B PER VENDETTA - IL BANANA SI RIPRENDE IL PARTITO E PREPARA LA RAPPRESAGLIA CONTRO I FILOMONTIANI? - NEL MIRINO CHI È USCITO ALLO SCOPERTO COME MARIO MAURO E GIULIANO CAZZOLA, E CHI HA ORGANIZZATO LA MANIFESTAZIONE PRO-MONTI, CIOÈ QUAGLIARIELLO E SACCONI. CHE ADESSO FANNO SAPERE CHE RIMARRANNO NEL PDL - E CONTRO IL MAESTRO DI SCI FRATTINI SI SCAGLIA BRUNETTA: “ERI MINISTRO DEGLI ESTERI DI UN GOVERNO CON LA LEGA A TUA INSAPUTA?”…

Maria Antonietta Calabrò per il "Corriere della Sera"

«È l'ultima sigaretta, questo è il mio ultimo momento alla Camera...». A poche ore dallo scioglimento del Parlamento, molti deputati del Pdl cominciano a fare i conti con la fine della loro avventura politica nella Capitale.

Per una parte dei deputati e senatori del partito di via dell'Umiltà quello di ieri è una sorta di ultimo giorno di scuola. I lavori continuano anche oggi, ma un buon numero di parlamentari hanno deciso già di lasciare Montecitorio e di non votare la legge di Stabilità che ha avuto il via libera del Senato.

Intanto, paradossalmente, Berlusconi si è ripreso in mano il partito, proprio nel giorno in cui Giorgia Meloni e Guido Crosetto hanno ufficializzato il loro addio al Pdl dando vita ad un nuovo movimento politico che si chiamerà «Fratelli D'Italia». Un progetto gemellato con il Centrodestra nazionale di Ignazio La Russa. Oggi la presentazione del simbolo. In alto compare la scritta «Fratelli D'Italia» (nome del movimento), al centro c'è un nodo composto da una corda con i colori della bandiera italiana e nella seconda parte, la scritta «Centrodestra nazionale».

Meloni quindi conferma: «Abbiamo deciso di abbandonare l'esperienza del Pdl e continuare con un nuovo movimento politico che si inserisce nell'ambito del centrodestra», ma che non sarà solo di ex An, bensì - tiene a precisare Crosetto - «allargato a liberali e cattolici e non vogliamo e essere una nicchia». Incerta, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali, la candidatura a premier, anche se appare difficile che non ci sarà l'accordo con il Pdl. Crosetto sottolinea infatti che non si tratta di una iniziativa «contro Berlusconi». Ha aderito anche Massimo Corsaro, vicecapogruppo pdl a Montecitorio: «Nasce un soggetto politico che si rivolge ai tanti cittadini che si sentono alternativi alla sinistra e giudicano negativamente il governo Monti».

Quindi dal partito-coalizione (quale è stato finora il Pdl) si passerà al cartello di partiti.
Si tratta insomma di una scomposizione-ricomposizione che ha molti motivi tra cui il primo è la convinzione che formazioni che si rivolgono a parterre elettorali diversi possano raccogliere più voti di un'unica sigla. La seconda è la ricerca di novità che serpeggia da mesi nei ranghi giovani e meno del Pdl.

Mentre, su un altro fronte, a via dell'Umiltà raccontano che il destino dei filomontiani ormai è segnato e Silvio Berlusconi non «risparmierà nessuno». Nel mirino non ci sarebbe solo chi è uscito allo scoperto, come Mario Mauro e Giuliano Cazzola. Rischierebbe il posto anche chi ha preferito dissentire in silenzio. In queste ore si sprecano contatti e incontri tra via dell'Umiltà e Palazzo Grazioli. Molti temono che alla fine (in sede di formazione delle liste) si salveranno solo i fedelissimi del Cavaliere.

In realtà dal Pdl dovrebbero uscire solo Mario Mauro e Giuseppe Pisanu. Il capodelegazione del Pdl al Ppe ha fatto depositare due marchi: «Popolari italiani» e «Popolari per l'Europa». Gli altri «filomontiani», come Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello, alla fine non abbandoneranno il partito. Ma chi ha organizzato la manifestazione pro Monti è quanto meno «sotto esame», viene riferito.

Franco Frattini (che nei giorni scorsi aveva parlato con il Cavaliere, e su cui sta facendo un forte pressing il segretario Angelino Alfano perché non abbandoni la casa madre) da ieri è entrato, dicono i suoi, in silenzio stampa, in attesa di ascoltare il discorso che Monti farà non appena saranno sciolte le Camere. Non prima però di aver rilasciato un'intervista a Radio Capital. In cui ha detto in sostanza che sarà «inevitabile che me ne vada se passa la linea della Lega sulla Ue».

Aggiungendo «di non condividere lo smantellamento dell'agenda Monti». Affermazioni cui ha ribattuto Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl: «Strana e incomprensibile la dichiarazione dell'onorevole Frattini circa l'eventuale alleanza con la Lega e il posizionamento del Pdl in Europa. Anche perché, se non ricordo male, l'onorevole Frattini è stato Commissario europeo, negli anni 2004-2008, e ministro degli Esteri, dal 2008 al 2011, di governi di coalizione proprio con la Lega. Dovrebbe conoscere bene, quindi, la cultura europeista dei due partiti, essendone stato il loro rappresentante a livello internazionale».

 

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