francesco milleri gaetano caltagirone alberto nagel philippe donnet mediobanca

MILLERI STARÀ A CUCCIA? – SI AVVICINA IL 28 OTTOBRE, GIORNO DELL’ASSEMBLEA DI MEDIOBANCA, ED È SEMPRE PIÙ PROBABILE CHE DELFIN, CHE POSSIEDE (QUASI) IL 20%, PRESENTI UNA LISTA DI MINORANZA – LE TRATTATIVE CON NAGEL SONO IN CORSO: IL CEO DI PIAZZETTA CUCCIA HA OFFERTO A MILLERI E CALTAGIRONE 2-3 POSTI NEL BOARD, MA GLI AZIONISTI NICCHIANO. SOPRATTUTTO L’EDITORE DEL “MESSAGGERO”, CHE HA TROVATO UNA LEVA AI SUOI SOGNI DI GLORIA NEI "GENERALI" DEL GOVERNO MELONI (FAZZOLARI)

FRANCESCO MILLERI

DAGOREPORT! - ECCO ‘’FURBIZIO’’ PALENZONA, DA IMMARCESCIBILE DEMOCRISTIANO PIEMONTESE (“FALSO E CORTESE”), INFILARSI NELLA PARTITA MEDIOBANCA-GENERALI, INOLTRANDO UN SONORO INVITO DI DARSI UNA CALMATA A UN CALTAGIRONE MOLTO ASSETATO DI RIVINCITA - MENTRE A MILANO MILLERI AVREBBE APERTO UNA TRATTATIVA CON NAGEL, A ROMA L’EDITORE DEL “MESSAGGERO”, CON L’ARRIVO DI GIORGIA MELONI AL POTERE, HA TROVATO UNA LEVA PER I SUOI SOGNI DI GLORIA NELLA PERSONA DI FAZZOLARI - IL BRACCIO DESTRO (E TESO) DELLA DUCETTA E’ L’ARTEFICE DI DUE GENIALATE: L’EMENDAMENTO SUL DDL CAPITALI E LA TASSA SUGLI EXTRA PROFITTI BANCARI. E IL DIABOLICO PALENZONA, A NOME DEL SISTEMA BANCARIO, AVVISA IL LUNA PARK MELONI-SALVINI CHE BASTA UN NIENTE A RISPEDIRLI A CASA A PETTINARE LE BAMBOLE…

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/dagoreport-ecco-lsquo-rsquo-furbizio-rsquo-rsquo-palenzona-363581.htm

 

 

francesco gaetano caltagirone

MEDIOBANCA IL PIANO DI DELFIN I PROTAGONISTI

Estratto dell’articolo di Manuel Follis per “la Stampa”

 

C'è chi fa notare che il 28 ottobre, giorno in cui si terrà la prossima assemblea di Mediobanca, è ancora lontano e quindi c'è ancora tempo per lavorare dietro le quinte e c'è anche chi giura che i colloqui […] siano ancora in corso. Eppure al momento servirebbe un mezzo miracolo per scongiurare la possibilità che Delfin, la holding che un tempo faceva capo a Leonardo Del Vecchio e che possiede una quota che sfiora il 20%, presenti una sua lista di minoranza per l'istituto di Piazzetta Cuccia.

 

PHILIPPE DONNET ALBERTO NAGEL

Se questo scenario verrà confermato, si tratterà di un secondo episodio di uno scontro in realtà iniziato più di un anno fa e che come primo apice ha avuto l'assemblea delle Generali di fine aprile 2022. Allora da una parte c'era una lista del cda uscente appoggiata da Mediobanca, che puntava a confermare l'ad del Leone di Trieste, Philippe Donnet, e dall'altra un fronte composto da Delfin, la holding azionista del colosso Essilor-Luxottica, insieme a Caltagirone che fu poi appoggiato anche da Atlantia (oggi Mundys) e Fondazione Crt.

 

francesco gaetano caltagirone

L'onda lunga di quello scontro […] adesso è arrivata fino a Mediobanca. E così, in vista dell'assemblea di ottobre di Piazzetta Cuccia, al momento le certezze sono che il cda uscente proporrà al mercato una sua lista di consiglieri (come appunto già avvenuto in Generali) e che Assogestioni presenterà una sua lista di minoranza. La novità è che, anche se nulla è stato ancora messo nero su bianco, tutto porta a pensare che anche Delfin presenterà una sua lista composta da 5 consiglieri senza indicare un amministratore delegato, con l'obiettivo di mettere pressione sul ceo Alberto Nagel.

 

FRANCESCO MILLERI LEONARDO DEL VECCHIO

In realtà i tentativi di ricucire […] ci sono stati, ma non hanno portato ad alcun risultato. Nel corso degli ultimi mesi si sarebbero tenute almeno tre riunioni per cercare di trovare una soluzione che permettesse ai due azionisti forti di Mediobanca, ossia Delfin e Caltagirone (che possiede il 5,6% di Piazzetta Cuccia) di deporre le armi, ma non c'è stata nemmeno l'ombra di un'intesa. Da quel che risulta il ceo di Mediobanca avrebbe messo sul piatto dei soci la proposta di un accordo di cooperazione della durata di 3 anni finalizzato al sostegno del piano industriale dell'istituto.

 

Insomma, tra gli scenari valutati ce n'è uno che prevederebbe una lista del cda aperta ai rappresentanti dei due azionisti ribelli, Delfin e Caltagirone, cui verrebbero riservati due o tre posti nel board. Un ramoscello d'ulivo da parte di Piazzetta Cuccia che non è stato recepito come tale dai due grandi azionisti.

 

Renato Pagliaro

Azionisti che per la verità non si possono nemmeno considerare sovrapponibili negli intenti visto che il presidente di Delfin, Francesco Milleri, è da sempre più concentrato su Mediobanca (come lo era Del Vecchio) mentre Caltagirone è focalizzato sulla partita che riguarda Generali. Visto in questo modo, il confronto tra soci del prossimo ottobre, sarebbe solo un passaggio intermedio prima di una nuova puntata della telenovela Generali.

 

Nei palazzi della finanza di Milano c'è chi fa notare come la mossa di una lista a 5, cosiddetta lista «lunga», presenti una serie di problemi che andranno affrontati.  'autorizzazione concessa dalla Bce a Delfin per arrivare al 20% di Mediobanca prevedeva un impegno per la holding a gestire la quota come investimento finanziario. E se […] Caltagirone dovesse appoggiare la lista Delfin c'è chi agita lo spettro del concerto tra azionisti e persino dell'obbligo di opa.

 

Due problematiche […] che vengono paventate da chi è convinto che quella della lista a 5 sia solo una minaccia da usare a fini negoziali. C'è infatti una variabile che potrebbe sbloccare questo apparente impasse ed è la presidenza di Mediobanca. Il punto è che anche immaginando un presidente diverso da Renato Pagliaro, la nuova nomina per placare gli animi dovrebbe essere condivisa tra Nagel, Milleri e Caltagirone. Ma trovare un profilo che vada bene a tutti sembra al momento impossibile.

FRANCESCO MILLERIFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONELE LISTE DEI CANDIDATI PER IL CDA GENERALI FRANCESCO MILLERI E LEONARDO DEL VECCHIO CON I RAY BAN STORIES - GLI OCCHIALI SMART DI LUXOTTICA E FACEBOOK

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”