gilbert heathcote

LA CANCEL CULTURE RANDELLA ANCHE I BANCHIERI SCHIAVISTI - PURE LA BANCA D'INGHILTERRA NON È RIUSCITA A SOTTRARSI ALLE ONDATE DI REVISIONISMO DEL POLITICAMENTE CORRETTO: RIMOSSA LA STATUA DI GILBERT HEATHCOTE, UNO DEI FONDATORI DELL'ISTITUTO, COSÌ COME I DIPINTI DI ALTRI DIRETTORI E GOVERNATORI "MACCHIATI" DALLA TRATTA DI ESSERI UMANI TRA IL 1700 E IL 1800...

Caterina Belloni per “La Verità

 

ritratti rimossi dalla bank of england

Anche la Banca d'Inghilterra cede alla sirena della «cancel culture», la nuova tendenza che rimuove immagini ed effigi di personaggi storici che hanno avuto a che fare con lo schiavismo o il colonialismo, per evitare di sembrare connivente con le idee che hanno caratterizzato questi periodi storici.

 

Nelle scorse settimane sono state spostate da luoghi dove erano visibili al pubblico dieci opere d'arte, che ritraevano storici governatori o direttori della Bank of England, coinvolti in qualche modo con la tratta degli schiavi.

bank of england

 

Si tratta di otto dipinti ad olio e di due busti, sulla cui sorte si è cominciato a discutere lo scorso anno, quando la cultura del boicottaggio di individui connessi a gesti razzisti si è diffusa a macchia d'olio, a seguito del movimento Black Lives Matter.

 

Uno dei personaggi «cancellati» è Gilbert Heathcote, tra i fondatori della Banca d'Inghilterra, che è stato collegato direttamente allo schiavismo, sulla base delle informazioni raccolte dal progetto «Eredità dello schiavismo» condotto dall'University College di Londra.

 

statua in memoria di gilbert heathcote

Secondo questa fonte, considerata da molti tra le più autorevole in materia, Heathcote fu un mercante impegnato sul fronte delle colonie, con connessioni con l'iniziale tratta dalla Giamaica, benché non abbia mai posseduto direttamente terre o schiavi.

 

Lo stesso database è stato utilizzato, in realtà, per verificare la posizione anche di altri personaggi ritratti nei dipinti esposti negli uffici della Banca d'Inghilterra. Sulla base dei riscontri è stato fatto scomparire, ad esempio, il ritratto di Robert Clayton, direttore dell'istituzione tra il 1702 e il 1717, perché fu uno dei dirigenti della Royal African Company, che trasportò circa 150.000 schiavi in America.

 

Per ragioni simili sono stati poi riportati in magazzino, ad esempio, i dipinti di James Bateman, governatore tra il 1705 e il 1707; Robert Bristow, direttore tra il 1713 e il 1720; William Dawsonne, suo predecessore; John Pearse, governatore tra il 1810 e il 1812 e William Manning, che rivestì un incarico analogo tra il 1812 e il 1814.

 

bank of england 1

La decisione della Banca d'Inghilterra ha mandato su tutte le furie i responsabili del movimento «Save Our Statues», letteralmente «Salvate le nostre statue», nato dopo le gesta eclatanti dei sostenitori del Black Lives Matter, che la scorsa estate abbatterono la statua di Edward Colston a Bristol e minacciarono persino il simulacro di Winston Churchill a Londra e il bronzo raffigurante Baden Powell, il fondatore degli Scout, collocato sul molo di Poole, nel Dorset.

 

i dipinti rimossi dalla bank of england

Secondo il movimento, la Bank of England dovrebbe occuparsi di altre questioni e non perdere tempo a discutere del passato per compiacere coloro che «vogliono ripensare la storia guardandola attraverso la sola lente della schiavitù».

 

A loro parere queste decisioni non sono altro che una «purga delle collezioni artistiche» di istituzioni e musei, che si sta diffondendo a tutti i livelli e che ha coinvolto nei mesi scorsi persino la British Library.

 

gilbert heathcote

Nei giorni scorsi, poi, si è arrivato al caso estremo, con il ritratto di sua Maestà la Regina Elisabetta che è stato rimosso da un'aula di studio del Magdalene College, uno dei più prestigiosi di Oxford, dopo che gli studenti avevano votato per il suo trasferimento, giudicando la regina come un simbolo del «dominio coloniale».

 

Fondato nel 1458, il Magdalene College ha ospitato menti eccelse come lo scrittore Oscar Wilde, eppure il vento della «cancel culture» non lo ha risparmiato.

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