meloni la russa berlusconi ronzulli

IO SPERIAMO CHE ME LA CAV! ALTA TENSIONE MELONI-BERLUSCONI: IL VERO PERICOLO PER LA RUSSA, CHE OGGI DOVREBBE ESSERE ELETTO ALLA PRESIDENZA DEL SENATO, È LA FURIA DEL BANANA - IN FORZA ITALIA CI POTREBBE ESSERE QUALCHE FRANCO TIRATORE CHE FACCIA SCONTARE ALLA MELONI LA SCELTA DI ESCLUDERE DAL GOVERNO LICIA RONZULLI. IL BERLUSCA SI BECCA UN "NO" DALLA DUCETTA ANCHE ALLA RICHIESTA DI AVERE GIUSTIZIA E SVILUPPO ECONOMICO – LA PARTITA SULL’ECONOMIA: VIA LIBERA DI SALVINI SU GIORGETTI CHE NICCHIA. MA IN CORSA C’E’ ANCHE LUIGI BUTTIGLIONE – DAGOREPORT

DAGOREPORT

IL TOTO-MINISTRI BY DAGOSPIA

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/toto-ministri-by-dagospia-nbsp-esteri-tajani-tentenna-327887.htm

 

 

 

Tommaso Ciriaco e Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

IGNAZIO LA RUSSA GIORGIA MELONI

Accordo, ma fragile ed esposto alla rabbia dei potenziali franchi tiratori. Intesa frutto di rapporti di forza schiaccianti, che spingono Forza Italia all'angolo. Oggi si apre la legislatura e il primo atto sarà il voto sulle presidenze delle Camere. Giorgia Meloni propone Ignazio La Russa per la guida di Palazzo Madama. E pensa di poterlo ottenere già oggi.

 

Sul nome dell'ex missino strappa il via libera di Matteo Salvini, che riceve in cambio la presidenza della Camera per Riccardo Molinari. Silvio Berlusconi invece resta cauto. Silente e furioso. Sulla carta, dovrebbe votare anche lui per La Russa. Ma con il rischio che qualche scontento faccia scontare alla leader di FdI la scelta di escludere dall'esecutivo Licia Ronzulli.

SILVIO BERLUSCONI LICIA RONZULLI

 

È un giorno di passione, sospetti, piccoli passi. Meloni sente e vede Salvini più di una volta, perché ritiene utile chiudere un patto a due prima di provare a convincere Berlusconi a blindare un accordo sulle presidenze. Il risultato è che salta l'annunciato vertice a tre previsto a villa Grande, sostituito dai "bilaterali". In compenso, il leghista riunisce il Consiglio federale e propone un'ipotesi di intesa.

 

Prevede per il Carroccio la guida di Montecitorio e quattro ministeri: Interni, Affari Infrastrutture, Agricoltura e Affari Regionali. Via libera a Giancarlo Giorgetti all'Economia, richiesto direttamente da Meloni. L'incognita resta la volontà dello stesso Giorgetti, che ha manifestato preoccupazione per la complessità dell'incarico. «In ogni caso non sarà in quota Lega», precisa Salvini. Che per favorire l'intesa in serata fa sapere di essere disposto a ritirare Roberto Calderoli dalla corsa per Palazzo Madama.

 

Il nodo principale, allora, si chiama Berlusconi. O meglio: Ronzulli.

ronzulli

Meloni non la vuole in squadra, il leader insiste. Non la spunta. E il Cavaliere si scontra anche contro un "no" alla richiesta di avere Giustizia e Sviluppo economico. Nel faccia a faccia romano, i toni sono aspri. E soprattutto, non rappresentano il viatico migliore per il passaggio in Aula.

 

A Montecitorio le prime due votazioni richiedono i due terzi: non sarà oggi, dunque, il giorno dell'eventuale elezione di Molinari. Al Senato invece nei primi due scrutini basta la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Contando anche i senatori a vita, occorrono dunque 104 voti per "promuovere" La Russa. La maggioranza schiera 112 senatori, più altri tre considerati arruolabili (anche se non organici). Il rischio è che nel segreto dell'urna si sfoghi qualche malumore leghista, dove il "partito" che spingeva per affidare la Presidenza a Roberto Calderoli ha il suo peso. E, soprattutto, che prenda corpo la tensione interna a Forza Italia.

 

RONZULLI MELONI

Antonio Tajani è in costante contatto con Meloni, a scapito dell'ala capitanata da Ronzulli e nonostante il pressing del leader.

 

«E a noi cosa resta? Un cetriolo», dice a sera con ruvida sintesi il forzista Giorgio Mulè. In effetti, lo schema di governo che regge l'intesa sulle presidenze prevede un solo ministero di peso per Forza Italia: gli Esteri per Tajani. All'Istruzione andrebbe Anna Maria Bernini, alle Riforme Maria Elisabetta Casellati.

 

ignazio la russa giorgia meloni giancarlo giorgetti

Salvini continua a reclamare il ministero dell'Interno, per sé in prima battuta o per un uomo da lui indicato (probabilmente il prefetto Matteo Piantedosi). Alla Difesa vanno registrate ottime chance per il meloniano Adolfo Urso. Alle Infrastrutture o all'Agricoltura andrà Salvini, visto che dovrà rinunciare al Viminale, mentre allo Sviluppo economico il nome in cima all'elenco è quello di Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fdi. Gli Affari europei saranno garantiti a Raffaele Fitto. Dei tanto reclamati tecnici, in questo schema, appena l'ombra: il magistrato Carlo Nordio che Meloni vuole per la Giustizia. E ci sarà un esterno anche per la Salute: il direttore dell'Ema Guido Rasi, Guido Bertolaso o Alberto Zangrillo. Ma è una lista destinata a ritocchi, che la futura premier farà volentieri, se la sua maggioranza le sarà fedele a partire da oggi.

 

Per chiudere le caselle c'è ancora qualche giorno: le consultazioni dovrebbero iniziare non prima del 19 o 20 ottobre, dopo il 21 l'incarico a Meloni.

licia ronzulli 10giorgia meloni ignazio la russa ignazio la russa giorgia meloni guido crosettolicia ronzulli 9licia ronzulli 11licia ronzulli 12

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…