bagnasco family day

IL RISVEGLIO DELLA CATTO-FORZA (TE LO DO' IO BERGOGLIO!) - IL CARDINALE BAGNASCO VUOLE AFFOSSARE IL DDL CIRINNÀ A TUTTI I COSTI E CHIEDE IL VOTO SEGRETO SULLE UNIONI CIVILI - AL CAPOGRUPPO DEL PD, LUIGI ZANDA CHE CHIEDE DI SMETTERE L’OSTRUZIONISMO, RISPONDE LA DESTRA: “BASTARDO, FASCISTA”

Giovanna Casadio per “la Repubblica”

 

angelo bagnasco angelo bagnasco

A suggello di una delle giornate che i laici in Parlamento giudicano tra le più brutte, per come si è svolto il dibattito sulle unioni civili, arriva l’invito del cardinale Angelo Bagnasco a favore del voto segreto sulla legge Cirinnà. Il presidente del Senato, Pietro Grasso mercoledì aveva annunciato che il criterio generale sarebbe stato quello di non abusare dei voti segreti, anzi di limitarli. Il presidente dei vescovi spinge nella direzione opposta e ammonisce affinché «la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto».

 

papa francesco bergoglio con bagnascopapa francesco bergoglio con bagnasco

Un intervento a gamba tesa. Almeno così lo giudica lo stesso governo. Bagnasco parla a Genova, a margine della messa per la giornata del malato commentando la legge sulle unioni civili. Le agenzie di stampa rilanciano la dichiarazione. Passano pochi minuti e reagisce il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti: «Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei». E un altro sottosegretario, Ivan Scalfarotto, in prima linea nella battaglia per le unioni civili, dà l’altolà: «Nessuno deve tirare il presidente Grasso per la giacchetta». A difenderlo ci pensa il centrodestra.

Monica Cirinna e Donatella Visconti Monica Cirinna e Donatella Visconti

 

Nell’aula del Senato è stato il giorno della bagarre e degli insulti. I senatori erano chiamati a illustrare gli emendamenti un po’ alla rinfusa, poiché il voto è slittato a martedì prossimo e nel frattempo si tratta per evitare l’ostruzionismo. Ma i toni si alzano. Carlo Giovanardi, ultrà cattolico, interrompe l’illustrazione dei propri emendamenti per indicare «la provocazione di due gay in tribuna che si sono baciati».

 

Al capogruppo del Pd, Luigi Zanda che chiede di smettere l’ostruzionismo, risponde la destra ritmando insulti: «Bastardo, fascista». É però sul senatore dem Sergio Lo Giudice e sulla sua storia di gay con un figlio che lo scontro assume la pesantezza dell’attacco personale. Lo conduce il forzista Maurizio Gasparri.

 

RENZI CIRINNARENZI CIRINNA

In questo clima le riunioni e i tentativi di mediazione sono una strada tutta in salita. L’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano esprime le proprie perplessità e si spende per una mediazione, perché «non ci siano estremizzazioni tra laici e cattolici, credenti e non credenti». I cattodem si riuniscono all’ora di pranzo. Intorno al tavolo c’è anche il “pontiere” del Pd, Giorgio Tonini.

 

Non affrontano la questione clou, ovvero la stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner in una coppia gay, ma discutono del primo nodo che si presenterà a apertura d’aula martedì, ovvero l’emendamento “super canguro” del renziano Andrea Marcucci. I cattodem temono che così si blindi la legge Cirinnà, impedendo qualsiasi tipo di modifica. Ricevono la garanzia che sarà comunque riscritto. Se quindi la Lega non ritirerà i suoi trabocchetti, venendo meno - dicono i dem - al patto tra gentiluomini che era stato siglato, il “super canguro” di Marcucci ci sarà, ma limato in modo da non impedire di votare le proposte di modifica dei cattolici.

napolitanonapolitano

 

Riunioni, incontri, colloqui anche oggi. L’articolo 5, quello sulla stepchild, sarà riscritto. Il dem Francesco Russo tiene i contatti anche con i 5Stelle, senza i quali la maggioranza per approvare la legge sulle unioni civili non c’è. Il compromesso sull’adozione passa per una restrizione della platea di coloro che possono vantare il diritto all’adozione del figlio del partner: in pratica una garanzia per i bimbi già nati. Inoltre si lavora per inserire nel testo un richiamo al divieto di utero in affitto.

 

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