“STRISCIA” LA BOCCONI - L’UNIVERSITÀ DEI SAPIENTONI INCORONA IL GABIBBO - RICCI SI AUTOASSEGNA IL TAPIRO PERCHÉ ORFANO DELLA SECONDA REPUBBLICA: “BERLUSCONI NON DOVEVA FONDARE UN PARTITO, MA UNA SETTA. COSÌ CHE TE NE ACCORGI SOLO DOPO CHE SEI MORTO CHE IL PARADISO CHE TI HA PROMESSO NON C’È” - POI UN COLPO A DE BENEDETTI: “SONO CONTRO IL BAVAGLIO, MA SE QUALCOSA VA CONTRO I LORO INTERESSI LO CENSURANO. HA MAI NOTATO CHE TRATTANO CON I GUANTI BIANCHI LE BANCHE?"…

1 - LA BOCCONI SCOPRE IL VALORE DEL GABIBBO
Giuseppe Salvaggiulo per "la Stampa"

Dopo 24 anni e quasi 5 mila puntate, proprio nel giorno in cui si autoassegna un tapiro d'oro in quanto orfana delle maschere della seconda repubblica berlusconiana e refrattaria a quelle austere della terza, «Striscia la notizia» viene celebrata dalla Bocconi come fenomeno sociale ed economico. La cui rilevanza emerge da una ricerca commissionata da Mediaset al Centro ricerche sostenibilità e valore dell'università, che ha svolto interviste, incroci di dati, analisi di cicli di puntate.

In vent'anni, «Striscia» ha moltiplicato per sei volte i servizi su temi sociali ed economici (ora oltre 600 l'anno) inizialmente marginali rispetto alla satira. I campi di azione prevalenti sono raggiri (22 per cento), disservizi e tarocchi televisivi (15 ciascuno), opere pubbliche incompiute (13), ambiente (7), malasanità (4), animali (3). Il risultato, calcolano i ricercatori, è aver portato alla luce sprechi di denaro pubblico per 58 miliardi (una stima più completa ma meno prudente arriva a 140), di cui 8 recuperati.

Un'attività alimentata dalle segnalazioni dei telespettatori, triplicate solo dal 2005 fino a 212 mila l'anno: 580 al giorno domeniche e festivi compresi. A ciò si aggiungono i risparmi privati derivati dalle denunce di truffe (dalle false eredità al celebre caso di Vanna Marchi), che mettono in allarme i consumatori e hanno generato 174 inchieste giudiziarie anche all'estero, decine di arresti e un fiume di cause civili, vinte al 90 per cento. Anche le associazioni ambientaliste e dei consumatori sono tributarie al programma di Antonio Ricci: il 14 per cento dei servizi trasmessi genera un loro intervento. «E spesso si tratta di vicende che in caso contrario sarebbero rimaste sconosciute ai più», scrivono gli economisti bocconiani nel capitolo intitolato «il contributo di Striscia alla legalità».

La ricerca è stata presentata con Carlo Freccero, Livia Pomodoro, presidente del tribunale di Milano, e Marco Magnificio, vicepresidente del Fai, testimoni nei rispettivi campi del «metodo Striscia». Il Fai, per esempio, ricava dalle apparizioni televisive con il campione di «bike trial» Vittorio Brumotti fino a 30 mila euro di contributi per i beni culturali: quindici volte più che dalle ospitate a «Domenica In».


2 - "IL MIO PUPAZZO ROSSO È NATO DALLA PARODIA DEI TELEPREDICATORI"
Giuseppe Salvaggiulo per "la Stampa"

Antonio Ricci, a cose deve «Striscia» la sua rilevanza sociale?
«La tv è fisiologicamente imbonitrice, l'ideale per la falsificazione e il tg ne è il luogo privilegiato. Alla rappresentazione sacerdotale della verità ne opponiamo una meticcia e politeista».

Come nascono gli inviati?
«Dal sottobosco tv, rigorosamente non giornalisti, ciascuno con una sua iconografia. Il messaggio: non bisogna essere professionisti per cercare un po' di verità».

E il Gabibbo?
«Nasce negli Anni 90 come parodia dei telepredicatori: Funari, Sgarbi, Santoro, Ferrara a cui si ispira fisicamente. Per smontare il giocattolo, creo il pupazzo più banale e gli faccio fare l'esternatore. La sua credibilità smonta quella dei modelli».

Le Veline sono ormai il simbolo del decadimento dei costumi.
«Ci è stata scatenata contro una macchina del fango. Pure loro sono una parodia, se tutti l'avessero capito sarebbero morte da tempo».

E Berlusconi?
«Berlusconi ha cercato di fare a meno di noi, più volte a Mediaset hanno pensato di sostituirci con quiz o cartoni. Non siamo legati a nessuno, né in esclusiva a Mediaset».


3- ANTONIO RICCI IN ESCLUSIVA SU "A": SILVIO B. SANTONE SUBITO...
«L'ho pensato nel momento in cui è sceso in campo. Berlusconi per essere felice non doveva fondare un partito, ma una setta». Antonio Ricci parla in esclusiva con "A", il magazine diretto da Maria Latella, in edicola da mercoledì 30 e chiarisce: «Sarebbe stato tutto più facile. Così che il paradiso che ti ha promesso non c'è, te ne accorgi solo dopo che sei morto».

L'Università Bocconi ha appena analizzato con un lungo studio il fenomeno Striscia la Notizia e lui è soddisfatto e in vena di rivelazioni. Dell'ex premier dice: "È femmineo, vuole piacere, cura il suo aspetto come una soubrette: si trucca, si mette i tacchi, i capelli finti. La cosa che l'avrà fatto soffrire di più, nelle intercettazioni, è quando dicono che ha il culo flaccido. L'avesse saputo si sarebbe fatto trapiantare quello di una brasiliana. Vuole piacere a tutti e invece in Parlamento un pirla qualsiasi può alzarsi e dirgli che ha torto".

Poi passa al gruppo Espresso-Repubblica: "Siamo al centro di una guerra editoriale, loro descrivono la mia trasmissione come fosse soft porno. Ora forse, grazie alla Bocconi, cambieranno idea". E insiste: "Sono contro la legge bavaglio, però se qualcosa va contro i loro interessi lo censurano subito. Ha mai notato che trattano con i guanti bianchi le banche?".

 

ANTONIO RICCI gabibboberlusconi con antonio ricci saluta jimmy il fenomeno - Copyright PizziLe Veline di Striscia bocconiCARLO DE BENEDETTIIl fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 5Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 6

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