harry meghan documentario netflix

“UNA SCENEGGIATURA DOZZINALE, PIENA DI MANIE PERSECUTORIE” - ALDO GRASSO ASFALTA LA SERIE “HARRY E MEGHAN”: “LE RAGIONI DELLA SUA BRUTTEZZA SONO FACILI DA INDIVIDUARE: MEGHAN MARKLE È UNA PESSIMA ATTRICE, NON REGGE LA PARTE DA PROTAGONISTA. HARRY INTERPRETA LA PARTE DEL PRINCIPE CONSORTE BOCCALONE, LAGNA E RANCORE PER SEI EPISODI. SONO INSOPPORTABILI, RACCONTARSI COME DUE PERSONE NORMALI NON HA NIENTE DI AFFASCINANTE…” - VIDEO

 

Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”

il documentario del principe harry e meghan markle

 

Ha un certo suo fascino la più brutta serie che mi sia capitato di vedere negli ultimi anni: «Harry e Meghan» (Netflix). Le ragioni della sua bella bruttezza - così ce le togliamo subito - sono facili da individuare: Meghan Markle è una pessima attrice, non regge la parte da protagonista, Harry interpreta la parte del principe consorte boccalone, lagna e rancore per sei episodi sono insopportabili, raccontarsi come due persone normali non ha niente di affascinante (ci sono già troppi reality in circolazione).

 

documentario netflix principe harry e meghan markle 9

I motivi che hanno spinto i due a concedersi alla propria narrativa sono tre, anzi quattro. Partiamo dall'ultimo: si dice che il contratto per la serie abbia fruttato ai due qualcosa come 100 milioni di dollari; dal punto di vista del business un ottimo affare. Ma, ovviamente, Meghan e Harry si sono concessi solo per ripristinare alcune «verità».

il documentario netflix su harry e meghan 2

 

La prima: la loro vita è stata sconvolta dai paparazzi inglesi (come era successo a Diana) con il tacito assenso della perfida famiglia reale (immagino guidata da Kate). La seconda è che loro sono due spiriti liberi, insofferenti alle rigide regole, del protocollo reale.

 

documentario netflix principe harry meghan markle 1

«Poverina, non sapeva che avrebbe dovuto fare la riverenza alla nonna di lui, lo considerava assurdo, una gabbia di convenzione o di contenzione dalla quale fuggire alla prima occasione», ha scritto Giuliano Ferrara, spettatore d'eccezione di questa soap. La terza, la più insidiosa, è che nella manifesta diffidenza della casa reale ci sarebbe pure una punta di razzismo, perché lei ha ascendenze afroamericane. Le «verità» vanno poi raccontate, narrativizzate , messe in scena: e qui crolla tutto. L'elogio della vita normale contro le regole della Real Casa si risolve in una storia zuccherosa, piena di frasi rubate alle sceneggiature più dozzinali, situazioni piene di manie persecutorie. Si sono conosciuti su Snapchat ma la loro autorappresentazione non conosce nemmeno l'abc dei social.

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