ruffini gentiloni la galassia del centro

CENTRO O CENTRINO? MEJO IL CENTRO-TAVOLA! DAL CONVEGNO A MILANO CON PRODI E RUFFINI (CHE IN AUTUNNO POTREBBE LANCIARE IL SUO MOVIMENTO), ALL’INCONTRO DI ORVIETO CON GENTILONI (TIRATO PER LA GIACCA COME FEDERATORE DEL CAMPO LARGO), PARTONO LE GRANDI MANOVRE PER COSTRUIRE IL RASSEMBLEMENT CENTRISTA, TERZA GAMBA DELLA COALIZIONE ANTI-MELONI – RESTA DA CAPIRE DOVE TROVERANNO I VOTI VISTO CHE “GLI ITALIANI CHE SI CONSIDERANO DI CENTRO SONO L’8%”. CLEMENTE MASTELLA SI TIENE ALLA LARGA: “VEDRETE CHE ALLA FINE TUTTO RESTERÀ COSÌ COM’È. PURTROPPO”

Giuseppe Alberto Falci per corriere.it - Estratti

 

ernesto maria ruffini

Riecco il centro. O forse non è mai andato via in un Paese dove la Democrazia cristiana ha governato per più di 40 anni. Eppure oggi più che una moda sembra esserci un ingorgo. Weekend di passione per i nostalgici del centrismo.

 

Alcuni sabato si ritroveranno a Milano, altri a Orvieto. Obiettivo: far rifiorire il centro del centrosinistra o comunque provare a rafforzare l’anima liberal-popolare del campo largo. 

 

(...)

FRANCESCO RUTELLI ROMANO PRODI

Tutto succederà sabato 18 gennaio, data simbolo perché quel dì del 1919 venne fondato il Partito popolare italiano da don Luigi Sturzo, ispirato alla dottrina sociale della Chiesa cattolica. Due iniziative parallele, due convegni per arricchire il dibattito. Guai a parlare di correnti o di nuovo partito. A Milano il gran cerimoniere sarà Graziano Delrio che con la sua «Comunità democratica» tirerà le fila del convegno «Creare legami, guarire la democrazia», un tentativo di mettersi in ascolto di un mondo, quello del cattolicesimo democratico e sociale, «ricco di esperienze civiche che sempre più spesso si rifugia nell’astensionismo».

 

romano prodi a la torre di babele

Al netto del politichese, la kermesse assume un’importanza strategica nella costruzione del futuro centrosinistra perché interverranno varie personalità del cosiddetto «mondo cattolico» della sinistra italiana: Romano Prodi, ultimo leader ad aver sconfitto il centrodestra, Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del Ppi e grande amico di Sergio Mattarella, e soprattutto Ernesto Maria Ruffini, figlio d’arte, qualche settimana fa dimessosi da direttore dell’Agenzia delle Entrate, che rifugge dall’idea di essere il federatore dei cattolici democratici ma nell’autunno prossimo potrebbe lanciare il suo movimento.

 

ernesto maria ruffini

Milano dista 464 chilometri, più o meno cinque ore d’auto, da Orvieto dove si svolgerà l’assemblea nazionale di «Libertà Eguale», associazione che ha compiuto da poco 25 anni, che ha sempre ritenuto il centrosinistra come il suo campo, dice il professore Stefano Ceccanti, «sulla base della condivisione di una cultura politica liberale e riformista».

 

Animeranno la giornata vecchie conoscenze del mondo liberal-democratico come Claudia Mancina, Giorgio Tonini, Enrico Morando. Anche qui ci sarà uno special guest: Paolo Gentiloni, tirato per la giacca come potenziale leader di una Margherita 2.0, se non addirittura come papa straniero dell’intera coalizione.

 

PAOLO GENTILONI AL MEETING DI RIMINI

Resta da capire dove troveranno i voti visto che il bacino centrista è così diviso e chiuso dalla logica bipolare. Osserva Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli: «Gli italiani che si considerano di centro sono l’8%. E di questi la metà auspica un grande partito cattolico. In realtà voglia di centro c’è ma nei due poli. L’idea di una terza via non trova spazio». Uno spazio in cui si vuole incuneare anche l’ex ministro 5 Stelle Vincenzo Spadafora che sta per lanciare «Primavera» e dove ci sono già Matteo Renzi e Carlo Calenda.

CLEMENTE MASTELLA

 

Non a caso uno come Clemente Mastella, che di Dc e contenitori di centro ha una certa esperienza, si tiene alla larga: «Vedrete che alla fine tutto resterà così com’è. Purtroppo».

camillo ruini romano prodiPAOLO GENTILONI DA GIOVANE gentiloni franceschiniernesto maria ruffini

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