carlo scognamiglio (1)

C'È PUZZA DI PROPORZIONALE E SI APRONO I SARCOFAGI DELLA PRIMA REPUBBLICA - CARLO SCOGNAMIGLIO, 75 ANNI: ''VORREI RIFONDARE IL PARTITO LIBERALE. NOI SIAMO LONTANISSIMI DA SALVINI, C'È UNO SPAZIO DEL 10% PER I RAPPRESENTANTI DELLA BORGHESIA DELLE PROFESSIONI''. MA È LO STESSO 10% CHE VORREBBE TENERE BERLUSCONI, RUBARE RENZI, AGGUANTARE CALENDA, SEDURRE +EUROPA? - RITRATTONE DEL (FU) PIÙ GIOVANE PRESIDENTE DEL SENATO

Massimiliano Scafi per ''il Giornale''

 

carlo scognamiglio

E a volte ritornano. Basta un giro di vento giusto, un errore di rotta di Salvini e la prospettiva del proporzionale perché anche uno come Carlo Scognamiglio, campione mondiale di vela nel 1974 e presidente del Senato nel 1994, dopo un quarto di secolo adesso possa rientrare in corsa. «Per noi liberali il momento per riaccendere la luce è vicino. Se cambia il sistema, per i partiti laici, rappresentanti della borghesia delle professioni, c' è uno spazio del dieci per cento. Teniamoci pronti».

 

carlo scognamiglio

Ma come, non era sparito, evaporato, deluso dalla politica? Non era tornato all' insegnamento, ai circoli esclusivi, all' Aspen, ai campi da golf, agli yacht, alle belle frequentazioni? Due anni alla guida di Palazzo Madama con i voti del centrodestra, poi nel '98 ministro della Difesa nel governo D' Alema.

 

Da allora più niente, fuori per vent' anni dai radar della politica, soltanto università e convegni accademici di alto profilo. Invece rieccolo a fine settembre in una sala congressi accanto a Montecitorio per gli Stati generali del Pli, che insieme a Stefano De Luca sta cercando di rilanciare.

Lontani dalla sinistra, lontanissimi pure da Salvini.

 

carlo scognamiglio gianni agnelli vittorio merloni

«Questa destra ha caratteristiche opposte ai nostri ideali». Resta il centro, oggi categoria astratta e domani chissà. «Il nuovo esecutivo è nato perché siamo alla vigilia di importanti nomine negli enti pubblici, non per altro. Conte è gentile, si presenta bene, però è il perfetto rappresentante di questo mondo». Ma se si torna al proporzionale, «dopo 25 anni nell' ombra noi liberali possiamo riprendere a fare politica con successo».

 

Freddo, imperturbabile, lo chiamano il ghiacciolo. «Diciamo che non ha un basso concetto di stesso», ha raccontato una volta sua moglie Cecilia. E infatti Carlo Luigi Scognamiglio Pasini, detto Carlino, nato a Varese nel 44 da una famiglia di armatori genovesi, ha due di tutto. Due nomi, due cognomi, due figli, Filippo e Thea, due mogli, Delfina Rattazzi, figlia del conte Ugo e di Susanna Agnelli, e Cecilia Pirelli, figlia di Leopoldo e prima consorte di Marco Tronchetti Provera. Professore, gli chiesero una volta, lei è molto ben imparentato. «Beh, la stessa cosa si può dire anche per le signore», la sua risposta.

carlo scognamiglio

 

Nel suo curriculum c' e un po' di tutto. Il titolo mondiale One-Ton cup nel 1976, la vittoria della Giraglia l' anno dopo. Gli studi a Londra, la cattedra alla Bocconi, la stesura con Gianni De Michelis del libro bianco sulle partecipazioni statali, la presidenza della commissione Carli, il lungo rettorato della Luiss.

 

Appassionato d' opera: conosce a memoria tutto il libretto del Rigoletto. Golfista: la scorta lo seguiva con una macchinetta elettrica. Accademico di vaglia: grande studioso di Keynes e dell' economia industriale, scopritore del Cesare Beccaria economista, teorico delle privatizzazioni.

 

Ciuffo, barba garibaldina, modi raffinati, il 16 aprile 1994, al termine di una seduta burrascosa, Scognamiglio diventò a 49 anni il più giovane presidente del Senato. Lo scrutinio finì in parità, 159 per lui, 159 per Giovanni Spadolini, e quindi toccava per anzianità all' ex presidente del Consiglio. Ma c' era un voto contestato: ScognaMIGLIO, aveva scritto un senatore spiritoso. Accertato che nell' aula nessuno aveva Scogna come nome di battesimo e che il leghista Miglio si chiamava Gianfranco, la scheda fu sbloccata e il professore proclamato presidente.

 

Durante il discorso d' investitura parlò a braccio, un solo braccio.

L' altro teneva la mano in tasca. Sfregio alle istituzioni? Supponenza? In realtà era una mossa calcolata, una strategia tranquillizzante, copiata anni dopo da Matteo Renzi. Voleva dire: non sono distante, sono uno di voi, come il pullover blu di Marchionne. All' epoca della Rivoluzione francese era il simbolo dei sanculotti: i nobili non lavoravano e non avevano bisogno di tasche. I notabili dc, da Rumor a Fanfani, non sapevano mai dove mettere le mani, o si stropicciavano le dita o, come Andreotti, giocavano con la fede.

carlo scognamiglio

 

 Poi arrivò Gianni Agnelli, con la cravatta fuori dal golfino, l' orologio sul polso della camicia e, appunto, la mano in tasca. Il suo amico Carlino a Palazzo Madama fece lo stesso. «È un dandy, non un uomo politico», lo bollò Lucio Colletti.

La sua presidenza durò due anni, quanto il primo governo di centrodestra, dal quale aveva già preso le distanze. «Abbiamo eletto un liberale così liberale da aver dimenticato da chi è stato eletto», commentò Maurizio Gasparri. Dopo un passaggio sfortunato a Democrazia europea di D' Antoni, traslocò nell' Udr di Cossiga e diventò ministro della Difesa. Un tradimento?

 

Ma no. «Prodi era caduto e si fece un governo di coalizione nazionale per la Finanziaria e il Kosovo. Un esecutivo di centro-trattino-sinistra». E quando il trattino cadde e D' Alema si spostò più a sinistra, il professore se ne andò.

 

carlo scognamiglio

Da allora più nulla. Ma adesso ci riprova con il vecchio amore, il Pli. «Oggi si dicono tutti liberali, una chiesa che ha almeno sette confessioni. Però in Italia una politica liberale e liberista non c' è mai stata. Sarebbe il momento di cominciare».

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...