putin lavrov

“NON VOGLIAMO UN CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO. L’UCRAINA NON DOVREBBE FAR PARTE DELLA NATO” – IL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO, SERGEI LAVROV, A ISTANBUL PER UN BILATERALE CON I TURCHI MANTIENE IL PUNTO: “NON ABBIAMO CAMBIATO LA NOSTRA POSIZIONE. SIAMO PRONTI A NEGOZIARE LA PACE, MA PER ARRIVARE A UN ACCORDO È NECESSARIO CHE VI SIA UNA CLAUSOLA "FERREA" CHE GARANTISCA CHE L'UCRAINA NON ENTRERÀ NELLA NATO” – IERI ZELENSKY AVEVA PROVATO A SMUOVERE IL CUORE DI TRUMP, PROMETTENDO DIMISSIONI IN CAMBIO DELL’OK ALL’INGRESSO DI KIEV NELL’ALLEANZA ATLANTICA. SAPEVA CHE LA PROPOSTA ERA INACCETTABILE PER PUTIN…

TURCHIA, 'È TEMPO CHE LA CRISI TRA RUSSIA E UCRAINA FINISCA'

Sergei Lavrov con il ministro degli esteri turco Hakan Fidan

(ANSA) - "Oggi è il terzo anniversario della guerra tra Russia e Ucraina, vogliamo che i nostri vicini vivano in pace, la guerra costa molte vite, è tempo che la crisi finisca". Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo russo, Serghei Lavrov, ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato Trt.

 

"Siamo pronti a dare sostegno a questo processo, aperti a ospitare colloqui in Turchia. Il nostro obiettivo finale è che i nostri due Paesi vicini raggiungano la pace", ha aggiunto Fidan, sottolineando che la Turchia ha portato in passato delegazioni di Russia e Ucraina al tavolo negoziale.

 

LAVROV, 'CON USA SPERANZE DI DIALOGO NORMALE, CONTINUERÀ'

SERGEI LAVROV VLADIMIR PUTIN

(ANSA) - "L'incontro della settimana scorsa a Riad ha dato speranza per un dialogo normale con gli Stati Uniti, e i contatti continueranno". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in una conferenza stampa ad Ankara dopo un colloquio con il suo omologo turco, Hakan Fidan. Lo riferisce l'agenzia Tass.

 

LAVROV, 'L'UCRAINA NON DOVREBBE FARE PARTE DELLA NATO'

(ANSA) - "L'Ucraina non dovrebbe fare parte della Nato, questo è indiscutibile". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo turco, Hakan Fidan, ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato Trt. Il presidente americano Donald "Trump ha detto chiaramente che l'ingresso dell'Ucraina nella Nato sarebbe un errore", ha aggiunto Lavrov.

 

LAVROV SULL'UCRAINA, 'NON ABBIAMO CAMBIATO LA NOSTRA POSIZIONE'

donald trump vladimir putin

(ANSA) -  "Manteniamo la nostra posizione, non abbiamo cambiato la nostra posizione". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, parlando del conflitto tra Mosca e Kiev durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo turco, Hakan Fidan, ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato Trt. "Tutte le parti devono mostrare atteggiamenti realistici", ha aggiunto il capo della Diplomazia di Mosca. Secondo Lavrov, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "cambia la sua posizione tutte le volte. Questo vale anche per i Paesi europei, i loro punti di vista cambiano. Gli Usa hanno una posizione coerente. Vogliono che si raggiunga un cessate il fuoco", ha detto Lavrov.

 

LAVROV, 'NON VOGLIAMO UN CESSATE IL FUOCO E POI NEGOZIATI'

(ANSA) - La Russia non vuole un cessate il fuoco immediato lungo l'attuale linea del fronte in Ucraina per discutere in seguito le condizioni di pace. Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov citato dall'agenzia Ria Novosti. Mosca cesserà le ostilità quando saranno raggiunti accordi accettabili per entrambe le parti, ha aggiunto.

 

LAVROV, 'NECESSARIA CLAUSOLA FERREA SU KIEV FUORI DA NATO'

MANIFESTAZIONE CONTRO TRUMP, PUTIN E I NAZISTI DI AFD A BERLINO

(ANSA) - Mosca è pronta a negoziare la pace in Ucraina con Kiev e con la Ue, ma per arrivare a un accordo è necessario che vi sia una clausola "ferrea" che garantisca che l'Ucraina non entrerà nella Nato. Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov citato dalle agenzie russe. La Russia metterà fine alle ostilità solo quando vi sarà un accordo che soddisfi le sue richieste, ha aggiunto il ministro.

 

TURCHIA, 'NON SIAMO STATI INVITATI AD ENTRARE NEI BRICS'

(ANSA) - Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha affermato che alla Turchia non è stato offerto di entrare a fare parte dei Brics come un membro a pieno titolo. "Da quello che abbiamo capito i Brics non accettano nuovi membri al momento, ma partnership, e quindi non abbiamo ricevuto un'offerta per esserne membri a pieno titolo", ha detto Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo russo, Serghei Lavrov, ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato Trt. Fidan ha aggiunto che la Turchia è impegnata nella cooperazione economica internazionale e mantiene attenzione nei confronti dei suoi rapporti con i Brics.

maria zakharova SERGEJ LAVROVSergei Lavrov con il ministro degli esteri turco Hakan Fidan

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”