jd vance donald trump volodymyr zelensky studio ovale brian glenn

CRONACA DI UN AGGUATO – L’UMILIAZIONE DI ZELENSKY NELLO STUDIO OVALE ERA STATA PREPARATA NEI DETTAGLI DA TRUMP E DAL SUO STAFF – DA SUBITO IL TYCOON AVEVA ACCOLTO IL PRESIDENTE UCRAINO CON SARCASMO: “AH, SEI VESTITO DI TUTTO PUNTO” – TRA I GIORNALISTI ERA PRESENTA DMITRY KIRSANOV, DELLA TASS, L’AGENZIA DI “REGIME” RUSSA, PUR SENZA ACCREDITO. E SI ERA “IMBUCATO” ANCHE IL PODCASTER DI ULTRA-DESTRA BRIAN GLENN, CHE HA CHIESTO A ZELENSKY: “NON CE L’HA UN VESTITO?” – L’EX PRESIDENTE FRANCESE, FRANÇOIS HOLLANDE: “LA SCENA È SICURAMENTE STATA PREMEDITATA. E' UNA MANOVRA PER SCREDITARE L'INVITATO E POI...” – VIDEO

 

FRANÇOIS HOLLANDE, 'LITE IN DIRETTA TRUMP-ZELENSKY PREMEDITATA'

francoise hollande

(ANSA) - PARIGI, 03 MAR - L'ex presidente francese François Hollande si dice convinto che la lite in diretta fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky è "sicuramente stata premeditata". Invitato negli studi di France Inter, Hollande è tornato sulla lite in mondovisione di venerdì alla Casa Bianca affermando che "la scena è sicuramente stata premeditata. E' una manovra che consiste nello screditare l'invitato, intimidirlo e poi chiedergli di firmare un accordo".

 

LA TRAPPOLA. L’AGGUATO NELLO STUDIO OVALE TRA GIORNALISTI IMBUCATI E LE PROVOCAZIONI DI VANCE

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

https://www.repubblica.it/esteri/2025/03/02/news/trump_zelensky_agguato_organizzato-424036821/

 

volodymyr zelensky donald trump e jd vance - studio ovale

Il sarcasmo di Donald Trump. La presenza nello studio ovale del vicepresidente JD Vance. Il giornalista russo senza accredito fatto entrare con gli altri reporter. La domanda provocatoria del conduttore tv imbucato all’incontro.

 

Se il presidente russo Vladimir Putin viene considerato il vincitore dello scontro andato in scena venerdì nello studio ovale tra Trump, Vance e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i 45 minuti passati alla storia che hanno sorpreso il mondo, ma forse non la Casa Bianca. Alcuni media americani e i democratici parlano di agguato.

 

brian glenn marjorie taylor greene

L’incontro era stato forzato da Zelensky, nonostante l’inviato di Trump per l’Ucraina Keith Kellogg avesse sconsigliato di andare a Washington senza la certezza di firmare l’accordo con gli Usa per lo sfruttamento delle terre rare. Era parso un consiglio, si è rivelato un avvertimento.

 

Già all’arrivo, Trump, dopo averlo definito “dittatore” nei giorni scorsi, aveva accolto l’ospite con sarcasmo: «Ah, sei vestito di tutto punto». Zelensky indossava pantaloni e maglione militare come fa dal giorno dell’invasione russa, in segno di solidarietà con i soldati al fronte. «Sì, dovevo», gli ha risposto, stringendogli la mano.

 

volodymyr zelensky donald trump e jd vance - studio ovale

Gli chef della Casa Bianca erano al lavoro nella West Wing, preparando portate di pollo al rosmarino, purè di radice di sedano e medaglioni di verdure in vista del pranzo ufficiale tra le due delegazioni, quando nello studio ovale, dove era in corso l’incontro con i giornalisti, si sono alzate le voci.

 

Dopo quasi quaranta minuti di incontro cordiale, Trump aveva insistito sul “cessate il fuoco” ma senza offrire garanzie di sicurezza. Zelensky aveva risposto invitando a «non fidarsi di Putin». A quel punto è entrato in scena Vance, che gli ha detto: «Il cammino della pace e della prosperità forse si percorre con la diplomazia». «Quale tipo di diplomazia?», gli ha chiesto Zelensky, ricordando le “venticinque” violazioni di Putin agli accordi, «cosa intende?», ha poi aggiunto.

 

«Quella del tipo che metterà fine alla distruzione del suo Paese», gli ha risposto Vance, gelido. Lì è cambiato tutto. [...]

 

meme sull imboscata di trump a zelensky

Vance gli ha rimproverato di non aver ringraziato Trump. Zelensky non ha fatto passi indietro. L’ambasciatrice ucraina Oksana Markarova aveva smesso di prendere appunti e si teneva la testa tra le mani.

 

Poco prima era stato allontanato Dmitry Kirsanov, giornalista della Tass, l’agenzia di stampa russa che glorifica Putin ogni giorno. Nonostante non fosse accreditato, Kirsanov era riuscito a entrare nello studio ovale. È stato allontanato solo dopo le proteste dei corrispondenti.

 

C’era un altro imbucato, un giornalista e podcaster intervenuto nel mezzo dello scontro: Brian Glenn, 56 anni, di Real America’s Voice , canale satellitare di destra, fidanzato della deputata repubblicana, la trumpiana Marjorie Taylor Greene (che su X dirà di essere “orgogliosa” della domanda fatta dal compagno). «Perché non indossa un abito? — ha chiesto Glenn a Zelensky —. Lei è nell’ufficio più importante di questo Paese e si rifiuta di indossare un vestito, non ce l’ha?».

 

SCONTRO TRA TRUMP E ZELENSKY NELLO STUDIO OVALE - Reazione della ambasciatrice Ucraina a Washington

Vance ha riso in faccia all’ospite ucraino. Sorpreso, Zelensky avrebbe potuto ricordare la divisa militare indossata da Winston Churchill alla Casa Bianca o la tshirt di Elon Musk con scritto “tech support” mostrata alla riunione di gabinetto, ma ha preferito dare una risposta contenuta: “Indosserò un abito dopo che questa guerra sarà finita. Forse uno come il suo, forse meglio, no so, forse meno caro. Grazie ». L’incontro era deragliato.

 

[...]

 

Quando Zelensky si è avviato verso l’uscita, davanti all’ufficio dei portavoce erano arrivati i primi carrelli con le portate di insalata e pollo. La delegazione è andata al vicino Hay Adams Hotel, aspettando una chiamata che non è mai arrivata. Quattro ore dopo, al giornalista di Fox che gli chiedeva se avesse pensato a un agguato, Zelensky ha risposto: «Non lo so».

volodymyr zelensky donald trump e jd vance - studio ovale

ZELENSKY E TRUMP NELLO STUDIO OVALETRUMP ACCOGLIE ZELENSKY ALLA CASA BIANCA E LO PRENDE IN GIRO PER IL LOOKTRUMP ACCOGLIE ZELENSKY ALLA CASA BIANCA E LO PRENDE IN GIRO PER IL LOOKTRUMP ACCOGLIE ZELENSKY ALLA CASA BIANCA E LO PRENDE IN GIRO PER IL LOOK

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...