donald trump elon musk soldi dollari

MUSK NON È NAZISTA: PENSA SOLO AL PORTAFOGLIO – IN EUROPA ATTACCA STARMER E SCHOLZ, I DUE CAPI DI GOVERNO PIÙ FREDDI VERSO LE SUE AZIENDE. SARÀ UN CASO? – MAURO MASI: “I MILIARDARI TECH SONO ABITUATI A NON AVERE CONTROLLI NEL LORO PERIMETRO DI BUSINESS E AD AVERNE BEN POCHI SUI LORO PROFITTI. IL POSIZIONAMENTO NELL’’AREA TRUMP’ È DETTATO DALLA CONVINZIONE CHE IL NUOVO PRESIDENTE LASCI LE COSE COME. UNA PREVISIONE […] MOLTO MENO SCONTATA DI QUANTO SI POTREBBE PENSARE…”

Estratto dell'articolo di Mauro Masi* per “Italia Oggi”

*delegato italiano alla proprietà intellettuale

 

mark zuckerberg - lauren sanchez - jeff bezos - sundar pichai elon musk al giuramento di trump

I media di tutto il mondo sono pieni di articoli, saggi, notizie (spesso, gossip) sulla nascita di una «tecnocrazia globale» alleata (e, al tempo stesso, sponsor) di Donald Trump. Campeggia un po’ dovunque la foto (suggestiva, non c’è dubbio) di Zuckerberg (Meta), Bezos (Amazon), Pichai (Google), Musk (X, Tesla ecc.) ridenti e allineati in prima fila alla cerimonia di giuramento del 47esimo presidente Usa.

 

Allora, se la lettura politica di tutto ciò è, ovviamente, legittima, è altrettanto legittimo pensare che sia un po' troppo superficiale e soprattutto piuttosto lontana dalla realtà.

 

IL SALUTO ROMANO DI ELON MUSK ALLA PARATA PER TRUMP - CAPITOL ONE ARENA - WASHINGTON

Intanto è difficile credere che persone come quelle facciano in alcun caso fronte comune, anzi se c’è un qualcosa che in qualche modo li unisce […] è che le loro azioni […] vanno sempre lette nell’ottica degli affari, del business, non degli obiettivi politici.

 

Questi signori possiedono e gestiscono aziende che sono abituate da sempre a non avere praticamente controlli nel loro perimetro di business e ad averne ben pochi sui loro profitti.

 

E questo perché negli anni novanta del secolo scorso fu deciso a livello politico e istituzionale […] che una regolamentazione di Internet non era necessaria. Una decisione fondamentale e molto diversa, ad esempio, da quella presa dalla Fcc (la Federal communications commission, l’autorità regolatrice del sistema delle comunicazioni Usa) verso il mondo Telecom, che è stato fin dall’inizio pesantemente regolamentato.

 

mauro masi

È lecito quindi ipotizzare che il loro posizionarsi nell’«area Trump» sia dettato dalla convinzione che il nuovo presidente lasci le cose come stanno (a differenza di quanto sta accadendo nella Ue) nel mondo tech e digitale (e magari anche in quello, tutto in divenire, dell’IA).

 

Una previsione […] molto meno scontata di quanto si potrebbe pensare, soprattutto se si guarda a come Trump ha gestito i rapporti con i grandi di Internet nel suo primo mandato: ora li blandiva, ora li attaccava ferocemente. L’uomo infatti ha tante caratteristiche, vere o presunte, ma una sicuramente vera è l’imprevedibilità.

 

[…] Musk in Europa attacca in questi giorni Starmer e Scholz, proprio i capi dei governi dimostratisi finora freddissimi verso i tanti business del tycoon sudafricano. Difficile pensare che sia solo un caso. Ciò detto, non si può non sottolineare che queste grandi aziende hanno sì giovato di un contesto normativo/sociale di grande favore […], ma il loro posto nel mercato se lo sono conquistato con l’efficienza e con l’innovazione, intercettando bisogni autentici del grande pubblico. […]

la reazione di elon musk quando donald trump annuncia che vuole mandare gli astronauti su marte 2elon musk alla rotonda del campidoglio per il giuramento di donald trump foto lapresse la reazione di elon musk quando donald trump annuncia che vuole mandare gli astronauti su marte 1lara eric trump jared kushner elon musk ivanka trump donald trump jr foto lapresse MUSK - IL FIGLIO DEL SECOLO - MEME BY EMAN RUSS trump musk VIGNETTA SU ELON MUSK E DONALD TRUMPmark zuckerberg - lauren sanchez - jeff bezos - sundar pichai - elon musk - inauguration day di donald trump MARK ZUCKERBERG - ELON MUSK - JEFF BEZOS - IMMAGINE CREATA DA GROKMark Zuckerberg - Jeff Bezos - Sundar Pichai - Elon Musk - INAUGURATION DAY DEL SECONDO MANDATO DI DONALD TRUMPMARK ZUCKERBERG - LAUREN SANCHEZ - JEFF BEZOS - SUNDAR PICHAI ELON MUSK - INAUGURATION DAY mark zuckerberg lauren sanchez jeff bezos sundar pichai elon musk foto lapresse FASCISTS ON MARS - MEME BY EMILIANO CARLI elon musk alla rotonda del campidoglio per il giuramento di trump foto lapresse elon musk alla rotonda del campidoglio per il giuramento di trump foto lapresse elon musk alla rotonda del campidoglio per il giuramento di trump foto lapresse sundar pichai elon musk cerimonia di giuramento di donald trump foto lapresse meme - x elon musk con il braccio alzato

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)