STING NON È UN FIGLIO DI PUTIN - FERMI TUTTI: LA STORIA DEL CANTANTE CHE SI ESIBISCE IN COSTA SMERALDA PER LA SORELLA DELLO ZAR (DOPO AVER FIRMATO PER LE PUSSY RIOT) È UNA BUFALA - O MEGLIO: È VERO CHE L’OLIGARCA UZBECO USMANOV HA DATO UNA MEGA-FESTA. MA ERA PER LUI E LA MOGLIE, NON PER LA SORELLA DI VLADIMIR. PERCHÉ IL PRESIDENTE RUSSO NON HA NESSUNA SORELLA - E ANCHE DI BERLUSCONI, SPACCIATO PER OSPITE D’ONORE, NON C’ERA TRACCIA…

Alessandro Penna per "Oggi" - www.oggi.it

Sting che prima accusa Putin per l'affaire Pussy Riot e poi, per soldi, si esibisce al compleanno della sorella del presidente russo a Porto Cervo, con tanto di Silvio Berlusconi invitato d'onore. Notizia succulenta, che ha fatto il giro dei social network. Sollevando l'indignazione di molti perché, in nome del vile dio denaro, la rockstar si piega all'uomo forte dell'ex Kgb. Ebbene, Oggi svela che... non è vero niente. Per una semplice ragione: Vladimir Putin non ha sorelle.

LA NOTIZIA SUCCULENTA - La notizia aveva fatto parecchio rumore. Brutalmente riassunta, diceva: «Sting ha cantato alla festa per la sorella di Putin, presente Berlusconi». Notizia che si è via via arricchita di gustosi retroscena: Silvio ha fatto il baciamano e un prezioso regalo alla festeggiata ottuagenaria; sono corsi i proverbiali fiumi di champagne ed è spuntata una montagna di caviale. L'ospite, d'altronde, non è certo di manica stretta: il magnate uzbeko Alisher Usmanov, re del ferro e dell'acciaio, patrimonio stimato (da Forbes) in 20 miliardi di dollari.

Il cachet di Sting? Mezzo milione di euro, rimborso spese escluso. Nascondeva, la notiziola, una moraletta perfida: Sting firma l'appello per liberare le Pussy Riot, il trio punk fatto condannare da Putin a due anni per «teppismo motivato da odio religioso», e poi affitta l'ugola, e a che prezzo!, alla sorella del "tiranno". L'ex voce dei Police terrebbe, insomma, il microfono in due scarpe, pardon in due cause. I social network, dove l'indignazione è a presa istantanea, si sono scatenati. «Venduto, ipocrita, spudorato», sono le "carezze" riferibili senza violare il bon ton.

OGGI SVELA CHE... - Ebbene, sul numero di Oggi in edicola, ecco la verità. Un dettaglio periferico, una quisquilia, che proprio non quadra: Vladimir Putin non ha sorelle. Aveva due fratelli, più grandi, ma sono morti, come si dice in questi casi, in tenera età: uno stroncato da una malattia nei primi mesi di vita, l'altro durante l'assedio di Leningrado (su quest'ultima tragedia c'è uno dei rarissimi spiragli che il presidente russo ha aperto sulla sua biografia: «Mio fratello, che non ho mai conosciuto, è stato portato via da casa quando aveva un anno. Lo scopo era salvarlo. Poi ci hanno detto che era morto ed è stato seppellito in un luogo sconosciuto», ha detto Putin durante una commemorazione al cimitero Piskaryovskoye di San Pietroburgo, l'antica Leningrado).

DI BERLUSCONI NESSUNA TRACCIA - È vero, il party c'è stato, a Ferragosto, nel giardino di Villa Violina, residenza "storica" che si affaccia sul mare di Liscia René, ma il nome della festeggiata era meno "vistoso", quasi banale: Irina Viner, famosa allenatrice di ginnastica ritmica, moglie del magnate uzbeko. La data è stata scelta perché a metà strada tra i due compleanni dei padroni di casa: lei è nata il 30 luglio, lui il 9 settembre.

Gli invitati erano un centinaio, compresi i dieci dipendenti sardi più fedeli di Usmanov: autisti, giardinieri, cuochi. Si è bevuta molta vodka e il piatto forte è stato una prelibatezza uzbeka dal nome pericolosamente onomatopeico: il plof (o plov), un intruglio di riso, montone fritto, uvetta e carote, con mantecatura finale a base di grasso di pecora. Ma, udite udite, anche di

 

STING IN COSTA SMERALDAUSMANOV E MOGLIE E LA VILLA IN COSTA SMERALDAsting jpegBerlusconi e Putin

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