giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani banca mediolanum

ARCORE NON SI COMANDA: MARINA BERLUSCONI È INFURIATA CON GIORGIA MELONI - IL CAMBIO DI ATTEGGIAMENTO DI ANTONIO TAJANI, FINORA ULTRA-GOVERNISTA, SI DEVE A UNA CHIAMATA DELLA PRIMOGENITA DEL CAV: I BERLUSCONES SONO SULLE BARRICATE PER LA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI, CHE COLPIREBBE LA BANCA DI FAMIGLIA, MEDIOLANUM – FORZA ITALIA PROMETTE BATTAGLIA, PREPARA LA VENDETTA IN FINANZIARIA E MINACCIA SFACELI IN SENATO: “SENZA I NOSTRI VOTI, LA NORMA NON PASSA…”

Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per "il Fatto quotidiano”

 

GIORGIA MELONI MARINA BERLUSCONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

L’ordine è arrivato nei giorni scorsi con una telefonata da Arcore: cambiare la norma. A Marina Berlusconi, già rimasta delusa dal mancato intervento del governo sui magistrati di Firenze che indagano sulle stragi del 1993, quel colpo al patrimonio di famiglia non è piaciuto.

 

La tassa sugli extraprofitti bancari approvata dal governo va a colpire anche Mediolanum, istituto posseduto al 30% dai Berlusconi, e quindi Fininvest: sui 395,8 milioni di utili della holding nel 2022, ben 158 arrivano da Mediolanum. È per questo che Marina […] ha alzato la cornetta e ha telefonato ad Antonio Tajani, vicepremier di Forza Italia. L’ordine è stato quello di insistere per modificare il decreto approvato in Consiglio dei ministri. Così il ministro degli Esteri ha iniziato a farsi sentire denunciando la mancata condivisione della norma e annunciando modifiche in Parlamento.

 

ANTONIO TAJANI E GIORGIA MELONI COME MASSIMO SEGRE E CRISTINA SEYMANDI

Uno scontro che non è passato inosservato in maggioranza visto che fino ad oggi il ministro degli Esteri è stato il capo dell’ala “governista” di Forza Italia: se da giorni alza i toni con l’esecutivo significa che ha avuto un richiamo dall’alto, cioè dalla famiglia Berlusconi, e che qualcosa tra Marina e Giorgia Meloni “si è rotto”, dice un dirigente azzurro.

 

[…] Così in Forza Italia si stanno studiando degli emendamenti per restringere ancora il perimetro della tassa. Una norma ad bancam è improbabile e non sarebbe digerita dagli alleati. La strategia […] è quella di attenuare il prelievo per tutti gli istituti fornendo un aiutino anche a Mediolanum.

 

giorgia meloni antonio tajani

Il primo emendamento, già annunciato da Tajani, mira ad escludere le banche popolari e del credito cooperativo mantenendo il prelievo una tantum solo per le 12 banche sottoposte alla vigilanza della Bce. Il secondo, chiesto dall’Abi di Antonio Patuelli, mira rendere la tassa fiscalmente deducibile, come avviene già per Ires e Irap. Una mossa che, secondo le stime di Unimpresa, porterebbe a un calo del gettito di circa 900 milioni (ma al Tesoro dicono 500 o 600). Anche Mediolanum ovviamente ne beneficerebbe.

 

Un’altra ipotesi […] è di perimetrare la tassa sull’attivo “ponderato” e non su quello totale. […] l’idea è fare uno sconto alle banche più solide, quelle che hanno messo più capitale a copertura dei rischi: più sei stato “prudente”, meno paghi.

 

banca mediolanum

L’indice più usato in questo ambito è il cosiddetto Cet1 (Common equity tier 1), un coefficiente che indica il grado di patrimonializzazione dei vari istituti e non è un caso che Mediolanum dichiarasse al 30 giugno un Cet1 tra i più alti in Europa, pari al 21,5% […].

 

Insomma, sarebbe un bello sconto per la banca legata alla famiglia Berlusconi. Problema: se la deducibilità […] ha qualche probabilità di passare, quest’ultima norma difficilmente supererà il vaglio del Mef. Una fonte di governo spiega che l’obiettivo della tassa non era Mediolanum – che anzi sarà colpita in misura minore visto che aveva già alzato i tassi per i depositi bancari – ma soprattutto che in questo modo si finirebbe per svuotare di senso la norma.

 

L'EREDITA DI BERLUSCONI - MEME BY EMILIANO CARLI

Tanto più […] che il gettito finale non può scendere troppo – ora sono previsti quasi 2 miliardi – e che Fratelli d’Italia non vuole modifiche sostanziali. […] I berlusconiani minacciano sfaceli se Meloni deciderà di non ascoltarli: il decreto partirà dal Senato dove FI è decisiva per i numeri della maggioranza. “Senza i nostri voti la norma non passa...”, minaccia un dirigente azzurro.

IL TESTAMENTO DI BERLUSCONI - VIGNETTA DI MACONDO marina berlusconi all’uscita della sede fininvest di via paleocapa dopo l’assemblea dei soci 4marina pier silvio barbara eleonora luigi berlusconi

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...