COME SARA’ IL 2014? PEGGIO DEI MAYA! - TRAVAGLIO, GRAMELLINI, DAVIGO, DAGO ETC. NEI PANNI DEL MAGO OTELMA - MARCHESI: ‘’PREVISIONE CULINARIA PER IL 2014? CULI IN ARIA, NO?’’

Passi scelti da "Come sarà il 2014" di Giorgio Dell'Arti, edizioni Clichy


1. GUALTIERO MARCHESI
cuoco

Previsione culinaria per il 2014?
Culi in aria, no?

Sta scherzando.
Ho poche speranze nella cucina, meno di quante ne abbia negli italiani. È tutto spettacolo, tutta tv, per vedere qualcosa di decente bisogna mettersi davanti all'apparecchio all'una e trenta di notte.

Fanno bene quelli che scappano all'estero?
Se n'è andato all'estero anche mio nipote.

2. MARCO TRAVAGLIO
giornalista

Guarda che a fare previsioni sono inadeguato.

Brera diceva: solo chi non fa pronostici non li sbaglia.
E aveva ragione. Comunque: il 2014 non sarà molto diverso dal 2013. Questa bella ventata democristiana... il nulla che sta in piedi, una putrefazione stagnante che andrà avanti un altro anno. Mi viene in mente Paolo Mieli che previde la caduta di Berlusconi e poi qualche anno di mediocrità, simile al momento in cui cadde Nerone e prima che arrivasse Vespasiano...

Galba Ottone Vitellio.
Cioè una successione di governi mediocri, mediocrissimi...

Stai ammettendo senza dirlo che Berlusconi non è un mediocre.
Ma naturalmente no. È l'unico che un'idea in testa, un disegno, ce l'ha. Un disegno malefico, intendiamoci. Però ce l'ha. Anzi, gli unici che hanno in testa un disegno sono lui e Napolitano. Due disegni malefici, in parte coincidenti. Enrico Letta ha la stessa funzione che ebbe Mario Monti, la custodia del disegno malefico di Napolitano.

Quale sarebbe il disegno malefico di Napolitano?
Una parte del disegno s'è già realizzata con la sua riconferma alla presidenza della Repubblica.

3. ROBERTO D'AGOSTINO
direttore del sito Dagospia

Ma cosa vuoi prevedere, sono i giornali che ingarbugliano tutto, che ci mostrano una telenovela realizzata da un cattivo sceneggiatore, la realtà è semplicissima ed è già scritta, siamo un paese senza sovranità, siamo un paese spazzatura, mentre l'universo è in movimento, si sparano missili nel Mediterraneo, noi siamo alle prese con i Renzi, gli Orfini, i Fassina, una sequenza di mezze calzette...

Berlusconi?
Non c'è alternativa, si deve fare l'anno ai domiciliari, non c'è alternativa, che se ne stia lì, buono buono... Questo è scritto. Ed è scritto pure che dall'altra parte il Pd approdi a Renzi, è la caduta del loro muro di Berlino. La scelta di Franceschini è un barometro: se Franceschini ha deciso di passare con Renzi, vuol dire che Renzi è il padrone.

Napolitano si dimette?
Hai mai visto qualcuno che in Italia si dimette? Ciampi, per restare aggrappato al Quirinale, s'era pure fatto crescere le unghie.

Hai ragione. Ho sentito io, con le mie orecchie, le lagne di Pertini con Scalfari quando era finito il suo settennato.
L'unico che se n'è andato volentieri, anzi persino qualche giorno prima, è stato Cossiga. Qua se ti dimetti diventi rapidamente un signor Nessuno. Qualcuno si ricorda di Monti?

Dalla crisi usciamo?
Noi no. Né noi né la Francia.

In un certo senso la Francia sta peggio di noi.
Però loro hanno la potenza militare, che noi non possediamo. Non credere sia poco.

Perché Hollande appoggia Obama nella storia della Siria?
Spera che, dopo, gli americani lo aiutino economicamente. La padrona d'Europa ormai è la Merkel. Sai perché la Germania ha voluto l'euro? Avevano ancora sei milioni di morti sulla coscienza e stavano ridiventando una potenza mondiale. Hanno pensato: questo il mondo non lo sopporterà. Così hanno nascosto il marco dietro l'euro.

Che te ne pare degli italiani a questo punto?
Resistiamo alla crisi perché abbiamo il più formidabile dei welfare, cioè la famiglia. Chi è che ha detto che sulla bandiera italiana bisognerebbe mettere la scritta «Tengo famiglia»? Longanesi o Maccari? Qua ci stanno i quarantenni a casa che si fanno dare la paghetta dalla mamma. Più invecchio e più sento che in Italia, oggi come sempre, tutto si tiene grazie alla famiglia.

A me, se mi succede qualcosa, posso contare su mia sorella o su mia zia. Questa cosa gli altri paesi non ce l'hanno. Come abbiamo fatto a sopportare la Fornero o le botte economiche di questi anni? Ci siamo aiutati tra noi parenti. Quello è un cuscinetto ancora pieno di grasso da spalmare. Sai che ti dico? L'italiano, grazie alla famiglia, non è più troppo chiagne e fotti, ha sopportato stoicamente dei colpi durissimi.

Tu credi in Dio?
Io? Sì.

Vai a messa?
No, che c'entra. Sono cattolico all'italiana. Giusto ogni tanto, quando chiudo il sito, prendo Zen e ce ne andiamo a visitare le chiese più belle di Roma, che ha le chiese più belle del mondo, il Moma o la Tate non valgono San Luigi dei Francesi, andiamo spesso a Sant'Agostino...

Il cane entra in chiesa?
Il cane entra in chiesa, tranquillo, ci mettiamo seduti, pensiamo.

A Natale farai il presepe?
Ma a casa mia il presepe c'è tutto l'anno. Sai, il presepe napoletano, con tutti i personaggi in cammino verso la capanna, Lapo Elkann, la Carrà, Maurizio Costanzo...

4. FABIO MINI
generale

Una guerra - una guerra generale o quasi generale - secondo me è possibile per via della crisi. Prima di tutto, la guerra produce inflazione e l'inflazione banalizza il debito. Poi c'è la fase della ricostruzione e questo spinge i Pil. Inflazione e produzione, le due medicine. È sensato?
Purtroppo sì.

Cominciano gli americani?
Un anno fa gli americani hanno deciso che le loro priorità sono nel Pacifico. Di conseguenza stanno spostando nel Pacifico sia gli obiettivi strategici sia gli strumenti per conseguirli.

Che cosa significa che «hanno spostato nel Pacifico i loro strumenti strategici»?
Che stanno spostando in Estremo Oriente i gruppi di portaerei, stanno individuando gli obiettivi dei missili intercontinentali, hanno orientato le attività di spionaggio e di negazione (denial) delle informazioni, delle risorse naturali e della tecnologia in quel settore. In termini di schieramento militare rivolto contro la Cina, hanno individuato due linee oceaniche a cui appoggiarsi.

La prima linea include il mare cinese meridionale e il mare cinese orientale, mentre tra la prima e seconda linea si trovano il Borneo Malese e le Filippine. Tra la costa cinese e la prima linea vi è una distanza variabile dai 1200 km tra l'isola di Hainan (dove la Cina ha una base di sommergibili ed una aerea) e le Spratly, ai 400 km tra costa e Paracels, 230 km con Taiwan, 453 km con le Diaoyu/Senkaku e 636 Km con Okinawa. La seconda linea parte dalla Papua Nuova Guinea all'altezza di Sorong, passa per l'isola di Belau, Guam, le Marianne Settentrionali e arriva in Giappone all'altezza di Tokyo.

Dista dalla costa continentale mediamente tremila chilometri. Il traffico mercantile per la Cina, la Thailandia, la Cambogia, il Vietnam, le Filippine, la Corea e il Giappone transita quasi interamente entro la prima linea, dagli stretti di Malacca fino a Taiwan. Entro questa fascia si sviluppa anche il traffico commerciale tra Vietnam, Filippine, Thailandia, Malesia, Indonesia, Cina, Giappone, Taiwan e Corea, e quello fra tutti questi paesi e il Canada e gli Stati Uniti. La seconda linea riprende in gran parte il perimetro di difesa giapponese della Seconda guerra mondiale.

Taiwan è uno dei punti più nevralgici dello scontro: è un avamposto militare per conto degli americani, il cui territorio arriva a poche miglia dalla Cina con l'isolotto fortificato e militarizzato di Qinmen (Quemoy). Ma Taiwan è anche un territorio che i cinesi vogliono per completare la cosiddetta riunificazione. Nel 1996 Pechino decise di fare pressioni su Taipei in procinto di dichiarare l'indipendenza, facendo test missilistici proprio nel canale di Taiwan. Gli americani spostarono subito due gruppi di portaerei e i cinesi, incapaci di contrastarli, cessarono le attività.

La mossa americana non evitò che i taiwanesi spaventati chiedessero protezione, ma comunque votassero contro l'autonomia. Oggi, un'azione americana del genere sarebbe più pericolosa. I cinesi hanno gli strumenti per vedere e, se del caso, colpire le portaerei americane e abbattere i loro aerei, compresi quelli spia, come accadde poi. Gli americani sono convinti che la Cina si prepari a controllare ed eventualmente impedire l'accesso a tutta l'area compresa fra la seconda linea e la costa.

Quindi si stanno organizzando per impedire alla Cina di muoversi, specialmente in senso militare. Sono sicuri che un qualche regolamento di conti con Pechino ci sarà entro il 2020. Si preparano a questa evenienza e nel frattempo contano di poter attuare anche contro la Cina la deterrenza per punizione che hanno provato in Siria.

5. UMBERTO BRINDANI
direttore di Oggi

La cosa curiosa è che sembriamo essere tornati agli anni Cinquanta. Rivanno i reali.

Ma va'.
Tu non sai cos'è successo al momento del royal baby. Follia generale. Metto il reale in copertina e le copie vanno via alla grande. Vanno forte: Montecarlo, cioè i vari Alberto, Charlotte...

Chi è Charlotte?
Uno dei figli di Caroline... All'inizio mi rifiutavo di crederci, cioè metto il reale in copertina e vendo di più. Poi mi sono reso conto che l'Italia cerca forse qualcosa di solido, di stabile, qualcosa che continui, che duri...

Quindi non funzionano più le conduttrici, tipo Mara Venier o la Ventura o la D'Urso.
No, per noi dei giornali popolari quei nomi lì non funzionano più. La gente ci sente qualcosa di finto...

6. PIERCAMILLO DAVIGO
magistrato

Il sistema tutela di più gli autori degli illeciti che le loro vittime.

Stiamo parlando soprattutto delle cause civili, suppongo.
No, anche del penale. Ma se vuole cominciamo dal civile.

Prego.
Partiamo da questo assunto: non c'è nessuna ragione perché in Italia un debitore debba pagare un creditore. Il caso classico: un debitore non paga e il creditore gli fa causa. Bene, il debitore ha la certezza assoluta che, comunque vada, ne uscirà con un vantaggio. Primo, potrebbe addirittura vincere la causa. Secondo, se pure costretto a pagare, si sarà comunque tenuto per molto tempo soldi non suoi. Terzo, l'interesse legale che sarà costretto a riconoscere al creditore è di solito più basso di quello di mercato. Quarto, il creditore, ottenuto un provvedimento, avrà difficoltà ad eseguirlo perché non si troveranno i beni del debitore.

Infine (ipotesi più probabile), il creditore, sfinito dai tempi della giustizia, potrebbe accettare una transazione, con un taglio consistente del dovuto. Risultato: non pagare o comunque non pagare puntualmente conviene. Ecco un modo sicuro per moltiplicare i contenziosi. E intasare i tribunali. Un tempo si diceva, a mo' di minaccia: «Guarda che ti faccio causa». Adesso, e il tono è sempre di minaccia: «Fammi causa!».

Vanno bene tre gradi di giudizio?
Questi ci sono in tutto il mondo. Ma, guardi un po', in Francia ricorrono in Appello solo il 40% dei condannati. Da noi, più o meno, il cento per cento. Perché?

Perché?
Perché da noi, se ricorre solo l'imputato (e nella stragrande maggioranza dei casi ricorre solo l'imputato, perché il pm ha troppo da fare), l'Appello non può aumentare la pena: può solo confermarla, diminuirla o cancellarla. All'imputato conviene ricorrere, perciò: male che vada, alla fine starà come prima. Nell'Appello cioè non c'è rischio. Che ricorrano è ovvio, che i giudici, quindi, siano sommersi, è altrettanto ovvio.

[...]

Le cose che lei dice sembrano piuttosto ragionevoli e non così complicate da stabilire.

Come mai non si fanno?
In Italia ci sono 250 mila avvocati. Se si dimezzasse il numero di processi, si dimezzerebbe il reddito degli avvocati, a meno che questi non raddoppiassero le loro parcelle, cosa che mi parrebbe improbabile. Può una classe politica che non è stata capace di resistere alle debole lobby dei tassisti opporsi alla potentissima lobby degli avvocati?

Ogni anno si iscrivono all'ordine 15 mila nuovi avvocati, i quali poi resteranno in attività una quarantina d'anni. Fa 600 mila avvocati. Esiste un sistema che si può permettere, in prospettiva, 600 mila avvocati? Oltre tutto, il 93 per cento dei nuovi laureati in Giurisprudenza finisce a fare l'avvocato e circa la metà di questi dice di aver scelto l'avvocatura per una forma di ripiego. Cioè, sono demotivati. Ci vorrebbe il numero chiuso, naturalmente.

Quanti sono gli avvocati in Francia?
47 mila. La città di Roma ha più avvocati di tutta la Francia. Il Giappone (127 milioni di abitanti contro i nostri 60) ne ha 20 mila. Che speranza può avere il "Sistema Paese Italia" nel confronto col "Sistema Paese Giappone"? Un Paese con 250 mila avvocati contro un Paese con 20 mila avvocati. Si rende conto.

7. SANDRO CHIA
pittore

Un artista emergente?
Credo molto in me. Perché non potrei essere io l'artista da tenere d'occhio?

8. LUCIO CARACCIOLO
direttore di Limes

Che vogliono gli americani?
Gli americani hanno paura che in Europa si saldi un asse russo-tedesco. Russi e tedeschi condividono parecchi interessi geo-politici.

È vero che Obama e Putin si detestano? Anche personalmente?
Sì, è persino un fatto fisico.

9. MASSIMO GRAMELLINI
scrittore, giornalista, vicedirettore della Stampa

Letta premier anche nel 2015?
Difficile, perché intanto Renzi avrà conquistato il partito. Renzi ha capito che se non conquista il partito rischia di fare la fine di Prodi. Per far suo il partito gli ci vorranno un paio d'anni. Quindi, confermo: si vota nel 2015, con Renzi candidato del Pd. Anzi, ti faccio la scaletta:

2014: Letta a Palazzo Chigi, Renzi a capo del partito
2015: Renzi a Palazzo Chigi, Letta presidente della Camera
2016: Renzi a Palazzo Chigi, Letta al Quirinale

Nel 2016 Napolitano avrà 90 anni e credo darà le dimissioni. Letta ne avrà appena compiuti 50, l'eta minima per fare il presidente della Repubblica. Pensa un po', dalla gerontocrazia da cui proveniamo eccoci atterrati nel regno della giovinezza. Un capo dello Stato di cinquant'anni e un presidente del Consiglio di quarantuno. Fantastico, no? C'è solo un piccolo particolare.

Quale?
Alla fine sono due democristiani. Cioè abbiamo fatto tutto questo giro - Mani Pulite, la Lega, Berlusconi, i giudici contro tutti, lo spread e quant'altro - per ritornare alla vecchia Dc. Questo ti dice tutto sulla capacità di cambiamento e anche sul gattopardismo italiani.

10. FRANCA SOZZANI
direttore di Vogue

Gli italiani si vestono meglio di una volta? Nel 2014 si vestiranno ancora meglio?
Ma guarda che gli italiani si vestono male, non mi piacciono per niente. Guarda i giovani: il loro gusto è rovinato. E perché è rovinato? Perché i prototipi estetici che gli somministrano sono quelli della televisione e dei giornali trash, dove si vedono, dal punto di vista del vestire, delle cose orrende. La gente non è capace di scegliere da sé e se noi gli proponiamo orrori quelli si mettono orrori.

Dimmi quattro orrori.
I jeans con la piega, gli shorts portati da certe signore, il fatto che si deve sempre far vedere un pezzo di bretella o di reggiseno...

Le infradito ti piacciono?
Sì, le infradito possono andare, poi tutto dipende sempre da chi indossa, ti posso dire che ci sono uomini e donne che si possono permettere tutto.

Si può essere eleganti e sovrappeso?
Certo, la duchessa di Windsor, con la storia che non si è mai troppo magri, non aveva mica ragione.

Detto da una magra come te è abbastanza sensazionale.
Ma guarda che io poi non sono così magra...

Quanto pesi?
Quarantasette chili.

Accidenti. E sei alta...?
Uno e 63. 47 chili è giusto. Porto la 38.

Dimmi quello che hai mangiato ieri.
Sai che non me lo ricordo? Aspetta, appena sveglia niente, poi mi sveglio tardi, vado direttamente a colazione, ieri da Cipriani ho preso del carpaccio e basta, con acqua naturale, nel pomeriggio un cappuccino...

Con lo zucchero?
Mai. Poi la sera in una trattoria al Lido, che cosa ho preso?, due scaloppine al limone, un po' di mozzarella, ho bevuto un bicchiere di rosso...

Hai accompagnato ogni bocconcino di scaloppine con un pezzetto di pane?
Sei impazzito?

 

 

GIORGIO DELL'ARTIart13 lucia annunziata giorgio dell artiart10 giorgio dell arti alessandra di castroGUALTIERO MARCHESI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO Marco Travaglio Marco Travaglio Roberto Dagostino Intervento di Roberto Dagostino fabio miniUmberto Brindani Maria Latella e Umberto Brindani - copyright PizziGUINDANI E PIERCAMILLO DAVIGO jpegPiercamillo DavigoPIERCAMILLO DAVIGOSANDRO CHIA E MARELLINA CARACCIOLO MASSIMO GRAMELLINIMASSIMO GRAMELLINI DA FABIO FAZIO A CHE TEMPO CHE FAPASQUALE CHESSA MASSIMO GRAMELLINI GOLINO SOZZANI vogue fashion night out foto lapresse valeria golino e franca sozzani GIORGIO DELLARTI E LAURETTA COLONNELLI GIORGIO DELLARTI COME SARA IL

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