolo Becchi, filosofo del diritto, barba lunga modello Platone, anche lui ligure come il Maestro, un testimone di Genova del credo grillino, un po' sopra le righe (alla Zanzara disse: «Se incontro Monti gli sputo in faccia. Ci vuole la rivoluzione anche con le armi»). Becchi viene intervistato per avere lumi su cosa farà Grillo e cosa è meglio che facciano Napolitano e l'Ue.

Il filosofo Becchi si è incaricato di trovare la soluzione, per parte M5S, al nodo istituzionale. È semplice, spiega Becchi, basta mandare avanti «il governo dimissionario in prorogatio per gli affari correnti mentre i partiti inscenano uno o più tentativi di mandato esplorativo aprendo le consultazioni per un tempo indeterminato». Il problema è che non sappiamo se sia il pensiero di Grillo e Casaleggio, perché gli interpreti parlano per loro, ma loro zitti (anche se Grillo ha già fiutato i furbi, fulminati da un post: «Leggo e ascolto con stupore presunti "esperti" discutere di economia, di finanza o di lavoro a nome del M5S. Queste persone sono ovviamente libere di farlo, ma solo a titolo personale. I contributi sono sempre bene accetti, ma non l'utilizzo del M5S per promuovere sé stessi»).

Poi ci sono i Fo, padre e figlio. Dario Fo, candidato da Grillo al Quirinale, da dieci giorni fa da addetto stampa al comico, annunciando la decisione di fare un governo col Pd, anzi no, ma «credo che il dialogo sia ancora possibile». Il figlio, Jacopo Fo, invece interviene a sprazzi, quando il Nobel ha da fare, tipo ieri che ha difeso la capogruppo M5S per la gaffe sul fascismo («Dice una cosa condivisibile, il fascismo all'inizio era altra cosa e poi ha degenerato»), e già che c'è ha proposto una cattedra di Economia al Maestro Grillo.

Tuttavia l'economista di fiducia c'è già, si chiama Mauro Gallegati, studia l'abolizione del contante e a differenza di Stiglitz pare abbia davvero rapporti con Grillo. Diverso il caso dei giornalisti «grillologi», come Andrea Scanzi del Fatto, che ha raccontato il Grillo politico (la biografia per Rizzoli Ve lo do io Beppe Grillo) e la galassia M5S in tempi non sospetti. Ma ben altri autonominati portavoce del M5S e grillologi dell'ultima ora sono in fermento, per rilasciare un'intervista e spiegarci il significato recondito dietro a quel «faccia di culo sei uno zombie», facilmente equivocabile. Perché Grillo e Casaleggio non parlano, loro sì e anche parecchio.

 

Dario Fodario fo e grilloPAOLO BECCHIClaudio Messora blogger andrea scanziJACOPO FO

Ultimi Dagoreport

terzo mandato vincenzo de luca luca zaia giorgia meloni matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – REGIONALI DELLE MIE BRAME! BOCCIATO IL TERZO MANDATO, SALVINI SI GIOCA IL TUTTO PER TUTTO CON LA DUCETTA CHE INSISTE PER UN CANDIDATO IN VENETO DI FRATELLI D'ITALIA - PER SALVARE IL CULO, A SALVINI NON RESTA CHE BATTERSI FINO ALL'ULTIMO PER IMPORRE UN CANDIDATO LEGHISTA DESIGNATO DA LUCA ZAIA, VISTO IL CONSENSO SU CUI IL DOGE PUÒ ANCORA CONTARE (4 ANNI FA LA SUA LISTA TOCCO' IL 44,57%, POTEVA VINCERE ANCHE DA SOLO) - ANCHE PER ELLY SCHLEIN SONO DOLORI: SE IL PD VUOLE MANTENERE IL GOVERNO DELLA REGIONE CAMPANA DEVE CONCEDERE A DE LUCA LA SCELTA DEL SUO SUCCESSORE (LA SOLUZIONE POTREBBE ESSERE CANDIDARE IL FIGLIO DI DON VINCENZO, PIERO, DEPUTATO PD)

elisabetta belloni giorgia meloni giovanni caravelli alfredo mantovano

DAGOREPORT – CHI È STATO A FAR TRAPELARE LA NOTIZIA DELLE DIMISSIONI DI ELISABETTA BELLONI? LE IMPRONTE PORTANO A “FONTI DI INTELLIGENCE A LEI OSTILI” - L'ADDIO DELLA CAPA DEGLI SPIONI NON HA NULLA A CHE FARE COL CASO SALA. LEI AVREBBE PREFERITO ATTENDERE LA SOLUZIONE DELLE TRATTATIVE CON TRUMP E L'IRAN PER RENDERLO PUBBLICO, EVITANDO DI APPARIRE COME UNA FUNZIONARIA IN FUGA - IL CONFLITTO CON MANTOVANO E IL DIRETTORE DELL'AISE, GIANNI CARAVELLI, VIENE DA LONTANO. ALLA FINE, SENTENDOSI MESSA AI MARGINI, HA GIRATO I TACCHI   L'ULTIMO SCHIAFFO L'HA RICEVUTO QUANDO IL FEDELISSIMO NICOLA BOERI, CHE LEI AVEVA PIAZZATO COME VICE ALLE SPALLE DELL'"INGOVERNABILE" CARAVELLI, È STATO FATTO FUORI - I BUONI RAPPORTI CON L’AISI DI PARENTE FINO A QUANDO IL SUO VICE GIUSEPPE DEL DEO, GRAZIE A GIANMARCO CHIOCCI, E' ENTRATO NELL'INNER CIRCLE DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA

cecilia sala abedini donald trump

DAGOREPORT – LO “SCAMBIO” SALA-ABEDINI VA INCASTONATO NEL CAMBIAMENTO DELLE FORZE IN CAMPO NEL MEDIO ORIENTE - CON IL POPOLO IRANIANO INCAZZATO NERO PER LA CRISI ECONOMICA A CAUSA DELLE SANZIONI USA E L’''ASSE DELLA RESISTENZA" (HAMAS, HEZBOLLAH, ASSAD) DISTRUTTO DA NETANYAHU, MENTRE L'ALLEATO PUTIN E' INFOGNATO IN UCRAINA, IL PRESIDENTE “MODERATO” PEZESHKIAN TEME LA CADUTA DEL REGIME DI TEHERAN. E IL CASO CECILIA SALA SI È TRASFORMATO IN UN'OCCASIONE PER FAR ALLENTARE LA MORSA DELL'OCCIDENTE SUGLI AYATOLLAH - CON TRUMP E ISRAELE CHE MINACCIANO DI “OCCUPARSI” DEI SITI NUCLEARI IRANIANI, L’UNICA SPERANZA È L’EUROPA. E MELONI PUÒ DIVENTARE UNA SPONDA NELLA MORAL SUASION PRO-TEHERAN...

elon musk donald trump alice weidel

DAGOREPORT - GRAZIE ANCHE ALL’ENDORSEMENT DI ELON MUSK, I NEONAZISTI TEDESCHI DI AFD SONO ARRIVATI AL 21%, SECONDO PARTITO DEL PAESE DIETRO I POPOLARI DELLA CDU-CSU (29%) - SECONDO GLI ANALISTI LA “SPINTA” DI MR. TESLA VALE ALMENO L’1,5% - TRUMP STA ALLA FINESTRA: PRIMA DI FAR FUORI IL "PRESIDENTE VIRTUALE" DEGLI STATI UNITI VUOLE VEDERE L'EFFETTO ''X'' DI MUSK ALLE ELEZIONI POLITICHE IN GERMANIA (OGGI SU "X" L'INTERVISTA ALLA CAPA DI AFD, ALICE WEIDEL) - IL TYCOON NON VEDE L’ORA DI VEDERE L’UNIONE EUROPEA PRIVATA DEL SUO PRINCIPALE PILASTRO ECONOMICO…

cecilia sala giorgia meloni alfredo mantovano giovanni caravelli elisabetta belloni antonio tajani

LA LIBERAZIONE DI CECILIA SALA È INDUBBIAMENTE UN GRANDE SUCCESSO DELLA TRIADE MELONI- MANTOVANO- CARAVELLI. IL DIRETTORE DELL’AISE È IL STATO VERO ARTEFICE DELL’OPERAZIONE, TANTO DA VOLARE IN PERSONA A TEHERAN PER PRELEVARE LA GIORNALISTA - COSA ABBIAMO PROMESSO ALL’IRAN? È PROBABILE CHE SUL PIATTO SIA STATA MESSA LA GARANZIA CHE MOHAMMAD ABEDINI NON SARÀ ESTRADATO NEGLI STATI UNITI – ESCE SCONFITTO ANTONIO TAJANI: L’IMPALPABILE MINISTRO DEGLI ESTERI AL SEMOLINO È STATO ACCANTONATO NELLA GESTIONE DEL DOSSIER (ESCLUSO PURE DAL VIAGGIO A MAR-A-LAGO) - RIDIMENSIONATA ANCHE ELISABETTA BELLONI: NEL GIORNO IN CUI IL “CORRIERE DELLA SERA” PUBBLICA IL SUO COLLOQUIO PIENO DI FRECCIATONE, IL SUO “NEMICO” CARAVELLI SI APPUNTA AL PETTO LA MEDAGLIA DI “SALVATORE”…