draghi mattarella

A ROTTA DI COLLE – ALLA VIGILIA DEL SEMESTRE BIANCO, I TORMENTI DI MATTARELLA, IL RUOLO DI DRAGHI, LE MOSSE E LE CONTROMOSSE NELLA PARTITA PER IL QUIRINALE. AL COLLE SI RAGIONA SU COME METTERE IN SICUREZZA IL PAESE NEI PROSSIMI 7 ANNI PER DARE “STABILITÀ ALLA STABILITÀ” IN ITALIA E IN EUROPA. TOCCHERA’ A DRAGHI FARE DA DIGA? IN QUEL CASO L’ITALIA POTREBBE TROVARSI IN UNA SITUAZIONE SIMILE ALL'ATTUALE QUINTA REPUBBLICA FRANCESE...

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tormenti-mattarella-ldquo-arbitro-rdquo-coinvolto-nbsp-suo-272125.htm

 

 

Max Weber* per MF -Milano Finanza

sergio mattarella all altare della patria 2 giugno 2021

 

Molti politici e commentatori si fingono scandalizzati per la presunta irritualità del dibattito circa il prossimo inquilino del Quirinale. Il presidente Sergio Mattarella, con l' apparente candore che cela una ferrea determinazione, ha affermato il contrario.

 

Si è definitivamente negato all' eventualità di una sua rielezione, per ribadire che l' eccezione rappresentata dal secondo mandato di Giorgio Napolitano non deve diventare una regola. Ma ha anche ricordato che mancano otto mesi al termine del suo laticlavio e che quindi ogni ragionamento politico circa la sua successione è non solo legittimo ma doveroso.

 

Del resto quei commentatori e quei politici che arricciano il naso, sono pronti a sostenere che no, Mario Draghi non può salire al Quirinale perché ha tanto lavoro da fare a Palazzo Chigi e le cancellerie europee ed atlantiche lo vogliono lì fino alla fine della legislatura. Niente di più sbagliato e capzioso.

 

sergio mattarella mario draghi festa della repubblica 2021

Entro la fine dell' anno Draghi avrà, con successo, portato a termine il suo mandato che consisteva nella messa in sicurezza del Paese; innanzitutto sul piano sanitario perché, con la probabile vaccinazione della popolazione scolastica la pandemia sarà di fatto debellata e tutte le attività economiche e sociali saranno ripartite;

 

il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato inviato alla Commissione, a luglio arriverà la prima tranche, il 13%, dei finanziamenti spettanti all' Italia e cioè circa 30 miliardi di euro; i provvedimenti relativi alla digitalizzazione, alla semplificazione amministrativa,

 

sergio mattarella 2

alla crescita sostenibile stanno per essere adottati; le proposte di legge relative alla riforma della giustizia, alla legge annuale antitrust inizieranno il loro iter entro luglio; così come entro l' inizio dell' estate sarà approvata la governance del Pnrr, che dovrà assicurare celerità, efficienza e trasparenza nella gestione dei fondi e dei progetti connessi, da adesso al 2026, anno in cui i soldi dovranno essere completamente impiegati e spesi.

 

La legge di bilancio, che sarà presentata in autunno per essere approvata entro dicembre, consentirà al presidente del Consiglio di collocare la traiettoria economico-finanziaria del Paese su un sentiero di crescita che metta in sicurezza i conti pubblici; e costituirà l' ultimo atto del governo Draghi prima della convocazione del Parlamento in seduta comune per l' elezione del nuovo presidente della Repubblica, che comunque vada costituirà una cesura rispetto all' attuale fase politica.

 

mattarella

L' elezione di Draghi costituirebbe l' unico e necessario modo per dare continuità al successo dell' azione del suo governo e assicurare alle cancellerie europee e atlantiche, agli investitori, alla finanza di mezzo mondo che, per almeno sette anni, l' Italia sarà comunque guidata al meglio.

 

Infatti, qualora dopo l' elezione, auspicabilmente alla prima votazione, di Draghi al Quirinale le Camere venissero sciolte, il presidente del Consiglio cui Draghi attribuirà l' incarico di formare il governo, difficilmente potrà prescindere dalle indicazioni del capo dello Stato; sia per quello che riguarda la formazione del governo che per la prosecuzione del sentiero politico ed economico attualmente intrapreso.

 

sergio mattarella

Qualora invece, dopo l' elezione di Draghi, emergesse la volontà della maggioranza dei parlamentari di percorrere anche l' ultimo anno della legislatura, cosa non improbabile visto che, per vari motivi, almeno la metà di deputati e senatori non rientrerebbero in Parlamento, potremmo sperimentare un assetto politico indubbiamente interessante.

 

Il nuovo presidente della Repubblica potrebbe trovarsi nelle condizioni di confermare il suo governo, limitandosi a designare un nuovo presidente del Consiglio di sua fiducia; col consenso dell'ampia maggioranza che lo sosteneva in qualità di capo del governo e che l' avrebbe votato capo dello Stato, ci potremmo trovare in una situazione istituzionale assai simile all' attuale Quinta Repubblica francese, in cui il presidente Emmanuel Macron designa il presidente del Consiglio ma rimane la guida effettiva dello Stato (qualcuno ricorda chi è adesso il premier francese?).

 

mario draghi

Quindi il modo migliore per consentire a Draghi non solo di portare a termine ma di continuare nell' opera salvifica intrapresa è quello di farlo salire al Colle già dal prossimo gennaio, auspicabilmente con voto unanime delle Camere riunite in seduta comune.

 

L' equilibrio e l' imparzialità, uniti a competenza e senso politico non comuni, con cui sta gestendo brillantemente questa fase così difficile, convinceranno tutte le forze politiche a consegnare a Draghi le chiavi del palazzo del Quirinale, regalando agli italiani e agli osservatori esteri un settennato di speranza, fiducia e solida crescita economica.

Mario Draghi

 

*dietro lo pseudonimo si cela un grand commis di Stato.

draghidraghimario draghi

mattarellamattarella

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)