greta thunberg anna frank beppe sala

PILLOLE DI POLITICAMENTE MOLTO SCORRETTO – BEPPE SALA: “PENSO CHE ANNA FRANK SIA STATA UN’ANTICIPATRICE DELLA PRESENZA FEMMINILE IN COSÌ GIOVANE ETÀ. VIENE NATURALE PENSARE A GRETA THUNBERG” - G. SALLUSTI: “NO, NON VIENE NATURALE, DI FRONTE ALLA TRAGEDIA PER SEMPRE IRRISCATTABILE DI ANNA FRANK, A MENO DI ESSERE TALMENTE INTOSSICATI DAL TALEBANESIMO ECOLOGISTA DA PARAGONARE I SEI MILIONI DI MORTI DELLA SHOAH AL MEZZO GRADO CELSIUS IN PIÙ”

GIOVANNI SALLUSTI

Giovanni Sallusti* per Dagospia

*autore del libro ''Politicamente Corretto - la dittatura democratica'' - Giubilei Regnani editore

 

Caro Dago,

il Politicamente Corretto è anche, se non soprattutto, la perdita di qualsiasi minima gerarchia di senso, la rimozione della storia, per sostituirla con lo sciocchezzaio della cronaca riadattata alle esigenze di questa post-ideologia ubriaca.

 

È il meccanismo, per intenderci, che rende possibile assaltare in nome dell’“antirazzismo” le statue di Abramo Lincoln, il presidente che per abolire la schiavitù dei neri imbarcò gli Stati Uniti in una devastante guerra civile, o di Winston Churchill, l’uomo grazie a cui l’Europa non si è trasformata in un protettorato del Terzo Reich.

 

POLITICAMENTE CORRETTO GIOVANNI SALLUSTI

Per stringere l’inquadratura fino alle minuzie di casa nostra, periferia dell’impero politically correct, è lo stesso cortocircuito logico che spiega il seguente, grottesco se non fosse osceno, parallelismo imbastito dal sindaco di Milano Beppe Sala.

 

“Penso che Anna Frank sia stata un’anticipatrice della presenza femminile in così giovane età. Viene naturale pensare a Greta Thunberg, perché sono due storie di coraggio enorme in cui si parte dalla cosa più semplice che c’è e si arriva a un risultato simile”.

 

 

Sì, lo so, è più straniante di una pièce di Ionesco, il festival dell’assurdo spacciato per riflessione meditata, consegnata ai microfoni di Rai Documentari durante le riprese al Piccolo Teatro dell’anteprima del docufilm “#AnneFrank. Vite parallele”, in onda domani su RaiUno come accompagnamento verso la Giornata della Memoria del 27.

BEPPE SALA

 

Proviamo a scomporre il delirio, ehm la frase, nei suoi elementi basici. Anna Frank è stata un’anticipatrice del protagonismo femminile in “giovane età”, quasi la pioniera delle moderne influencer.

 

No, Anna Frank è stata una povera e coraggiosissima ragazzina scaraventata all’inferno, quello vero sulla terra, non quello ipotetico nei cieli, che ha trovato nella scrittura di un Diario immortale il suo modo di relazionarsi con l’inferno.

 

anna frank

 

 

Ne avrebbe fatto volentieri a meno, probabilmente l’anonimato di una vita indefinita, tutta ancora da scrivere, libera, era proprio ciò che le mancava tra le baracche immonde di Bergen-Belsen, dove non era mai anonima, al contrario per i suoi aguzzini era ogni secondo una sporca ebrea.

 

 

Greta Thunberg

No, non “viene naturale pensare a Greta Thunberg”, di fronte alla tragedia per sempre irriscattabile di Anna Frank, a meno di essere talmente intossicati dal talebanesimo ecologista da paragonare i sei milioni di morti della Shoah al mezzo grado Celsius in più.

 

E no, ovviamente non c’è nessun “risultato simile”, è offensivo solo scriverlo, ci sono una sedicenne morta di tifo nel lager e una sedicenne che per un anno ha bigiato la scuola scorrazzando per il mondo sullo yacht di Pierre Casiraghi, maledizione.

GRETA THUNBERG CON BOTTIGLIA DI PLASTICA NELLO YACHT DI PIERRE CASIRAGHI

 

Niente da fare, Sala è affezionato all’analogia, sente di aver partorito una genialata perfetta per lo spirito arcobaleno del tempo, e insiste: “Anna ha scritto un diario che poi è diventato uno strumento di educazione e di memoria per tantissime persone. Greta ha cominciato mettendosi lì con un cartello ed è diventata un simbolo di un movimento.

 

 

Quando una donna, pure in giovane età, decide di intraprendere un’impresa apparentemente disperata spesso ha più coraggio e quindi, anche da questo punto di vista, è un messaggio di grande contemporaneità”.

 

greta thunberg by osho

L’impresa di Anna Frank non è “apparentemente” disperata, Dio mio, si ascolti quando (stra)parla, è purissima e abissale disperazione novecentesca, il crinale totalitario e genocida dell’umano.

 

L’“impresa” di Greta Thunberg è saltabeccare da una conferenza all’Onu a un intervento al Parlamento Europeo, tra le foto per la prima pagina di Time e un documentario su Netflix, applauditissima, riveritissima, temutissima dal mainstream.

 

Questa è la sua “contemporaneità”, la fiera della vanità radicalchiccosa.

 

greta thunberg sulla barca di pierre casiraghi 1

La “contemporaneità” di Anna Frank è la testimonianza insopprimibile e l’ammonimento perenne sull’orrore che l’uomo può sempre vomitare da un momento all’altro, l’ideologia applicata come pratica di sterminio. Cosa c’entrino l’una con l’altra, è mistero ancora più insondabile della città più avanzata del Paese in mano a Beppe Sala.

anna frank

boris herrmann e thomas ruyantGRETA THUNBERG SULLA BARCA DI PIERRE CASIRAGHI

anna frank

anna frankrichard b. fisher center, annandale on hudsonDIARIO DI ANNA FRANK jpeganna frank e sua sorella margotle battute sporche del diario di anna frank 4ANNA FRANK jpeganna frank pesaroANNA FRANKanna frankanna frank

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