svezia - opuscoli informativi in caso di guerra

ADDAVENÌ PUTIN! - BUNKER, COPERTE E FIAMMIFERI: LA SVEZIA SI PREPARA ALLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA - IL GOVERNO E’ PREOCCUPATO PER LE CONTINUE PROVOCAZIONI MILITARI DI MOSCA - A 4,7 MILIONI DI FAMIGLIE E’ STATO FORNITO UN OPUSCOLO SU COME SOPRAVVIVERE AL CONFLITTO E NEL 2017 SI È TENUTA LA PIÙ GRANDE ESERCITAZIONE MILITARE DEGLI ULTIMI 23 ANNI

Monica Perosino per “la Stampa”

 

SVEZIA - OPUSCOLI INFORMATIVI IN CASO DI GUERRA

La Svezia invierà a 4,7 milioni di famiglie un opuscolo di istruzioni in caso di guerra, catastrofe nucleare o conflitto armato. Erano quasi 60 anni che non succedeva. Da quell'ultima edizione del 1961 di «Om kriget kommer», se arriva la guerra, considerata ormai inutile dagli svedesi e percepita come un «catalogo per l'Armageddon» che non aveva più senso in tempo di pace.

 

Nel 1991 cessò anche la diffusione delle versioni pubblicate per uso interno dal governo. «Om kriget kommer» era il simbolo della Guerra Fredda, e se il muro era caduto allora anche la guida poteva finire nel cestino. Ma ora qualcosa è cambiato.

 

SVEZIA - OPUSCOLI INFORMATIVI IN CASO DI GUERRA

Le preoccupazioni del governo socialdemocratico dopo l'escalation di provocazioni militari russe ai suoi confini, le ingerenze di Mosca nelle elezioni Usa e il dibattito sull' adesione o meno alla Nato, con cui per ora la Svezia ha solo un accordo di collaborazione, hanno spinto la Swedish Civil Contingencies Agency (Msb), l'agenzia statale per le emergenze civili, a spiegare agli svedesi come partecipare alla «difesa totale» del Paese in caso di guerra, nonché suggerimenti alla popolazione su come assicurarsi beni di prima necessità (cibo, acqua e riscaldamento); gli altri temi trattati sono come reagire ad attentati terroristici, a cyber-attacchi o a una crisi provocata dai cambiamenti climatici.

 

SVEZIA - OPUSCOLI INFORMATIVI IN CASO DI GUERRA

«Tutta la società deve essere preparata alla guerra, non solo i militari - ha spiegato Christina Andersson dell'Msb all' Aftonbladet. Dalla fine della Guerra Fredda Stoccolma ha intrapreso un processo di demilitarizzazione del Paese, con tagli alle spese militari e alla Difesa e il progressivo smantellamento delle basi e dei presidi dell'esercito sul territorio nazionale.

 

La tendenza ha subito un'inversione dal 2014, con l'annessione russa della Crimea: le spese militari sono tornate ad aumentare, è stata reintrodotta la leva e sono state piazzate truppe permanenti sull'isola di Gotland nel Mar Baltico. Negli ultimi 8 mesi è partito un censimento dei bunker presenti nel Paese e sul loro stato di conservazione.

 

SVEZIA - OPUSCOLI INFORMATIVI IN CASO DI GUERRA

Non solo: l'anno scorso si è tenuta la più grande esercitazione militare degli ultimi 23 anni. E ora l'opuscolo, dal titolo provvisorio - ed evocativo - «Se arriva la guerra», che raggiungerà le case degli svedesi a partire da giugno. «Quel che era impensabile cinque anni fa non è più impensabile - spiega Martin Kragh, Istituto svedese per gli affari internazionali - anche se è ancora improbabile».

 

La brochure si concentra in particolare su tre temi: i rifornimenti di cibo ed energia in caso di uno o più attacchi ai porti centrali o altre infrastrutture critiche, le azioni in caso di ferite, traumi, trasporto di malati o le azioni da mettere in atto in caso di lesioni di massa, il coordinamento di funzioni socialmente importanti in caso guerra o attacchi chimici.

 

SVEZIA - OPUSCOLI INFORMATIVI IN CASO DI GUERRA

Tra tutte spicca l'attenzione riservata ai cyber attacchi, alla disinformazione e alla manipolazione di massa, una chiara allusione al timore di inferenze «terze», accresciuto dalle elezioni del prossimo settembre. Il premier Löfven ha annunciato la creazione di una nuova autorità incentrata sulla «difesa psicologica» per contrastare la disinformazione: «Una versione moderna della difesa totale deve essere in grado di proteggere il Paese da tentativi esterni di influenzare la società democratica».

Ultimi Dagoreport

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA ALL’ASSEMBLEA GENERALI HA DECISO IL VOTO DI UNICREDIT A FAVORE DELLA LISTA CALTAGIRONE? LE MANGANELLATE ROMANE RICEVUTE PER L’OPS SU BPM, L’HANNO PIEGATO AL POTERE DEI PALAZZI ROMANI? NOOO, PIU' PROBABILE CHE SIA ANDATA COSÌ: UNA VOLTA CHE ERA SICURA ANCHE SENZA UNICREDIT, LA VITTORIA DELLA LISTA MEDIOBANCA, ORCEL HA PENSATO BENE CHE ERA DA IDIOTA SPRECARE IL SUO “PACCHETTO”: MEJO GIRARLO ALLA LISTA DI CALTARICCONE E OTTENERE IN CAMBIO UN PROFICUO BONUS PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI - UNA VOLTA ESPUGNATA MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI, GIUNTI A TRIESTE L’82ENNE IMPRENDITORE COL SUO "COMPARE" MILLERI AL GUINZAGLIO, DOVE ANDRANNO SENZA UN PARTNER FINANZIARIO-BANCARIO, BEN STIMATO DAI FONDI INTERNAZIONALI? SU, AL DI FUORI DEL RACCORDO ANULARE, CHI LO CONOSCE ‘STO CALTAGIRONE? – UN VASTO PROGRAMMA QUELLO DI ORCEL CHE DOMANI DOVRA' FARE I CONTI CON I PIANI DELLA PRIMA BANCA D'ITALIA, INTESA-SANPAOLO…

donald trump ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - UN FACCIA A FACCIA INFORMALE TRA URSULA VON DER LEYEN E DONALD TRUMP, AI FUNERALI DI PAPA FRANCESCO, AFFONDEREBBE IL SUPER SUMMIT SOGNATO DA GIORGIA MELONI - LA PREMIER IMMAGINAVA DI TRONEGGIARE COME MATRONA ROMANA, TRA MAGGIO E GIUGNO, AL TAVOLO DEI NEGOZIATI USA-UE CELEBRATA DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO. SE COSÌ NON FOSSE, IL SUO RUOLO INTERNAZIONALE DI “GRANDE TESSITRICE” FINIREBBE NEL CASSETTO, SVELANDO IL NULLA COSMICO DIETRO AL VIAGGIO ALLA CASA BIANCA DELLA SCORSA SETTIMANA (L'UNICO "RISULTATO" È STATA LA PROMESSA DI TRUMP DI UN VERTICE CON URSULA, SENZA DATA) - MACRON-MERZ-TUSK-SANCHEZ NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE LA MELONI NEL RUOLO DI MEDIATRICE, PERCHÉ NON CONSIDERANO ASSOLUTAMENTE EQUIDISTANTE "LA FANTASTICA LEADER CHE HA ASSALTATO L'EUROPA" (COPY TRUMP)...

pasquale striano dossier top secret

FLASH – COM’È STRANO IL CASO STRIANO: È AVVOLTO DA UNA GRANDE PAURA COLLETTIVA. C’È IL TIMORE, NEI PALAZZI E NELLE PROCURE, CHE IL TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, AL CENTRO DEL CASO DOSSIER ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (MAI SOSPESO E ANCORA IN SERVIZIO), POSSA INIZIARE A “CANTARE” – LA PAURA SERPEGGIA E SEMBRA AVER "CONGELATO" LA PROCURA DI ROMA DIRETTA DA FRANCESCO LO VOI, IL COPASIR E PERSINO LE STESSE FIAMME GIALLE. L’UNICA COSA CERTA È CHE FINCHÉ STRIANO TACE, C’È SPERANZA…

andrea orcel francesco milleri giuseppe castagna gaetano caltagirone giancarlo giorgetti matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - IL RISIKONE È IN ARRIVO: DOMANI MATTINA INIZIERÀ L’ASSALTO DI CALTA-MILLERI-GOVERNO AL FORZIERE DELLE GENERALI. MA I TRE PARTITI DI GOVERNO NON VIAGGIANO SULLO STESSO BINARIO. L’INTENTO DI SALVINI & GIORGETTI È UNO SOLO: SALVARE LA “LORO” BPM DALLE UNGHIE DI UNICREDIT. E LA VOLONTÀ DEL MEF DI MANTENERE L’11% DI MPS, È UNA SPIA DEL RAPPORTO SALDO DELLA LEGA CON IL CEO LUIGI LOVAGLIO - DIFATTI IL VIOLENTISSIMO GOLDEN POWER DEL GOVERNO SULL’OPERAZIONE DI UNICREDIT SU BPM, NON CONVENIVA CERTO AL DUO CALTA-FAZZO, BENSÌ SOLO ALLA LEGA DI GIORGETTI E SALVINI PER LEGNARE ORCEL – I DUE GRANDI VECCHI DELLA FINANZA MENEGHINA, GUZZETTI E BAZOLI, HANNO PRESO MALISSIMO L’INVASIONE DEI CALTAGIRONESI ALLA FIAMMA E HANNO SUBITO IMPARTITO UNA “MORAL SUASION” A COLUI CHE HANNO POSTO AL VERTICE DI INTESA, CARLO MESSINA: "ROMA DELENDA EST"…