massimo dalema roberto speranza mario draghi

OLTRE OGNI SPERANZA – BELPIETRO GODE DOPO CHE DRAGHI HA DI FATTO COMMISSARIATO IL MINISTRO DELLA SALUTE: “FINALMENTE. È DAI TEMPI DELLA PRIMA ONDATA DI CORONAVIRUS CHE RAPPRESENTIAMO LA SUA INADEGUATEZZA” – “DRAGHI HA SMONTATO PEZZO DOPO PEZZO IL SISTEMA DI POTERE DALEMIANO, MA LO SMANTELLAMENTO RICHIEDE ALTRI INTERVENTI. IERI HA DATO UN' ULTERIORE BOTTA AGLI ULTIMI RIMASUGLI ROSSOANTICHI. CERTO, NON È ARRIVATO AL PUNTO DI RIMUOVERE SPERANZA, MA PERLOMENO HA DECISO DI RENDERLO INOFFENSIVO”

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO

1 - “INDUBBIAMENTE C’È STATA UNA CERTA CONFUSIONE NEGLI ULTIMI GIORNI” – DURANTE LA CONFERENZA STAMPA BLITZ DI IERI MARIO DRAGHI HA DI FATTO COMMISSARIATO ROBERTO SPERANZA E HA RIDIMENSIONATO IL CTS,

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ldquo-indubbiamente-rsquo-stata-certa-confusione-273952.htm

 

2 - SUPER MARIO HA COMMISSARIATO IL MINISTRO

Maurizio Belpietro per “La Verità”

 

maurizio belpietro sulla terrazza dell atlante star hotel (1)

Mario Draghi ha commissariato Roberto Speranza. Finalmente. È dai tempi della prima ondata di coronavirus che rappresentiamo l' inadeguatezza del ministro della Salute. E non più tardi di qualche giorno fa abbiamo aggiunto l' ultimo elemento a favore di una sua rimozione, ovvero il pasticcio attorno al vaccino Astrazeneca.

 

DRAGHI ARCURI SPERANZA

Se le persone non fanno più la fila per ottenere la dose che le renda immuni al Covid-19 è perché il segretario di Articolo 1, micropartitino della galassia di sinistra, è riuscito a confondere le idee degli italiani, sospendendo prima le vaccinazioni con il farmaco messo a punto dalla multinazionale anglo-svedese e poi imponendo il cocktail vaccinale per tutti.

 

roberto speranza domenico arcuri

Questo, senza che si fossero pronunciati sia l' Ema, ossia l' Agenzia europea del farmaco, sia l' Aifa, ovvero l' authority italiana. In pratica Speranza ha parlato in anticipo sugli scienziati e le persone competenti, alimentando dubbi e preoccupazione tra le persone già sottoposte alla prima dose di Astrazeneca e diffidenza tra quelle che avrebbero dovuto invece essere inoculate e non sapevano con quale farmaco lo sarebbero state. Il ministro della Salute, colui che dovrebbe tutelare l' incolumità degli italiani, ha dunque lasciato milioni di italiani nel limbo dell' incertezza.

 

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

Circa un milione di persone che dopo la prima iniezione sarebbero state trasformate in potenziali cavie, perché, nonostante quanto scrivono in tanti e ancor più sostengono in televisione, non esistono studi approfonditi sull' efficacia e sui possibili effetti collaterali del mix di vaccini.

 

Insomma, nessuno sa se cominciare con Astrazeneca e finire con Pfizer o Moderna funzioni e non abbia reazioni avverse. E se il presidente del Consiglio ha dichiarato di essere pronto a sottoporsi alla vaccinazione eterologa, cioè al famoso cocktail vaccinale, è evidente che lo ha fatto solo per non smentire totalmente il ministro che gli stava a fianco, il quale, fino a ieri, avrebbe voluto imporre per legge il mix di dosi. Secondo lui non c' erano alternative. E tutto ciò nonostante giovedì l' Ema, cioè i soli che a termini di legislazione europea hanno titolo per parlare, avesse spiegato con chiarezza che «esistono pochi dati sulla sicurezza» del miscuglio di farmaci.

 

roberto speranza massimo dalema

Per fortuna, tornato dalla Spagna, Draghi ha ripreso in mano il timone, decidendo la direzione dal prendere. Con una sottile perfidia, il premier ha voluto al suo fianco proprio Speranza, ma il tono della conferenza stampa, indetta in fretta e furia e condotta con inusitata determinazione, non ha lasciato spazio a dubbi. Il capo del governo comincia a non poterne più della gestione di Speranza e compagni su un fronte delicato come quello della campagna vaccinale.

 

DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Il ministro della Salute è certo una pedina importante dello scenario politico, in quanto è l' anello di congiunzione tra Leu, ovvero l' estrema sinistra, i 5 stelle e il Pd. Dietro di lui c' è Massimo D' Alema, ovvero l' uomo che quando Giuseppe Conte era a Palazzo Chigi ispirava gran parte delle scelte dell' esecutivo giallorosso.

 

Da quelle che hanno riguardato i vertici della struttura commissariale per l' emergenza (Domenico Arcuri è da sempre considerato in quota gallipolina, dal nome del feudo dell' ex segretario ds), a quelle che hanno ispirato la guida della Cassa depositi e prestiti, cioè della banca di esecutivo.

 

roberto speranza massimo dalema

Draghi, da quando è stato chiamato alla guida del governo, ha smontato pezzo dopo pezzo il sistema di potere dalemiano, licenziando su due piedi l' amministratore delegato dell' Ilva e dopo poco quello di Cdp. L' opera di disinfestazione non è tuttavia conclusa, perché lo smantellamento richiede altri interventi. Ieri, con l' assunzione di responsabilità in prima persona, Draghi ha dato un' ulteriore botta agli ultimi rimasugli rossoantichi (ogni riferimento alla produzione vinicola di D' Alema e al lungo periodo in cui l' Italia è costretta a fare i conti con lui è ovviamente voluto).

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

 

Certo, non è arrivato al punto di rimuovere Speranza, perché una mossa del genere sarebbe complicata, in quanto il premier non ha il potere di un sindaco di togliere le deleghe ai suoi collaboratori e la mossa rischierebbe di destabilizzare la maggioranza, ma perlomeno ha deciso di renderlo inoffensivo. Nello stile dell' ex presidente della Bce, con poche parole ha chiarito la situazione.

 

La vaccinazione va avanti e chi vuole potrà vaccinarsi con Astrazeneca. Se altri vorranno cambiare lo potranno fare. Parole nette e risolutive, che noi da subito avevamo sollecitato e suggerito, sostenendo che fosse il solo modo per restituire fiducia a chi si deve sottoporre alla vaccinazione.

 

ROBERTO SPERANZA FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO

Pur apprezzando le parole di Draghi, ci permettiamo però di correggerlo. Ha detto: «C' è stata un po' di confusione». No, c' è un ministro della Salute confuso. Punto. Ci auguriamo che sia messo in condizioni di non nuocere più.

 

 

3 - LA RABBIA DEL PREMIER MARIO A MUSO DURO CONTRO SPERANZA E CTS «BASTA CAOS SUI SIERI»

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

vaccino astrazeneca

È un Mario Draghi irrituale. E che, per la prima volta da quando è a Palazzo Chigi, non si preoccupa troppo della forma. La conferenza stampa serale al suo ritorno dalla visita di Stato a Barcellona viene infatti convocata in fretta e furia. Dura poco meno di dieci minuti e - nonostante i modi siano come sempre educati e cortesi - non manca qualche spigolo e una certa ruvidità in alcune risposte.

 

PEDRO SANCHEZ MARIO DRAGHI

Una novità per l' ex numero uno della Bce. Che, d' altra parte, si sarebbe volentieri risparmiato d' incontrare i giornalisti dopo una giornata intera passata in Spagna, dove è stato premiato con due riconoscimenti, ha tenuto due interventi pubblici ed ha avuto un bilaterale con il primo ministro Pedro Sanchez. Ma la confusione che si è andata creando in questi ultimi giorni sul piano vaccinale ha superato il limite di guardia. E dopo virologi e scienziati che si sono mossi in ordine sparso e il Cts che non ha saputo prendere le redini della questione, come pure il ministero della Sanità guidato da Roberto Speranza, ieri ci si sono messi anche Gianni Rezza e Silvio Brusaferro.

 

roberto speranza al senato durante il voto sulla mozione di sfiducia

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Sanità e il presidente dell' Iss hanno infatti tenuto una conferenza stampa nella quale più che fare chiarezza hanno contribuito ad alimentare dubbi. Soprattutto sui temi chiave della campagna vaccinale, a partire dall' immunizzazione eterologa. Insomma, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Così, in volo da Barcellona verso Roma, Draghi ha deciso di metterci la faccia. C

 

on una conferenza stampa urgente in compagnia del ministro Speranza e del commissario per l' emergenza Francesco Figliuolo. Il premier è netto. La vaccinazione «eterologa», dice, «funziona». «Io stesso - aggiunge - martedì sono prenotato per fare l' eterologa». La prima dose di AstraZeneca, spiega Draghi, ha prodotto «anticorpi bassi e allora mi si consiglia di fare l' eterologa, che funziona per me e anche per chi ha meno di 60 anni».

Comunque, ci tiene a precisare, chi ha ricevuto la prima dose di Az «è libero» di fare la seconda con lo stesso farmaco «purché abbia il parere di un medico e un consenso informato bene».

 

ROBERTO SPERANZA E MARIO DRAGHI

L' importante, è il punto su cui batte il presidente del Consiglio, è che «vaccinarsi è fondamentale». Insomma, «la cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola».

 

Il resto sono dettagli. Draghi, dunque, decide di metterci la faccia e provare a smuovere l' impasse in cui pare essersi arenata la campagna vaccinale ormai da qualche giorno. Il mix, è il messaggio, non è un problema né un rischio. Così come fare una seconda dose di AstraZeneca pur essendo over 60.

D' altra parte, l' Inghilterra insegna che la variante Delta è pericolosa e prende piede velocemente proprio nei Paesi che hanno favorito la somministrazione della prima dose lasciando indietro i richiami.

 

PEDRO SANCHEZ MARIO DRAGHI

Ecco perché il premier vuole evitare passi falsi. Sullo stop alle mascherine, invece, Draghi spiega che «non ci sono date» per eliminare l' obbligo, ma che già oggi chiederà al Cts «un parere perché dica se si può togliere o no». Sull' eventuale proroga dello Stato di emergenza, invece, la risposta è netta e - tra le righe - rivolta con un pizzico di polemica pure alle aperture dei giorni scorsi arrivate da Speranza. Come ha scritto Sabino Cassese, dice il premier, «non si può decidere lo stato di emergenza con un mese e mezzo di anticipo». Quindi «lo decideremo quando saremo vicini alla data di scadenza».

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