renzi cacciari

CACCIARI ATTACK! - “L'UE HA DELUSO, GLI ORGANISMI INTERNAZIONALI, ONU IN TESTA, SONO INADEGUATI - LA RIFORMA BOSCHI NON MI PIACE MA DEVO VOTARLA. RENZI NON SI RITIRERÀ IN CASO DI SCONFITTA AL REFERENDUM: È UN POLITICO, HA UNA FORSENNATA VOLONTÀ DI POTERE, RESTERÀ IN CAMPO”

CACCIARICACCIARI

Pietro Senaldi per “Libero Quotidiano”

 

Professor Cacciari, i festeggiamenti per i 70 anni della Repubblica sono passati un po' in sordina… «Forse perché non ci sono molti motivi per festeggiare, e fuor di retorica, l' atmosfera pesante la respirano tutti. Comunque, anche questo 2 giugno è stata un' occasione persa: certe ricorrenze andrebbero sfruttate come occasioni per favorire l' approfondimento e la riflessione su dove stiamo andando e non per dar fiato ai tromboni della retorica nazionale, come invece avviene unicamente».

La Repubblica è così in cattivo stato?
«Tutti gli Stati occidentali godono di pessima salute. È un' ottica miope concentrarsi solo sui nostri guai nazionali. Tutte le democrazie europee sono a rischio, perché non sono più rappresentative dei bisogni, delle idee e degli stati d' animo dei popoli».

Quali sono i nemici delle democrazie occidentali: l' islam, la Russia, la Cina?
«Chi pensa questo ragiona con schemi vecchi. I nemici sono lo strapotere dell' economia e della scienza, mondi ingovernabili dalla politica e per loro natura profondamente antidemocratici. La finanza e la scienza muovono denaro e potere e hanno messo in ginocchio gli Stati Nazione a sovranità illimitata, che sono ormai dei ruderi della modernità».

La salvezza può l' Europa?
«Questa era la grande idea e la speranza di tutti noi: per governare lo strapotere di economia e scienza servono delle potenze politiche "imperiali".
Oggi però è più probabile che l' Europa fallisca piuttosto che mantenga le promesse».

Cosa impedisce all' Europa di diventare una, forte e compatta?
«Innanzi tutto l' egoismo dei singoli Stati, che non sono disposti a rinunciare alla loro sovranità nazionale e portano nel consesso europeo unicamente i loro interessi particolari. E poi l' esplosione di due fenomeni imprevedibili, la più grande e lunga crisi economica mondiale degli ultimi sessant' anni e un' ondata migratoria potentissima e incontrollabile».
 

Partiamo dall' economia…

mario draghimario draghi

«Bisogna dirsi la verità. Eravamo tutti europeisti, e noi italiani per primi, non per ragioni filosofiche, per slanci emotivi, desiderio di fratellanza o profonde visioni strategiche ma perché confidavamo che l' Europa ci facesse stare meglio, economicamente e come qualità della vita».
E invece…

CACCIARI RENZICACCIARI RENZI

«Invece una folle gestione della crisi, unicamente votata al dogma tedesco dell' austerità, ha aggravato la situazione economica e allontanato i cittadini dalle istituzioni, suscitando un diffuso sentimento di sfiducia verso l' Ue e adesso riparare al danno è impresa proibitiva. Anziché irrigidirci e ancorarci al pilastro della stabilità avremmo dovuto fare come Obama, che ha investito in opere pubbliche».

L' esplodere dei populismi è un fenomeno congiunturale di protesta o rivela un cambiamento strutturale della società europea?
«È al 90% una risposta di protesta alle inadeguatezze dell' Europa e dei partiti che la sostengono. Ma non è un fenomeno congiunturale, è strutturale, sintomo di un disagio sociale e di una delusione radicati. E non si faccia l' errore di dire che sono fenomeni di destra, così si possono criminalizzare meglio e minimizzare. La protesta viene anche da sinistra, pensiamo a Grillo, Podemos, i verdi che hanno vinto in Austria: tutti con il medesimo denominatore, essere forze anti-sistema».

Come andrà il referendum del 23 giugno sull' uscita della Gran Bretagna dalla Ue?
«L' uscita della Gran Bretagna dall' Europa darebbe il via a un processo di disgregazione difficilmente arginabile: immigrazione, difesa dei confini, mancato sviluppo economico, fragilità bancarie, divisione militare. Sono tanti i fattori di entropia in cui versa l' Europa. Solo Draghi sembra avere in testa un progetto unitario, ma è solo e sta già facendo dei miracoli».
 

CACCIARICACCIARI

E siamo arrivati all' immigrazione, il secondo grande fattore imprevedibile di disgregazione…

«Qui l' errore è cadere nella demagogia e pretendere di trovare risposte semplici a problemi complessi. Siamo di fronte a un fenomeno che interessa centinaia di milioni di persone e litighiamo sul numero di hot spot da aprire e su quanto sforare dai parametri e riempiamo di denaro uno Stato equivoco come la Turchia per bloccare l' invasione, un po' come provare a svuotare il mare con il cucchiaino».
 

L' Italia è sola ad affrontare l' invasione, abbandonata dall' Europa…

«Sì, ma anche l' Europa è abbandonata. L' immigrazione è un fenomeno mondiale e la sua esplosione evidenzia l' inadeguatezza degli organismi internazionali, Onu in testa. Ha ragione il cardinale Scola, che nei suoi "Dialoghi sulla vita buona" aveva già iniziato a ragionare sul problema: serve un piano Marshall planetario ma gli organismi politici mondiali sono fallimentari, funzionano solo quelli economici, il Fondo Monetario e il Wto, e solo in senso ultraliberista e anti-solidale».
 

L' integrazione però è difficile, specie con la comunità islamica…

«E ci credo, ma molti guai ce li siamo cercati. Trent' anni fa, ai tempi della prima migrazione islamica in Europa, c' era un altro spirito, c' era la speranza di una Ue mediterranea. Poi sono arrivate le bombe e le guerre».
 

CACCIARI  GIORDANOCACCIARI GIORDANO

Ma l' Occidente in Medio Oriente ha combattuto dei regimi sanguinari, delle teocrazie che violavano i diritti umani più essenziali…

BOSCHI RENZIBOSCHI RENZI

«In Libia ci siamo andati solo per inseguire gli interessi economici della Francia. Le Primavere arabe sono state un tentativo di modernizzazione che l' Occidente non ha saputo gestire e alla fine si sono rivelate controproducenti. In Egitto trent' anni fa non c' era una sola donna con il velo, e neppure in Siria. L' Isis è nato sulle ceneri dell' Iraq di Saddam, che era laico. Le guerre hanno rafforzato i meccanismi identitari dell' islam e hanno radicalizzato le sue componenti estremiste».

Ma ora che il danno è fatto cosa suggerisce?
«Con la comunità islamica non ci sono solo differenze religiose ma culturali. Molti islamici non hanno intenzione di integrarsi. Ma siccome le leggi della demografia sono scientifiche e dicono che nel giro di una generazione il 20% degli europei saranno islamici, credo che sia indifferibile porsi il problema dell' integrazione».

E come si fa?
«Non dobbiamo coltivare la velleità di occidentalizzarli e renderli come noi. L' obiettivo è quello della prossimità, avvicinarli il più possibile al nostro mondo culturale e al nostro sistema di vita. Certo, costa: vanno finanziati programmi culturali, corsi scolastici, iniziative comuni, ma senza investimenti non si hanno risultati».

Pensa veramente che questo possa accadere?
«Nella storia nulla è più irrazionale di ritenere che possa accadere qualcosa secondo logica e razionalità. Se i fenomeni non si governano, qualcosa comunque accade. Il mio maestro Severino sostiene che presto o tardi diventeremo tutti identici, prevarrà la globalizzazione e saremo tutti parte di un' unica marmellata planetaria. Per conto mio, credo che se si lascia tutto al caso non si sa dove si finisce e non è detto che l' epilogo sia positivo».

Guardiamo all' Italia: ha ragione chi grida al pericolo di un regime?
«Lo ritengo assurdo: i regimi ormai sono irrealizzabili, proprio perché lo Stato Nazione del Novecento che li ha favoriti non esiste più. E poi Renzi non ha la stoffa per creare un regime».
 

boschi e renziboschi e renzicacciari cacciari

Però il renzismo è molto ostinato nell' occupazione del potere…

«E quale politico non lo è? Tutti cercano di estendere al massimo il proprio potere».
La riforma Boschi sembra funzionale allo scopo…

«A mio avviso è una riforma deludente. Certo rafforza i poteri dell' esecutivo, e ce n' era bisogno, ma non è una riforma di sistema bensì solo di governo, tant' è che resta perfino il Senato, anche se con meno poteri e meno sovrapposizioni con la Camera.
 

Manca il quadro generale, e poi viene massacrata ogni autonomia. I sindaci non conteranno più nulla, e neppure le Regioni, malgrado il cosiddetto Senato delle Regioni».

Perché questa scelta?
«Perché Renzi, come Berlusconi prima di lui e come tutta la sinistra, è profondamente centralista. Guardava a Roma già quando faceva il sindaco di Firenze».
 

Il federalismo però ha fallito…

MASSIMO CACCIARI OSPITE DI SERVIZIO PUBBLICO MASSIMO CACCIARI OSPITE DI SERVIZIO PUBBLICO

«Non ha fallito, non è mai stato tentato. Neppure la Lega è mai stata federalista; è stata piuttosto secessionista, ma in un tempo breve e lontano».

E allora se la riforma non le piace, perché ha annunciato che al referendum voterà «sì»?
«E cosa dovrei fare? Non penserà mica che Renzi si ritirerà davvero se perderà il referendum? È un politico, ha una forsennata volontà di potere, resterà in campo».

E quindi cosa farà?
«Andrà da Mattarella, otterrà lo scioglimento delle Camere, imposterà una durissima campagna elettorale contro chi si oppone al cambiamento e otterrà il 60% dei voti.

RENZI BOSCHIRENZI BOSCHI

Con i quali governerà molto a lungo».

E la sinistra si spaccherà?
«Più spaccata di così…».

 

Quindi non sta dicendo la verità?
«Quella del referendum per Renzi è un' opzione "win to win": non può perdere. Se l' è studiata a lungo, la personalizzazione così marcata forse è stata uno sbaglio di cui si è pentito, perché in caso di sconfitta al referendum il suo percorso diventa tortuoso e non privo di insidie e possibili incidenti ma non si rivelerà un errore decisivo».
 

CACCIARI SMORFIE CACCIARI SMORFIE

Il feeling del premier con gli italiani però si è un po' appannato…

«Per forza. Non sono più i tempi di Andreotti del potere che logora chi non ce l' ha. Ai tempi c' era la Dc, che era un potere unico ma intercambiabile, e per questo duraturo. La Prima Repubblica democristiana era un capolavoro politico.

 

Oggi, con la personalizzazione del potere, il leader è destinato a stancare, è successo anche a Berlusconi. La democrazia non funziona senza partiti ma i leader non tengono più conto di questo e finiscono per rimanere vittime della loro bramosia di potere. È una legge della fisica».

Come una legge della fisica?
«Certo. Il potere tende a cercare un equilibrio statico che lo stabilizzi e gli permetta di accentrarsi. Ma in realtà il potere è forte e duraturo solo e è diffuso, è l' elasticità a garantire resistenza.
 

Purtroppo però per il modello di potere diffuso servono delle élite consapevoli e desiderose di guidare il popolo.
 

CACCIARI SMORFIE CACCIARI SMORFIE

Ma oggi non ci sono più, ora la classe dirigente tende a identificarsi con il popolo e il risultato è il disastro a cui assistiamo. Nessuno dei miei migliori studenti è attratto dalla politica mentre nell' Assemblea Costituente, in un' Italia quasi analfabeta, c' erano più laureati di quanti non ce ne siano oggi in Parlamento. Non si può pensare di non pagare il prezzo di tutto questo».

 

CACCIARI DITO MEDIO CACCIARI DITO MEDIO CACCIARI BOSCHI RENZICACCIARI BOSCHI RENZI

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO