BRUSH HOUR! LEGGI OGGI LE NOTIZIE DI DOMANI – NON TI VEDO MA TRATTIAMO – TRA RENZIE E GRILLO SALTA IL VERTICE, MA NON IL CONFRONTO – IL PARTITO TRASVERSALE DEI DISSIDENTI ALL’ITALICUM CRESCE

Francesco Bonazzi per Dagospia

RENZI E GRILLO a bbed a aee b ae aad RENZI E GRILLO a bbed a aee b ae aad

 

Ci si sfancula, ma poi si tratta, sulle riforme costituzionali. Oggi è saltato il vertice tra Pd e Movimento Cinque Stelle, con corredo di insulti e sfide verbali, ma il dialogo non è affatto chiuso. E intanto Renzie deve fare i conti con un numero crescente di senatori dissidenti, con assi fino a ieri improbabili che in queste ore si stanno saldando per affossare il Patto del Nazareno.

 

Il più nervoso di tutti, da giorni, sembra essere Beppe Grillo. Dopo mesi di sovrano disinteresse per quello che considera il patto di un “ebetino” con “un pregiudicato”, da una settimana cerca di tornare in gioco per evitare l’isolamento al quale Pd, Forza Italia, Ncd e Lega Nord tentano di condannarlo.

Beppe Grillo al termine dellincontro con Matteo Renzi b f b fc f ac b e c ac Beppe Grillo al termine dellincontro con Matteo Renzi b f b fc f ac b e c ac

 

Oggi alle 15 era in programma un incontro tra il partito del premier e quello del comico genovese, ma Renzie lo ha fatto saltare, anche se non si era esposto in prima persona. Furiosa la prima reazione di Grillomao, che parla subito di “dittatura di sbruffoni” e sancisce che “d’ora in poi parleremo solo con Renzi”. Il primo ministro reagisce via Twitter e lo provoca: “Io sono un ebetino, dice Beppe, ma voi avete capito quali sono gli 8 punti su cui M5S è pronto a votare con noi?”. Segue scambio di carinerie tra i colonnelli, ma alla fine si apre la trattativa. Il Pd chiede un documento scritto e in serata potrebbe riceverlo.

 

grillo grillo

Renzie ha anche deciso di non incontrare, questa sera, i senatori del suo partito, alla vigilia del voto di mercoledì in Aula. Il rischio è che volino parole grosse, perché i 18 dissidenti guidati da Mineo, Chiti, Casson e Mucchetti non sembrano voler fare marcia indietro sul Senato elettivo e sulla riduzione drastica anche degli onorevoli. In questo, sono appoggiati anche da 29-35 senatori di Forza Italia, guidati da Augusto Minzolini e dai pugliesi di Raffaele Fitto. E si aprono crepe anche tra gli alfanoidi, con Formigoni e Azzolini pronti a bocciare il testo voluto da Renzie e Berlusca.

 

grillo RENZIgrillo RENZI

A questo punto, è a rischio la maggioranza dei due terzi che serve per approvare la riforma e la faccenda si complica con le divisioni sulla legge elettorale. Sull’Italicum oggi è intervenuto anche Alfano, chiedendo che siano cambiate le soglie, in particolare quella per il premio di maggioranza. Ma il tema-chiave resta quello delle preferenze, sulle quali si rischia la stessa frattura del Senato.

 

Ad Arcore, intanto, hanno altro a cui pensare. Dopo le parole al miele di Berlusconi junior su Renzie, domani dovrebbe arrivare la sentenza su Mediatrade (imputati Pier Silvio e Confalonieri) e oggi è stata annunciata una vitale alleanza con Telefonica per la boccheggiante Mediaset Premium. Forza Italia e i suoi mal di pancia possono aspettare, per ora.

 

GRILLO E RENZI GRILLO E RENZI

Intanto il povero Padoan è solo al fronte. A poche ore dall'inizio dell'Eurogruppo, dove il ministro dell'Economia deve illustrare le linee guida del semestre europeo, la Germania fa ancora la voce grossa. "Vogliamo fare di più per avere più investimenti e crescita – pretende il ministro dell'Economia Wolfgang Schaeuble - ma non deve essere una scappatoia o un pretesto per non fare quello che ci serve". Un avvertimento per Roma abbastanza diretto.

Wolfgang SchaubleWolfgang Schauble

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