carlo calenda enrico letta nicola fratoianni

NON SOLO AGENDA DRAGHI, LA BATTAGLIA DEI “COCOMERI” BONELLI E FRATOIANNI E’ ANCHE (SE NON SOPRATTUTTO) SUI COLLEGI – VERDI E SINISTRA HANNO CHIESTO DI RINEGOZIARLI, PERCHÉ “SI E’ DATO TROPPO SPAZIO A CALENDA CHE HA PIÙ O MENO IL NOSTRO PESO ELETTORALE”- DOPO AVER INCASSATO IL SI’ DEI VERDI ALL’ACCORDO, LETTA ASPETTA LA SINISTRA. MA CALENDA INSISTE: “O ME O LORO”. E RENZI NE APPROFITTA. “SONO DISPONIBILE AL CONFRONTO CON IL LEADER DI AZIONE SE..."

ALESSANDRA ARACHI per il Corriere della Sera

 

enrico letta nicola fratoianni

Una giornata di incontri e giravolte in un centrosinistra dove le acque ieri si sono agitate e non si sono placate nemmeno in tarda serata. Il segretario dem Enrico Letta ha incontrato tutti: Carlo Calenda, Benedetto Della Vedova, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Luigi Di Maio. Ha incassato il sì dei Verdi ma non ce l'ha ancora fatta a definire le alleanze per la coalizione.

 

Non era facile, ieri. Con il leader di Azione che ha passato tutta la giornata ad attaccare i rossoverdi Fratoianni e Bonelli proprio nel giorno in cui Letta avrebbe voluto chiudere l'accordo con loro. Calenda di quell'accordo non ne vuole proprio sapere. E così l'intesa con i rossoverdi è rimasta ancora una volta in sospeso, dopo un altro incontro avuto in serata con il segretario del Pd.

 

L'eurodeputato lo ha detto e ripetuto in ogni modo e in ogni social: «Direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza: mi pare del tutto evidente che c'è una scelta netta da fare per il Pd». Non sembrano esserci mezzi termini: o me o loro. Peccato che con Azione di Calenda ci sia anche +Europa di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova. E che proprio quest' ultimo sia stato l'artefice dell'accordo con il Pd.

nicola fratoianni enrico letta

 

Ma niente da fare. Calenda non si è placato nemmeno durante l'incontro che Letta ha convocato con Della Vedova. Nell'incontro il primo ha rimesso con forza sul tavolo i punti sui quali non è disposto a derogare. E basterebbe l'agenda Draghi, per far saltare il banco. Proprio Fratoianni, infatti, ieri ha voluto forzare la mano su questo: «L'agenda Draghi? Non esiste. Lo ha detto Draghi stesso. Povero Calenda deve correre in cartoleria a comprarsene un'altra».

 

C'è poi la non secondaria questione dei collegi a dividere gli animi: Bonelli e Fratoianni hanno chiesto di rinegoziarli, perché «troppo spazio a Calenda che ha più o meno il nostro peso elettorale» .

 

nicola fratoianni enrico letta

Contro il leader di Azione si è scagliato anche Luigi Di Maio oggi alleato con Bruno Tabacci: «Calenda sta disgregando la coalizione». Una coalizione dove il ministro degli Esteri si aspetta di avere «pari dignità e rispetto. Serve una coalizione unita e larga». Una coalizione più larga e plurale: è l'obiettivo di Letta. Del resto è quello che prevede la legge elettorale, alleanze «tecniche» tra soggetti politici che portano avanti ciascuno il suo programma. Per questo dal Nazareno ieri confermavano fiduciosi l'accordo con Azione e +Europa, prima che Letta incontrasse Bonelli e Fratoianni.

IL DISAGIO DI BONELLI E FRATOIANNI BY ELLEKAPPA

 

Il faccia a faccia con i Verdi e Sinistra è stato poi fatto via zoom, subito dopo che la direzione dei primi aveva votato a favore dell'accordo con il Pd e un no secco ad un'intesa con il M5S. Oggi l'assemblea di Sinistra italiana deciderà. L'intenzione di Letta è chiudere tutto in giornata. Ma far quadrare il cerchio non è facile. Calenda freme. E Matteo Renzi ne approfitta. «Sono disponibile al confronto con Calenda se pensa di fare dietrofont», dice l'ex premier, ribadendo il suo «no» a un'intesa con Di Maio.

ANGELO BONELLI NICOLA FRATOIANNINICOLA FRATOIANNICARLO CALENDA NICOLA FRATOIANNI NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI NICOLA FRATOIANNI enrico letta nicola fratoianni

Ultimi Dagoreport

francesco milleri andrea orcel carlo messina nagel donnet generali caltagirone

DAGOREPORT - A CHE PUNTO È LA NOTTE DEL PIÙ GRANDE RISIKO BANCARIO D’ITALIA? L’ASSEMBLEA DI GENERALI DEL 24 APRILE È SOLO LA PRIMA BATTAGLIA. LA GUERRA AVRÀ INIZIO DA MAGGIO, QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I CAVALIERI BIANCHI MENEGHINI - RIUSCIRANNO UNICREDIT E BANCA INTESA A SBARRARE IL PASSO ALLA SCALATA DI MEDIOBANCA-GENERALI DA PARTE DELL’”USURPATORE ROMANO” CALTAGIRONE IN SELLA AL CAVALLO DI TROIA DEI PASCHI DI SIENA (SCUDERIA PALAZZO CHIGI)? - QUALI MOSSE FARÀ INTESA PER ARGINARE IL DINAMISMO ACCHIAPPATUTTO DI UNICREDIT? LA “BANCA DI SISTEMA” SI METTERÀ DI TRAVERSO A UN’OPERAZIONE BENEDETTA DAL GOVERNO MELONI? O, MAGARI, MESSINA TROVERÀ UN ACCORDO CON CALTARICCONE? (INTESA HA PRIMA SPINTO ASSOGESTIONI A PRESENTARE UNA LISTA PER IL CDA GENERALI, POI HA PRESTATO 500 MILIONI A CALTAGIRONE…)

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - LA DUCETTA IN VERSIONE COMBAT, DIMENTICATELA: LA GIORGIA CHE VOLERA' DOMANI A WASHINGTON E' UNA PREMIER IMPAURITA, INTENTA A PARARSI IL SEDERINO PIGOLANDO DI ''INSIDIE'' E "MOMENTI DIFFICILI" - IL SOGNO DI FAR IL SUO INGRESSO ALLA CASA BIANCA COME PONTIERE TRA USA-UE SI E' TRASFORMATO IN UN INCUBO IL 2 APRILE QUANDO IL CALIGOLA AMERICANO HA MOSTRATO IL TABELLONE DEI DAZI GLOBALI - PRIMA DELLE TARIFFE, IL VIAGGIO AVEVA UN SENSO, MA ORA CHE PUÒ OTTENERE DA UN MEGALOMANE IN PIENO DECLINO COGNITIVO? DALL’UCRAINA ALLE SPESE PER LA DIFESA DELLA NATO, DA PUTIN ALLA CINA, I CONFLITTI TRA EUROPA E STATI UNITI SONO TALMENTE ENORMI CHE IL CAMALEONTISMO DI MELONI E' DIVENTATO OGGI INSOSTENIBILE (ANCHE PERCHE' IL DAZISMO VA A SVUOTARE LE TASCHE ANCHE DEI SUOI ELETTORI) - L'INCONTRO CON TRUMP E' UN'INCOGNITA 1-2-X, DOVE PUO' SUCCEDERE TUTTO: PUO' TORNARE CON UN PUGNO DI MOSCHE IN MANO, OPPURE LEGNATA COME ZELENSKY O MAGARI  RICOPERTA DI BACI E LODI...

agostino scornajenchi stefano venier giovanbattista fazzolari snam

SNAM! SNAM! LA COMPETENZA NON SERVE - ALLA GUIDA DELLA SOCIETÀ DI CDP, CHE SI OCCUPA DI STOCCAGGIO E RIGASSIFICAZIONE DEL GAS NATURALE, SARÀ UN MANAGER CHE HA SEMPRE RICOPERTO IL RUOLO DI DIRETTORE FINANZIARIO, AGOSTINO SCORNAJENCHI – MA DAL GAS ALLA FIAMMA, SI SA, IL PASSO È BREVE: A PROMUOVERE LA NOMINA È INTERVENUTO QUELLO ZOCCOLO DURO E PURO DI FRATELLI D’ITALIA, GIÀ MSI E AN, CHE FA RIFERIMENTO A FAZZOLARI. E A NULLA È VALSO IL NO DELLA LEGA - LA MANCATA RICONFERMA DI STEFANO VENIER, NOMINATO 3 ANNI FA DAL GOVERNO DRAGHI, È ARRIVATA PROPRIO NEL GIORNO IN CUI STANDARD & POOR HA PROMOSSO IL RATING DELLA SNAM…

veneto luca zaia matteo salvini giorgia meloni elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – SCAZZO DOPO SCAZZO, IL BIG BANG PER IL CENTRODESTRA SARÀ IN AUTUNNO, CON LE REGIONALI IN VENETO, CAMPANIA, TOSCANA, PUGLIA E MARCHE – SE ZAIA E LA SUA LIGA VENETA SI PRESENTASSERO DA SOLI, SPACCHETTEREBBERO IL VOTO DI DESTRA RENDENDO LA REGIONE CONTENDIBILE: BASTEREBBE SOLO CHE PD E M5S SMETTESSERO DI FARE GLI EGO-STRONZI E CONVERGESSERO SU UN CANDIDATO “CIVICO” (COME DAMIANO TOMMASI A VERONA NEL 2022) – LA PROPOSTA DI MELONI AL "TRUCE" MATTEO: FDI È DISPOSTA A LASCIARE IL VENETO ALLA LEGA, MA A QUEL PUNTO LA REGIONE LOMBARDIA TOCCA A NOI (A FORZA ITALIA, IL SINDACO DI MILANO) - SE SALVINI SI IMPUNTA? S'ATTACCA! E FRATELLI D'ITALIA SI PRENDE TUTTO (MA LE CONSEGUENZE SULLA MAGGIORANZA POTREBBERO ESSERE FATALI PER IL PRIMO GOVERNO MELONI…)

donald trump dazi tadazi

DAGOREPORT – LO STOP DI TRE MESI AI DAZI NON SALVERA' IL CULONE DI TRUMP: PER I MERCATI FINANZIARI L’INSTABILITÀ ECONOMICA È PEGGIO DELLA PESTE, E DONALD HA ORMAI ADDOSSO IL MARCHIO DELL’AGENTE DEL CAOS – I FONDI ISTITUZIONALI EUROPEI ABBANDONANO GLI INVESTIMENTI IN SOCIETA' AMERICANE, IL DOLLARO SCENDE, IL RENDIMENTO DEI BOND USA SI IMPENNA, LE AZIENDE CHE PRODUCONO TRA CINA E VIETNAM RISCHIANO DI SALTARE (TRUMP HA SALVATO APPLE MA NON NIKE) - PER QUESTO IL CALIGOLA COL CIUFFO HA RINCULATO SUI DAZI (CINA ESCLUSA) - MA LO STOP DI TRE MESI NON È SERVITO A TRANQUILLIZZARE I POTERI FORTI GLOBALI, CON IL DRAGONE DI XI JINPING CHE RISPONDE DURO ALLE TARIFFE USA A COLPI DI "DUMPING": ABBASSANDO IL COSTO DEI PRODOTTI CHE NON ESPORTA PIU' IN USA (COMPRESO L'EXPORT DELLE RISORSE DELLE TERRE RARE, STRATEGICO PER LE MULTINAZIONALI HI-TECH) – SONDAGGI IN PICCHIATA PER TRUMP: IL 60% DEGLI AMERICANI POSSIEDE AZIONI TRAMITE I FONDI PENSIONE...

gianfranco zinzilli silvia calandrelli giampaolo rossi rai

FLASH - GRANDE INCAZZATURA NEL CENTRODESTRA, IN PARTICOLARE TRA I FRATELLINI D’ITALIA: TRA OGGI E DOMANI IN RAI DEVONO DECIDERE IL PRESIDENTE DI RAI PUBBLICITÀ E L’AD ROSSI VUOLE NOMINARE SILVIA CALANDRELLI, IN QUOTA PD, COME PRESIDENTE  DELLA CASSAFORTE PUBBLICITARIA DELLA RAI (IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO LE AVEVA PROPOSTO LA DIREZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ, MA LEI HA RIFIUTATO) - LA LEGA VORREBBE PIAZZARE GIANFRANCO ZINZILLI, ATTUALMENTE VICE DIRETTORE VICARIO DELLA DIREZIONE OFFERTA ESTERO RAI ITALIA...