gennaro sangiuliano

“UN MUCCHIETTO DI CENERE E SGHIGNAZZI DI SOTTOFONDO. QUESTO RESTERÀ DELL’AVVENTURA DI SANGIULIANO” – CECCARELLI RIPERCORRE I DUE DISASTROSI ANNI DI GENNY AL MINISTERO DELLA CULTURA, TRA VANITÀ E GAFFE, TOLKIEN E DANTE: “È ANIMATO DA UN’INQUIETUDINE DA EX GIOVANE MISSINO BULLIZZATO, UNA SMANIOSA VOLONTÀ DI ACCREDITARSI PRESSO I SUOI AVVERSARI CHE SI CHIAMA DIETRO LA PERNACCHIA” – “GIORGIA GLI AVEVA AFFIDATO IL COMPITINO DI SMUOVERE LA PRETESA ‘CAPPA CULTURALE’, PROMUOVERE LA CONTRO-EGEMONIA, ALÈ!” – “E PENSARE CHE PRIMA DELL’ARRIVO DI BOCCIA IL MINISTRO GIÀ DISPONEVA DI BEN 16 CONSIGLIERI. VAI A SAPERE SE ALESSANDRO GIULI SE LI TERRÀ…”

Estratto dell’articolo di Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

gennaro sangiuliano esce da palazzo chigi

Un mucchietto di cenere e degli sghignazzi di sottofondo. Questo resterà, se va bene, dell’avventura di Gennaro Sangiuliano nelle tetre stanze di via del Collegio romano, dove alla metà del Seicento visse e operò il padre gesuita Athanasius Kircher dando vita in quel blocco di palazzi a un alone di mistero assai più duraturo di qualsiasi tragicomico fallimento ministeriale.

 

Scienziato esoterico e sospetto alchimista, non lontano da dove Maria Rosaria Boccia è andata esercitando il suo fascino, quattro secoli fa Kircher aveva impiantato un impressionante laboratorio- museo con stanze astronomiche, esperimenti di palingenesi vegetale, animaloni impagliati da tutto il mondo tra cui un armadillo che fu utile a Bernini per la Fontana dei fiumi di piazza Navona.

 

[…]

 

MEME SU DANTE ALIGHIERI DI DESTRA - GENNARO SANGIULIANO - BY DEMARCO

Entrato lì due anni orsono, Sangiuliano si disse «onoratissimo», ma volle aggiungere che la cultura era «sempre stato il mio alimento», e giù col fatto che possedeva 15 mila volumi, «e io stesso ne ho scritti 18», concludendo quindi con un tweet in cui rendeva noto che il suo motto, invero lunghetto, era la canzone civile di Leopardi All’Italia :“O patria mia vedo le mura e gli archi/ e le colonne e i simulacri e l’erme/ torri degli avi nostri,/ ma la gloria non vedo...”.

 

Quest’ultima, in effetti, non si può dire che Genny l’abbia proprio riscattata, ma che gli dici a un tipo così? In questi casi l’Urbe è spietata e per addomesticarne gli istinti belluini forse vale solo rifugiarsi in quel versetto dell’ Ecclesiast: vanitas vanitatum et omnia vanitas . Ma lui, benedett’uomo, ha fatto esattamente il contrario, come del resto dimostrano una ponderosa ancorché sgualcita rassegna stampa e un cospicuo file zippato e ricolmo di meme.

 

GENNARO SANGIULIANO - PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA SU TOLKIEN ALLA GNAM DI ROMA

Ora sarebbe un peccato inchiodare il personaggio alla filastrocca di spropositi e gaffe che dagli e dagli ne hanno fatto quasi un soggetto d’intrattenimento: Dante fondatore del pensiero di destra, i libri del Premio Strega votati senza averli letti, e Times Square a Londra, e Colombo dopo Galileo, e i 250 anni della città di Napoli, e chissà quali altre dimenticabili defaillance che lo spinsero a reagire promettendo una specie di bibliografica rappresaglia sugli errori dei suoi tanti, anzi troppi criticoni.

 

Più arbitrario è tentare di mettere in relazione quei continui incidenti con il motore psicologico che li determinava. Un’inquietudine da ex giovane missino bullizzato, un vuoto schermato dalla più inconfondibile retorica destrorsa, una smaniosa volontà di accreditarsi presso i suoi avversari che lo portava a strafare e quindi a sbagliare.

 

MELONI SANGIULIANO MOSTRA TOLKIEN 5

Cosa che può sempre capitare a tutti, ma che in lui - «stamattina ho ripreso fra le mani un libro...», «se lei avesse un po’ di memoria storica saprebbe che io...» - si caricava ogni volta di vana ridondanza, anacronistica prosopopea, pomposa e compiaciuta considerazione di sé. Insomma, quel percepibile armamentario che per sua natura, tanto a Napoli quanto a Roma, inesorabilmente si chiama dietro la pernacchia.

 

Vero è che Giorgia, cui Sangiuliano ha dedicato l’ultima agghindatissima edizione della biografia di Prezzolini, gli aveva affidato un compitino da niente. Smuovere la pretesa “cappa culturale”, cambiare la cosiddetta “narrazione”, promuovere la contro-egemonia, rivendicare l’identità nazionale, costruire un nuovo immaginario, alè!

 

gennaro sangiuliano alessandro giuli

Ora non s’intende qui entrare nel merito del programma, ma proprio perché l’Italia è l’Italia, patria dello scherno, ci si limita a chiedersi come diavolo avrebbe potuto farlo un tipo che amava molto più se stesso della cultura e che per questo faceva irrimediabilmente ridere, come fosse uscito da un fumetto o da un cartoon.

 

Non si vuole qui mancare di rispetto perché chiunque si mette in evidenza rischia di sembrare buffo, ma la mostra su Tolkien rischiava fin dall’inizio di assomigliare a una palese piaggeria, così come la richiesta di menzionare le foibe al festival di Sanremo suonava una ripicca, per non dire il capolavoro del decreto legge ad personam per impadronirsi della Rai sistemando Fuortes a Napoli, con l’inevitabile tarantella che ne è seguita. Per fortuna, tra i Grandi Eventi, si è fatto a meno della scazzottata tra Zuckerberg e Musk cui il ministero, per rapinosa filantropia, avrebbe concesso il Colosseo o magari Pompei.

 

GENNARO SANGIULIANO - MARIA ROSARIA BOCCIA

E pensare che prima dell’arrivo di Boccia al Collegio romano, sotto lo sguardo severo di padre Athanasius, il ministro già disponeva di ben 16 consiglieri. Vai a sapere se Alessandro Giuli, preso atto del mucchietto di cenere, se li terrà. Ma forse è meglio che al più presto si faccia tagliare quei lunghi favoriti o basettoni che gli adornano le guance: vanitas vanitatum , infatti, e la lezione che ne consegue.

alessandro giuli gennaro sangiulianomeme gennaro sangiuliano maria rosaria boccia 7ASSANGIULIANO - MEME BY EMILIANO CARLI MEME SULLE LACRIME DI GENNARO SANGIULIANO AL TG1gennaro sangiuliano (2)GENNARO SANGIULIANO MARIA ROSARIA BOCCIA - MEMEmeme gennaro sangiuliano maria rosaria boccia 5DANTE - FORZA NUOVA - MEME SU SANGIULIANO BY SCOPERTINE

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...