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PARIGI CANTA VIKTORIA! – SBARCA AL LEGGENDARIO “CRAZY HORSE” LA BOMBASTICA SHOWGIRL “BIONICA” VIKTORIA MODESTA: 31 ANNI, DI ORIGINE LETTONE, HA SBANCATO SU YOUTUBE CON LA CANZONE “PROTOTYPE” – SI È SOTTOPOSTA VOLONTARIAMENTE ALL’AMPUTAZIONE DELLA GAMBA SINISTRA NEL 2007 PER METTERE FINE AI PROBLEMI DI SALUTE LEGATI A UN PARTO DIFFICILE E A DELLE CURE SBAGLIATE: “QUANDO MI HANNO CHIESTO DI ESIBIRMI AVEVO DEI DUBBI, POI PERÒ…” – VIDEO + FOTOGALLERY SUPER HOT
Benedetta Perilli per “la Repubblica”
Qual è la misura dell' erotismo? Per Alain Bernardin, l' uomo che nel 1951 ha fondato il cabaret parigino Crazy Horse, 21 centimetri, ovvero la distanza tra un seno e l' altro richiesta alle ballerine per entrare nel suo corpo di ballo. Per Viktoria Modesta, che domani diventa la prima showgirl bionica a esibirsi sul palco del leggendario locale, l' eros si misura tra il ginocchio sinistro e l' infinito. Lì dove termina la sua gamba, amputata in seguito a una malformazione alla nascita, e inizia la creazione.
Artista 31enne di origine lettone, cantante da 12 milioni di visualizzazioni su YouTube con il singolo Prototype, Biancaneve futuristica nella cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi 2012 di Londra, dove vive, la performer entra nella storia imponendo la sua mutilazione e le sue protesi tecnologiche nel tempio della perfezione femminile per eccellenza.
«Quando mi hanno chiesto di esibirmi ho avuto dei dubbi, non volevo che la natura artistica e accademica del mio lavoro perdesse forza se associata all' universo della seduzione. Poi però mi sono detta che era proprio per sovvertire quel dubbio che avrei dovuto accettare, per dimostrare che intelligenza e sessualità possono e devono coesistere in una donna», spiega al telefono durante una pausa dalle prove.
Tra scenari ispirati al mondo della fantascienza, proiezioni, protesi luminose, dodici danzatrici del Crazy Horse si esibiranno fino al 16 giugno con Viktoria Modesta in uno spettacolo in tre atti creato dall' artista lettone. «I nostri corpi, anche se diversi, convivono grazie al movimento e alle simmetrie che riusciamo a creare. Spero che il risultato sia un contributo positivo per il mondo delle donne e della diversità. Femminismo per me è anche essere liberi di creare la propria versione di sé come faccio io sul palco».
Un' ode alla trasformazione che la performer ha avviato già nel 2007 quando si è sottoposta volontariamente all' amputazione della gamba sinistra per mettere fine ai problemi di salute legati a un parto difficile e alle cure sbagliate ricevute in seguito che l' hanno costretta negli anni a più di quindici operazioni. «Lo studio dell' arte e della moda mi ha mostrato la bellezza della trasformazione: rimasi molto colpita dal lavoro dello stilista Alexander McQueen e dal ciclo Cremaster di Matthew Barney, fino a pensare che potevo diventare la creatrice di me stessa, essere il mio stesso esperimento. Dopo l' operazione ho provato un grande sollievo: non vedere assolutamente niente era terribilmente meglio che vedere qualcosa di così negativo, legato a brutti ricordi come il dolore fisico e il bullismo».
A volerla a Parigi è stata Andrée Deissenberg, la rivoluzionaria direttrice del Crazy Horse che nel 2006 ha raccolto l' eredità del suo creatore, morto nel 1994. «La donna è molto cambiata dai tempi di Bernardin, oggi femminista è chi non vuole più essere come un uomo ma valorizza l' essere donna in tutta la sua naturalezza, fatta di ciclo, cellulite, curve», spiega la franco-americana che ha reinventato il club con ospiti speciali come Dita Von Teese, Pamela Anderson, Arielle Dombal ma anche creativi speciali come Christian Louboutin. «Qui non cerchiamo le donne più belle del mondo ma creiamo un gioco visivo fatto di immagini estremamente potenti dove il corpo diventa strumento, una dichiarazione estetica. Da noi la sensualità è tutta nella mente». E conclude citando le parole di Bernardin: «Per me l' apice dell' erotismo è cenare con una donna vestita con tacchi neri molto alti, calze nere, lingerie nera, gonna nera sulle gambe chiare e top nero. Il tutto nella totale oscurità».
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