aereo militare inglese russo jet guerra mar nero abbattimento pilota

SIAMO STATI A UN PASSO DALLA TERZA GUERRA MONDIALE – UN ANNO FA IL PILOTA DI UN JET RUSSO HA LANCIATO DUE MISSILI CONTRO UN AEREO MILITARE INGLESE. IL PRIMO LO HA MANCATO MENTRE IL SECONDO HA AVUTO UN MALFUNZIONAMENTO (O È STATO “DISATTIVATO”) – I VELIVOLI, DUE RUSSI E UNO INGLESE, ERANO NEI CIELI SOPRA IL MAR NERO. IL PILOTA DI MOSCA PENSAVA DI AVER RICEVUTO L’OK ALL’ABBATTIMENTO - COSA SAREBBE SUCCESSO SE L'AEREO BRITANNICO, CON 30 MILITARI A BORDO, FOSSE STATO COLPITO?

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

jet militare russo

Un pilota di caccia russo ha lanciato un missile contro un ricognitore britannico pensando di aver l’autorizzazione a farlo. Ma per fortuna non ha raggiunto l’obiettivo. A rivelarlo uno scoop della BBC che ha fornito una nuova versione di un episodio, già noto, avvenuto circa un anno fa.

 

Mar Nero, spazio internazionale, un velivolo RC 135 River Joint, con equipaggio di 30 uomini e specializzato nella raccolta di intelligence, è intercettato da una coppia di Sukhoi 27. Uno dei piloti, secondo quanto risulta dalle comunicazioni registrate, riceve un messaggio dalla base: «Hai il target». Il militare scambia quella frase per un ordine di passare all’azione e lancia un primo missile che manca il velivolo.

 

aereo militare inglese

A quel punto l’altro pilota, sempre in base agli audio captati dallo stesso RC 135, gli chiede cosa sta facendo con tono allarmato, impreca e lo insulta. Ma questo non impedisce lo «sparo» di un secondo ordigno che tuttavia «cade», non è chiaro se per un malfunzionamento o perché è stato «disattivato».

 

Tre settimane dopo, sottolinea l’emittente, il governo britannico conferma l’incidente ma minimizza dopo aver ricevuto «rassicurazioni» da Mosca: esce così la storia di un problema tecnico e non quella di un vero attacco, dalle conseguenze catastrofiche.

 

due jet russi hanno provato ad abbattere un aereo militare inglese

Londra ha scelto questa ricostruzione per evitare una crisi con il Cremlino e per proteggere la riservatezza della missione del suo aereo, uno dei tanti che «seguono» e «ascoltano» da lontano le mosse degli invasori. […]

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