maurizio buccarella luigi di maio

‘TREMILA EURO NETTI AL MESE NON MI BASTAVANO’ - LA LETTERA DEL SENATORE BUCCARELLA, UNO CHE NONOSTANTE I 5 ANNI DA PARLAMENTARE M5S NON HA CAPITO UN CAZZO DI COSA DEVE DIRE UN GRILLINO - OCCHIO: LA CIFRA NATURALMENTE ESCLUDE TUTTE LE SPESE DI VIAGGIO, VITTO, ALLOGGIO, TELEFONO, CINEMA, ECC. ECC. - ‘COME ME, CREDO L’ABBIANO COMPRESO ANCHE TANTI COLLEGHI PARLAMENTARI'

La lettera inviata al Nuovo Quotidiano di Puglia dal senatore M5S, Maurizio Buccarella, ripubblicata da https://www.ilmattino.it/

MAURIZIO BUCCARELLA

 

Innanzitutto voglio scusarmi con gli attivisti, i colleghi portavoce e candidati del M5S per la difficoltà in cui, per i noti fatti anche a me addebitabili, li sto costringendo in questo momento politicamente delicato.

 

Poi vorrei dare una spiegazione del perché il tutto è successo, iniziando col far sapere, in primis, che in quei 23 milioni e passa di euro accumulati dai parlamentari del M5S sul fondo di garanzia con i nostri tagli di indennità e rimborsi, ci sono anche più di 100.000 euro di mia provenienza.

 

Se fossi una persona che semplicemente cede alla tentazione dell’avidità o della sete di denaro, già alla fine del 2013 avrei avuto sul piatto d’argento la possibilità di uscire polemicamente e giustificatamente dal M5S (e tenermi quindi soldi in quantità ben maggiore a quella che risulta da me non donata sul fondo) con l’ottimo argomento del trattamento a me riservato dal Blog in occasione del famoso emendamento sull’abrogazione del reato di clandestinità. Ma abbozzai, controllando il mio orgoglio, comprendendo le ragioni comunicative della faccenda che poi si chiuse bene con la votazione online concordata con il compianto Gianroberto Casaleggio.

 

Così come avrei magari potuto, nel corso di questi cinque anni, “gonfiare” le mie rendicontazioni delle spese del soggiorno a Roma, indicandone di fittizie, e segnare quindi somme minori da versare sul fondo.

i furbetti del bonifico le iene su m5s 2

 

Quello che è accaduto è che, nel tempo, mi sono reso conto che quella regola riguardante i nostri compensi, che pure avevo accettato inizialmente, non si dimostrava adeguata alle esigenze di chi appartiene ad una categoria professionale, come la mia, che, a fronte di costi e responsabilità che permangono nel corso del mandato parlamentare, non consente una sospensione dell’attività per un così lungo periodo senza conseguenze.

 

A fronte dell’impegno che ho profuso nell’attività parlamentare ed ai sacrifici che imponevo a me, alla mia famiglia, al mio lavoro per sette giorni alla settimana, i poco più di 3mila euro mensili netti che i parlamentari M5S si sono attribuiti come retribuzione effettiva, non mi avrebbero permesso, alla mia età, di tornare alla mia vita, nel mio studio professionale - dopo uno stacco di cinque anni senza alcun “paracadute” o vantaggio acquisito per i contatti professionali- con una accettabile serenità.

 

 Come me, credo l’abbiano compreso anche tanti colleghi parlamentari con responsabilità familiari e lavorative, che pur credendo fermamente nel “progetto” di cambiamento del Paese che il M5S può comportare, si sono trovati, per esempio, mediaticamente e strumentalmente esposti a dover dar conto di quanto si è speso per questa o quella voce, mentre gli uomini dei partiti, paradossalmente, che ci additano come “disonesti” o quant’altro, non hanno rinunciato ad un singolo euro.

i furbetti del bonifico le iene su m5s 3

 

L’ho compreso (forse l’abbiamo compreso) solo vivendo l’esperienza parlamentare come l’abbiamo fatta in tanti di noi, con il massimo impegno e dedizione e, per quanto mi riguarda, so di aver lavorato egregiamente, con disciplina e onore e portando le mie competenze nel corso di questi cinque anni, nei miei limiti e nell’interesse del M5S e del mio gruppo parlamentare.

 

Fuori da ogni possibile ipocrisia, le regole dei tagli delle nostre retribuzioni ed il sistema stesso della rendicontazione, non vanno bene, soprattutto per chi si trova in talune condizioni personali e sono certo che saranno modificate per la prossima legislatura.

 

I rapporti lavorativi dei collaboratori parlamentari dovrebbero essere in capo direttamente alle Camere, senza che le loro retribuzioni debbano passare dalle tasche dei parlamentari (come pure il M5S ha proposto più volte), i parlamentari del M5S potrebbero applicare tagli forfettari delle competenze loro corrisposte, senza sottoporsi a folli raccolte di scontrini e ricevute con critiche spesso strumentali e tenendo presente eventuali condizioni personali o familiari che possono differire fra quella di un giovane trentenne con quella di un cinquantenne, per esempio, oppure riconoscere a talune categorie di parlamentari (come piccoli professionisti, piccoli imprenditori e chi insomma non può godere di una collocazione lavorativa in aspettativa, senza costi ed oneri neanche contributivi da dover frattanto corrispondere) un piccolo surplus mensile e individuare una destinazione diversa da quella del Fondo di garanzia per il microcredito che oramai è partito e può “viaggiare” da solo, ma trovare un’altra forma di restituzione alla collettività degli eccessi di retribuzione dei parlamentari in maniera da mantenere il principio ed allo stesso tempo non mortificare questi o metterli in condizione di fare sbagli.

luigi di maio filippo roma

 

Senza ipocrisia, tutto questo naturalmente non giustifica i miei errori e la violazione del patto di fiducia con i miei colleghi e gli iscritti e sono pronto ad accettare le determinazioni del Collegio dei Probiviri e anche se non sarò più uno dei protagonisti del progetto di cambiamento del M5S, continuo a crederci ed a sperare che possa diventare realtà.

Ultimi Dagoreport

philippe donnet andrea orcel francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: GENERALI IN VIETNAM - LA BATTAGLIA DEL LEONE NON È SOLO NELLE MANI DI ORCEL (UNCREDIT HA IL 10%), IRROMPE ANCHE ASSOGESTIONI (CHE GESTISCE IL VOTO DEI PICCOLI AZIONISTI) - AL CDA DEL PROSSIMO 24 APRILE, ORCEL POTREBBE SCEGLIERE LA LISTA DI MEDIOBANCA CHE RICANDIDA DONNET (E IN FUTURO AVER VIA LIBERA SU BANCA GENERALI) – ALTRA IPOTESI: ASTENERSI (IRREALE) OPPURE POTREBBE SOSTENERE ASSOGESTIONI CHE INTENDE PRESENTARE UNA LISTA PER TOGLIERE VOTI A MEDIOBANCA, AIUTANDO COSI’ CALTA (E MILLERI) A PROVARE A VINCERE L’ASSEMBLEA - COMUNQUE VADA, SI SPACCHEREBBE IN DUE IL CDA. A QUEL PUNTO, PER DONNET E NAGEL SARÀ UN VIETNAM QUOTIDIANO FINO A QUANDO CALTA & MILLERI PORTERANNO A TERMINE L’OPA DI MPS SU MEDIOBANCA CHE HA IN PANCIA IL 13% DI GENERALI…

volodymyr zelensky bin salman putin donald trump xi jinping

DAGOREPORT – COME SI E' ARRIVATI AL CESSATE IL FUOCO DI 30 GIORNI TRA RUSSIA E UCRAINA? DECISIVI SONO STATI IL MASSICCIO LANCIO DI DRONI DI KIEV SU MOSCA, CHE HA COSTRETTO A CHIUDERE TRE AEROPORTI CAUSANDO TRE VITTIME CIVILI, E LA MEDIAZIONE DI BIN SALMAN CON TRUMP - E' BASTATO L’IMPEGNO MILITARE DI MACRON E STARMER PER DIMOSTRARE A PUTIN CHE KIEV PUÒ ANCORA FARE MOLTO MALE ALLE FRAGILI DIFESE RUSSE - NON SOLO: CON I CACCIA MIRAGE FRANCESI L'UCRAINA PUÒ ANDARE AVANTI ALTRI SEI-OTTO MESI: UN PERIODO INACCETTABILE PER TRUMP (ALL'INSEDIAMENTO AVEVA PROMESSO DI CHIUDERE LA GUERRA “IN 24 ORE”) – ORA CHE MOSCA SI MOSTRA “SCETTICA” DAVANTI ALLA TREGUA, IL TYCOON E IL SUO SICARIO, JD VANCE, UMILIERANNO PUBBLICAMENTE ANCHE PUTIN, O CONTINUERANNO A CORTEGGIARLO? - LA CINA ASPETTA AL VARCO E GODE PER IL TRACOLLO ECONOMICO AMERICANO: TRUMP MINIMIZZA IL TONFO DI WALL STREET (PERDITE PER 1000 MILIARDI) MA I GRANDI FONDI E I COLOSSI BANCARI LO HANNO GIÀ SCARICATO…

ursula von der leyen giorgia meloni elon musk donald trump

DAGOREPORT – IL CAMALEONTISMO DELLA DUCETTA FUNZIONA IN CASA MA NON PAGA QUANDO METTE I BOCCOLI FUORI DAI CONFINI NAZIONALI - MELONI PRIMA SI VANTAVA DELL’AMICIZIA CON MUSK E STROPPA E DELLA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON TRUMP, ORA È COSTRETTA A TACERE E A NASCONDERSI PER NON PASSARE COME "AMICA DEL GIAGUARO" AGLI OCCHI DELL'UE. E, OBTORTO COLLO, E' COSTRETTA A LASCIARE A STARMER E MACRON IL RUOLO DI PUNTO DI RIFERIMENTO DELL'EUROPA MENTRE SALVINI VESTE I PANNI DEL PRIMO TRUMPIANO D’ITALIA, L'EQUILIBRISMO ZIGZAGANTE DELLA GIORGIA DEI DUE MONDI VIENE DESTABILIZZATO ANCOR DI PIU' DAL POSIZIONAMENTO ANTI-TRUMP DEL PROSSIMO CANCELLIERE TEDESCO MERZ CHE FA SCOPA COL POLACCO TUSK, E LEI RISCHIA DI RITROVARSI INTRUPPATA CON IL FILO-PUTINIANO ORBAN - IL COLPO AL CERCHIO E ALLA BOTTE DEL CASO STARLINK-EUTELSAT...

elly schlein luigi zanda romano prodi - stefano bonaccini goffredo bettini dario franceschini

DAGOREPORT – PD, UN PARTITO FINITO A GAMBE ALL'ARIA: LA LINEA ANTI-EUROPEISTA DI SCHLEIN SULL’UCRAINA (NO RIARMO) SPACCA LA DIREZIONE DEM ED ELETTORI - SOLO LA VECCHIA GUARDIA DI ZANDA E PRODI PROVANO A IMPEDIRE A ELLY DI DISTRUGGERE IL PARTITO – LA GIRAVOLTA DI BONACCINI, CHE SI È ALLINEATO ALLA SEGRETARIA MULTIGENDER, FA IMBUFALIRE I RIFORMISTI CHE VANNO A CACCIA DI ALTRI LEADER (GENTILONI? ALFIERI?) – FRANCESCHINI E BETTINI, DOPO LE CRITICHE A ELLY, LA SOSTENGONO IN CHIAVE ANTI-URSULA - RISULTATO? UN PARTITO ONDIVAGO, INDECISO E IMBELLE PORTATO A SPASSO DAL PACIFISTA CONTE E DAL TUMPUTINIANO SALVINI CHE COME ALTERNATIVA AL GOVERNO FA RIDERE I POLLI…

ursula von der leyen elisabetta belloni

FLASH – URSULA VON DER LEYEN HA STRETTO UN RAPPORTO DI FERRO CON LA SUA CONSIGLIERA DIPLOMATICA, ELISABETTA BELLONI – SILURATA DA PALAZZO CHIGI, “NOSTRA SIGNORA ITALIA” (GRILLO DIXIT) HA ACCOMPAGNATO LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA NEL SUO VIAGGIO IN INDIA, SI È CIRCONDATA DI UN PICCOLO STAFF CHE INCLUDE GLI AMBASCIATORI MICHELE BAIANO E ANDREA BIAGINI – URSULA, PER FRONTEGGIARE L’URAGANO TRUMP, HA APPIANATO LE TENSIONI CON IL NEO-CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ (LEI ERA LA COCCA DELLA MERKEL, LUI IL SUO PIÙ ACERRIMO RIVALE). PACE FATTA ANCHE CON LA NEMESI, MANFRED WEBER…

emmanuel macron donald trump keir starmer xi jinping elon musk

DAGOREPORT – COME MAI LA GRAN BRETAGNA, PAESE STORICAMENTE GEMELLATO CON GLI STATI UNITI, SI E' RIAVVICINATA DI COLPO ALL'EUROPA, DIMENTICANDO LA BREXIT? DIETRO LA SORPRENDENTE SVOLTA DI KEIR STARMER CI SONO STATI VARI INCONTRI TRA I GRANDI BANCHIERI ANGLO-AMERICANI SPAVENTATI DAL CAOS ECONOMICO CREATO DAI DAZI DI TRUMP E DALLE CRIPTOVALUTE DI MUSK - DI QUI, SONO PARTITE LE PRESSIONI DEL CAPITALISMO FINANZIARIO SU KEIR STARMER PER UNA SVOLTA EUROPEISTA SULL'ASSE PARIGI-LONDRA CHE OPPONGA STABILITÀ E RAGIONEVOLEZZA ALLE MATTANE DELLA CASA BIANCA – ANCHE LA CINA, CHE HA RIPESCATO I VECCHI CAPITALISTI COME IL FONDATORE DI ALIBABA JACK MA, SI STA PREPARANDO A RISPONDERE ALLA DESTABILIZZAZIONE TRUMPIANA (XI JINPING HA NELLA FONDINA UN'ARMA MICIDIALE: 759 MILIARDI DI TITOLI DEL DEBITO USA. UNA VOLTA BUTTATI SUL MERCATO, SALTEREBBE IN ARIA TUTTO...)