giampaolo rossi francesco palese unirai rai

VOLANO STRACCI DENTRO TELEMELONI – UNIRAI, IL SINDACATO DI DESTRA DI VIALE MAZZINI, È STATO ESCLUSO DAL TAVOLO DELLE TRATTATIVE SUL PREMIO DI RISULTATO. E SI SCAGLIA CONTRO L’AMMINISTRATORE DELEGATO, GIAMPAOLO ROSSI, FEDELISSIMO DI GIORGIA MELONI – IL SEGRETARIO DI UNIRAI, FRANCESCO PALESE, HA SPEDITO UNA DIFFIDA, INDIRIZZATA A ROSSI E AL CAPO DEL PERSONALE, FELICE VENTURA, DENUNCIANDO IL “COMPORTAMENTO ANTISINDACALE” DEI VERTICI…

https://www.repubblica.it/politica/2024/12/23/news/unirai_rossi_rai_sindacato_destra_condotta_antisindacale-423903540/

 

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per www.repubblica.it

 

FRANCESCO PALESE

Nato con l’obiettivo di “spezzare le reni” ad Usigrai, la storica organizzazione dei giornalisti del servizio pubblico che, fra viale Mazzini e Saxa Rubra, detiene il monopolio delle relazioni sindacali, il “gemello di destra” Unirai rischia ora di tirare le cuoia.

 

E a celebrarne le esequie, a poco più di un anno dalla sua presentazione ufficiale - con Bruno Vespa e Francesco Giorgino sul palco, i direttori del Tg1 Gian Marco Chiocci e del Tg2 Antonio Preziosi seduti in platea, accanto ai capi del Daytime Angelo Mellone e degli Approfondimenti Paolo Corsini - è proprio chi allora lo tenne a battesimo: il gotha del potere catodico meloniano.

 

GIAMPAOLO ROSSI

… il piccolo sindacato fondato il 30 novembre 2023 come gruppo di disturbo ispirato da Fratelli d’Italia, in grado di rompere equilibri ritenuti troppo sbilanciati a sinistra, sia stato tenuto fuori dal tavolo delle trattative sul premio di risultato ed è perciò entrato in rotta di collisione con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, fedelissimo della presidente del Consiglio. Nonostante il protocollo d’intesa siglato ad aprile, Unirai non è stato riconosciuto dall’azienda come soggetto titolato a rappresentare le istanze dei propri iscritti. Un’onta che il segretario, Francesco Palese, ha deciso di lavare con uno scambio di lettere durissime: preludio di una guerra legale senza precedenti.

 

presentazione unirai 3

La prima diffida, indirizzata a Rossi e per conoscenza a una serie di dirigenti tra cui il capo del personale Felice Ventura, è partita il 9 dicembre. L’ultima, ieri pomeriggio. Nella quale, senza girarci intorno, il segretario di Unirai denuncia il “comportamento antisindacale” dei vertici.

 

“Oltre ad essere stati esclusi in maniera illegittima dalle trattative”, scrive, “siamo stati anche tenuti totalmente all’oscuro sui contenuti dell’accordo sul premio di risultato sottoscritto nei giorni scorsi (che ignoriamo ancora oggi, dopo la firma!) nonostante le nostre richieste, le pec, le diffide”.

 

presentazione unirai 2

Non si capacita, Palese, del fatto che sia stata del tutto disconosciuto “il protocollo di relazioni industriali e sindacali siglato lo scorso 19 aprile”, in base al quale “la nostra organizzazione sindacale deve avere almeno la dignità di essere informata e consultata sulle questioni di interesse generale”, mentre “è sistematicamente tagliata fuori. Le ricordo ancora una volta”, protesta, “che i nostri iscritti non sono giornalisti di serie B”.

 

[…] “Molto correttamente dovrei invitarli a citofonare al sindacato che detiene ancora il monopolio assoluto e incontrastato dentro questa azienda”. Una stoccata ai rivali “di sinistra”, ma soprattutto a chi li aveva illusi di poterli svuotare, grazie all’aiuto dall’alto.

 

[…] sempre quel benedetto protocollo che doveva aprire le porte del cielo Rai all’alternativa “in tutti questi mesi è stato totalmente disatteso anche nell’articolo 3, in quanto gli “incontri periodici regolari su tematiche generali e/o su situazioni individuali” sono stati pari a ZERO”, digitato così, a caratteri cubitali.

 

viale mazzini

E dunque, come quegli amanti delusi che non riescono a farsene una ragione, Palese minaccia ora le maniere forti: “Siamo decisamente in presenza di una condotta antisindacale, per questo procederemo con la tutela dei diritti e della dignità dei nostri iscritti nelle sedi competenti”. Fine di un amore. E forse, anche, del sindacato di destra in Rai.

Davide Di Pietro Roberto Natale Simona Agnes Giampaolo Rossi Federica Frangi Antonio Marano Alessandro Di Majo - foto lapresseFrancesco Palesepresentazione unirai 1UNIRAIpresentazione unirai 4

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...