DOPO LA GUERRA AL BANANA E IL SUICIDIO DEL ‘CENTRINO’, PIERFESSO TORNA ALL’OVILE DI CENTRODESTRA

A.L.M per "la Stampa"

Convergenze nel Ppe, nuovo bipolarismo. Marina Berlusconi? Il problema non sono le persone: Pierferdinando Casini non si scandalizzerebbe se una «brava imprenditrice possa impegnarsi». Ma il punto è sempre su «quale linea politica si scende in campo».

Dopo la delusione elettorale dell'alleanza con Mario Monti, il leader dell'Udc marcia verso il centrodestra prossimo venturo. E in un'intervista al Corriere della Sera lascia intendere che nel Pdl-Forza Italia già qualcosa si muove. Ma non bisogna sprecare l'occasione. Un suggerimento a Silvio Berlusconi: dia le dimissioni da senatore per evitare l'umiliazione del voto nella giunta di Palazzo Madama.

È l'addio definitivo a Scelta Civica. Casini prende il largo con la sua scialuppa e spera di approdare nel porto di un'alleanza di centrodestra. E non dice, mai più con Berlusconi: chiama in causa il Partito Popolare europeo; guarda alle elezioni europee del prossimo anno. Non per liste comuni, ma sperimentare in quella tornata elettorale una nuova santa alleanza dei presunti moderati.

Da mesi veniva notata questa marcia di riavvicinamento. Negli ultimi giorni il leader Udc ha più volte ribadito che Berlusconi ha ragione sull'Imu: l'abolizione era un accordo alla base delle larghe intese e va rispetto. Tenendo però sempre ferma la barra sulla tenuta del governo Letta.

Nel Pdl alcuni già salutano Pier con un ben tornato Pier. Alcuni ma non tutti perchè nella nuova Forza Italia dicono che l'ex presidente della Camera stia cercando una ciambella di salvataggio. Una ciambella che non bisogna dargli. Si vedrà come andrà a finire . Intanto c'è chi mette le mani avanti, come Sandro Bondi.

«Quando sento parlare ancora di alleanze, di formule, di ghirigori della vecchia politica all'insegna del Ppe mi viene la nausea. E quando leggo che Casini allude a supposti esponenti del Pdl che starebbero "già pensando a come rimettersi in marcia", comprendo che c'è sotto qualche tranello», taglia corto Bondi.

Bruno Tabacci, ex sodale di Casini ora in pianta stabile nel centrosinistra, dice che non aveva dubbi sulla «deriva di ritorno nella destra populista berlusconiana». Applausi invece da Altero Matteoli, il quale si augura che molti come Casini, dopo aver battuto altre strade, tornino a casa. «Riunire tutti i moderati è da sempre l'idea di Berlusconi - ricorda Ignazio Abrignani del Pd - ma è attuale con Berlusconi in campo». Ecco cominciare i distinguo, i muri da alzare al figliol prodigo che secondo gli esponenti di Scelta Civica va a genuflettersi alla corte di Berlusconi. Si chiami Silvio o Marina poca importa.

A questo punto ognuno per la sua strada, è l'anatema di Andrea Romano, deputato di Scelta Civica. «E' sempre più urgente un chiarimento definitivo tra Udc e Scelta Civica e la fine di quel fidanzamento elettorale dal quale non e' nata alcuna vera alleanza politica. Ognuno per la sua strada, per restituire a Scelta Civica piena autonomia politica e progettuale».

 

BERLUSCONI PISTOLA PUNTATA A CASINI casini berlusconiberlusconi_casiniCASINI BERLUSCONI MONTI berlusconi e casini

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