liste d'attesa dattesa d attesa medici ospedali pazienti

IL COLMO PER IL DECRETO TAGLIA LISTE DI ATTESA? ESSERE RIMANDATO ALLE CALENDE GRECHE – IL DECRETO LEGGE, PENSATO PER RIDURRE I TEMPI DELLA SANITÀ PUBBLICA ITALIANA, È STATO DECLASSATO A DISEGNO DI LEGGE PER MANCANZA DI FONDI – IN QUESTO MODO, BISOGNERÀ RISPETTARE I TEMPI DELL’APPROVAZIONE PARLAMENTARE (CAMPA CAVALLO!) – UN BEL PROBLEMA PER LA DUCETTA, CHE LO AVEVA MESSO IN CIMA ALLA LISTA DEI DESIDERI DA REALIZZARE PRIMA DEL VOTO...

Estratto dell’articolo di Paolo Russo per “la Stampa”

 

LISTE DI ATTESA OSPEDALE

Giorgia Meloni lo aveva messo in cima alla lista dei desideri da realizzare prima del voto, perché il decreto legge taglia liste di attesa doveva essere la contromossa alla campagna elettorale di Elly Schlein, che molto ha puntato sulle accuse al governo di sabotaggio al servizio sanitario pubblico.

 

Ma dopo slittamenti e rinvii, andati avanti in parallelo al braccio di ferro tra il Titolare della Salute, Orazio Schillaci, e quello dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il decreto legge, atteso al Consiglio dei ministri di martedì prossimo, salvo sorprese dell'ultima ora sarà declassato al rango di disegno di legge. Passa cioè da provvedimento subito attuativo a proposta destinata a divenire legge alle calende greche, quelle che di solito contraddistinguono i tempi di approvazione parlamentare dei ddl.

 

fila all'ospedale

Una mossa a sorpresa che cela tre difficoltà. La prima, come al solito, legata al problema delle coperture, perché il costo delle disposizioni contenute nei 25 articoli messi a punto dagli uomini di Schillaci sarebbe stato quasi tutto «a valere sul fondo sanitario nazionale». Che equivale a dire alle regioni: applicate le misure con quello che avete in cassa.

 

Al ministero dell'Economia sarebbero infatti disposti a mettere sul piatto solo 300 milioni, mentre le misure messe a punto dalla Salute secondo i tecnici del Mef varrebbero almeno un miliardo e mezzo. […]

 

medici

[…] Una sorta di bonus salta fila che era subito piaciuto a Giorgia Meloni, salvo mandarla ora su tutte le furie, scoperto al photo finish che le coperture non ci sono. Il secondo punto critico deriva dal primo. Perché è chiaro che varare un Piano taglia liste di attesa, […] senza indicare un finanziamento adeguato si sarebbe potuto facilmente trasformare in un boomerang, con le […]

 

Terza e non ultima questione, l'annosa freddezza del Colle per l'uso eccessivo dei decreti legge.

Così, salvo cedimenti clamorosi a Via XX settembre, il 4 giugno in Consiglio dei ministri il decreto entrerà nella veste molto più dimessa di un disegno di legge. […] A dolersene saranno sicuramente medici e privati.

 

liste d'attesa

I camici bianchi vedono infatti slittare a tempo indeterminato la flat tax al 15% sulle ore di lavoro per prestazioni aggiuntive, oggi tassate al 43%, mentre gli specialisti ambulatoriali dovranno attendere tempi migliori per veder aumentare il loro compenso orario da 60 a 100 euro.

 

Ma a piangere sono soprattutto i privati convenzionati, visto che dopo i 502 milioni già elargiti dalla manovra per alzare il loro tetto di spesa, il provvedimento "taglia-code" prevedeva ora un altro aumento di un punto percentuale per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026, per un valore totale di ulteriori 369 milioni. «L'ennesimo regalo ai privati», avevano già attaccato le opposizioni. […]

Articoli correlati

CIRCA LA META DEGLI ITALIANI NON SI FIDA DELLA SANITA\' PUBBLICA, TRA LISTE D\'ATTESA TROPPO LUNGHE...

L\'UNICA CURA PER SALVARE LA SANITA PUBBLICA: TIRARE FUORI I SOLDI! L\'APPELLO DI 14 SCIENZIATI CHE...

LA FARMACIA SI TRASFORMA IN AMBULATORIO. SICURI CHE SIA UN BENE? LA VIDEO-INCHIESTA DELLA GABANELLI

milena gabanelli liste di attesa dataroom 1milena gabanelli liste di attesa dataroom 4milena gabanelli liste di attesa dataroom 3milena gabanelli liste di attesa dataroom 2

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…