IL BANANA “RASSICURATO” DA ALFANO & NAPOLITANO: SE STA BUONO, NON VERRÀ ARRESTATO - FARSA ITALIA: DELENDA DANI, PRESTIGIACOMO VS BALDELLI

Ugo Magri per "La Stampa"

Sconsigliato nel modo più fermo dai suoi avvocati, supplicato di non farlo dalla sua azienda, pedinato fino a Roma dalla figlia Marina preoccupatissima, alla fine il Cavaliere ha ceduto. Molto a malincuore si è fatto vivo con Vespa (il quale già pregustava uno show pirotecnico) e gli ha comunicato che stasera non sarà ospite di «Porta a porta». Era un'ipotesi allo studio, minimizza il conduttore, «l'appuntamento è solo rinviato».

Dunque Silvio presto o tardi si presenterà sulle note di «Via col vento». Però intanto provano sollievo tutti quanti temevano un'inutile intemerata contro le toghe. Gli avevano chiesto: «Cosa vorresti dire di tanto urgente da Vespa? ». Risposta: «Che l'Italia è una dittatura dei magistrati, che ce l'hanno con me, che mi hanno condannato ma io sono innocente» eccetera. Concetti mille altre volte ripetuti, per cui lui stesso non è riuscito a spiegare quale urgenza ci fosse di tornare in tivù.

Circola poi un'ulteriore versione della ritirata, un filo più maliziosa. Nonostante l'accavallarsi di voci, che vorrebbero un paio di Procure della Repubblica pronte a emettere mandati di arresto tre secondi dopo la sua decadenza da senatore, Berlusconi si sarebbe nelle ultime ore tranquillizzato, come se qualche fonte bene addentro gli avesse consigliato di non agitarsi, anzi più lui se ne sta buono e meno corre rischi.

Nel corso della visita di Alfano sul Colle, il tema pare non sia stato del tutto eluso. Di sicuro, il vice-premier è subito corso a riferire al Capo l'esito del colloquio col Presidente Napolitano, tutto in chiave di stabilità politica futura.

Verso sera si è aggiunta una battuta da New York del premier Letta, il quale è «sicuro» che al dramma del Cavaliere «si troveranno soluzioni, nel rispetto della legge». Può voler dire tutto e niente, ma a Palazzo Grazioli l'hanno considerato un segnale rasserenante, perché l'ex-premier minaccia la guerra atomica, ma poi finisce sempre per aggrapparsi speranzoso a qualunque salvagente gli venga lanciato.

L'altra spina nel fianco di Berlusconi, in queste ore, è il partito. Dove c'è da decidere chi sarà al vertice di Forza Italia. Sicuramente Alfano in quanto segretario Pdl, più Bondi e Verdini nelle vesti di coordinatori, nonché i capigruppo Schifani e Brunetta. E la Santanché, pure lei farà parte del comitato provvisorio? I «maschietti», come un giorno li definì, non ce la vogliono nemmeno dipinta. Ma Daniela, che è responsabile dell'organizzazione, rifiuta di ritirarsi in buon ordine.

Circola voce che abbia minacciato le dimissioni da tutto, casomai dovessero sbarrarle la via. Berlusconi media come può, vorrebbe che la regina delle sue «amazzoni» si incaricasse del «fund raising», cioè della raccolta di fondi per il partito. Scontro furioso anche su chi occuperà la poltrona di vice-presidente della Camera, la Prestigiacomo oppure Baldelli, entrambi «falchi». Oggi si vota. E sabato, se la rissa interna si sarà placata, pubblica presentazione a Roma di Forza Italia, con tutti i parlamentari e discorso del leader.

 

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