marta cartabia giuseppe conte mario draghi

GIUSTIZIA È SFATTA! - È STATA RINVIATA AL 30 LUGLIO LA DISCUSSIONE SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ALLA CAMERA - LA POSIZIONE DI DRAGHI E CARTABIA DI FRONTE ALL’OPPOSIZIONE DELLE TOGHE E DEI GRILLINI È SEMPRE LA STESSA: SÌ A PICCOLI RITOCCHI, MA NESSUNO STRAVOLGIMENTO - SE IL M5S VA ALLO SCONTRO, SI PORRÀ LA QUESTIONE DI FIDUCIA: IN BALLO CI SONO I SOLDI DEL RECOVERY E NON SI PUÒ GIOCARE CON IL FUOCO - CHE FARÀ CONTE? VOTERÀ CONTRO, RISCHIANDO DI FARE UNA FIGURACCIA CON BRUXELLES?

draghi e cartabia a santa maria capua vetere 3

1 - DAGOREPORT! - MARIO DRAGHI E MARTA CARTABIA SORPRESI DALL'OPPOSIZIONE DELLE TOGHE ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, MA LA GUARDASIGILLI NON HA BATTUTO CIGLIO: "SE QUESTA RIFORMA NON PIACE AI MAGISTRATI, È UN BUON SEGNO" - SUPER-MARIO APRE A PICCOLI RITOCCHI MA NESSUNO STRAVOLGIMENTO DELL'IMPIANTO ORIGINARIO: SE IL M5S VA ALLO SCONTRO, IL GOVERNO PORRA' LA QUESTIONE DI FIDUCIA - A QUEL PUNTO L'AVVOCATO DI PADRE PIO CHE FARÀ? VOTA CONTRO, RISCHIANDO DI GIOCARSI L'AGIBILITA' POLITICA AGLI OCCHI DI BRUXELLES CHE VEDE QUELLO DI DRAGHI CON IL "SUO" GOVERNO?

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-draghi-cartabia-sorpresi-dall-39-opposizione-toghe-277325.htm

 

ROBERTO FICO

2 - RIFORMA GIUSTIZIA, IN AULA IL 30 LUGLIO: FICO E I CAPIGRUPPO DELLA CAMERA RINVIANO LA DATA

Estratto dell’articolo di Liana Milella per www.repubblica.it

 

Comincerà venerdì 30 luglio, nell'aula della Camera, la discussione sulla riforma della giustizia. A deciderlo sono stati i capigruppo di Montecitorio riuniti con il presidente Roberto Fico. Un rinvio inevitabile, rispetto all'originaria convocazione per domani, dopo la richiesta del presidente della commissione Giustizia Mario Perantoni di M5S, costretto al rinvio perché non è ancora cominciata la discussione sui 1.631 subemendamenti - ben 917 di M5S - presentati sui 21 emendamenti all'originaria riforma, assunta come testo base, dell'ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

 

ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE

Stiamo parlando della riforma del processo penale che riscriverà anche i tempi dei processi, cambiando le regole della prescrizione e introducendo il meccanismo dell'improcedibilità per la durata dei dibattimenti in Appello e in Cassazione.

 

MARIO PERANTONI

In queste ore è in corso la trattativa sulla possibilità di introdurre una norma transitoria, proposta dalla capogruppo del Pd  Debora Serracchiani per cui la riforma, fino al 2024, funzionerebbe con 3 anni per i processi di Appello, mentre poi a regime gli stessi dibattimenti dovranno durare due anni, e tre solo per i reati più gravi. M5S ha bocciato come "troppo poco" la proposta rispetto alle sue critiche alla riforma. Proseguono i contatti per raggiungere un accordo.

 

DEBORA SERRACCHIANI

A questo punto però è inevitabile che la discussione e il voto sulla riforma slittino alla prima settimana di agosto. Ma, come ha ribadito più volte il premier Mario Draghi, la sua intenzione è di chiudere assolutamente il prima possibile. (…)

 

ARTICOLO INTEGRALE:

https://www.repubblica.it/politica/2021/07/22/news/riforma_giustizia_in_aula_30_luglio_fico_capigruppo-311256663/

 

3 - GIUSTIZIA SCONTRO TRA DRAGHI E IL M5S LA VIA DELLA FIDUCIA PRIMA CHE INIZI IL SEMESTRE BIANCO

Adalberto Signore per "il Giornale"

 

draghi e cartabia a santa maria capua vetere 4

Mentre da piazza Montecitorio rimbalza l'ormai celebre «o-ne-stà-o-ne-stà», intonato come ai bei tempi andati da un gruppo di attivisti grillini che manifestano contro la riforma Cartabia, nella vicina piazza Colonna - al primo piano di Palazzo Chigi - ci si va sempre più convincendo che l'unica strada per chiudere la querelle sulla riforma della Giustizia è quella di porre la questione di fiducia.

 

giuseppe conte dopo l incontro con mario draghi 1

Una delle ipotesi, che in serata va però perdendo quotazioni, è addirittura quella di autorizzarla già nel Consiglio dei ministri in programma oggi sulle norme anti-Covid. Un modo per mettere la pistola sul tavolo e dare un segnale politico forte al M5s, che anche ieri - rinfrancato delle perplessità manifestate da alcuni magistrati - ha continuato ad alzare barricate. Non solo in piazza, ma pure in commissione Giustizia della Camera. Tanto che alla fine è saltato l'approdo in Aula del provvedimento, già calendarizzato dalla Conferenza dei capigruppo per domani.

 

giuseppe conte alfonso bonafede

Impossibile, infatti, completare in tempo utile l'esame dei 1631 emendamenti (di cui 900 del M5s) senza che vi sia un'intesa che spinga il Movimento a ritirare quelli presentati a scopo esclusivamente ostruzionistico. Ma l'accordo, almeno per il momento, non pare dietro l'angolo. Anzi, ieri da Palazzo Chigi avrebbero ipotizzato una serie di modifiche - minime e quasi tutte tecniche - che Giuseppe Conte avrebbe però rimandato al mittente, ritenendole insufficienti.

 

rocco casalino e giuseppe conte

Dopo il colloquio di lunedì scorso a Palazzo Chigi, insomma, tra Mario Draghi e il suo predecessore sembra si sia rialzato un muro. Con l'ex numero uno della Bce che non pare però avere alcuna intenzione di riaprire il vaso di Pandora della riforma Cartabia, una delle architravi del Recovery, nonché passaggio fondamentale per ottenere i fondi promessi da Bruxelles.

 

Per il premier, infatti, l'intesa è già stata ratificata in Consiglio dei ministri e rimettere mano al testo significherebbe non solo sconfessare il governo, ma anche ritrovarsi con Matteo Salvini e Matteo Renzi di nuovo - e legittimamente - sulle barricate. Per Draghi, dunque, il punto di caduta resta sempre lo stesso: piccoli ritocchi, ma l'impianto generale non si tocca. Il problema, però, è la tempistica.

 

marta cartabia mario draghi

Il 3 agosto si apre infatti il semestre bianco. E se il mare è già oggi così agitato, c'è da prevedere che scavallata quella data lo sarà ancora di più. E che Conte farà di tutto per portare la riforma della Giustizia a settembre e magari oltre. Con Draghi che, anche agli occhi dell'Europa, si ritroverebbe nel pantano della politica italiana.

 

A Palazzo Chigi hanno ben chiaro il problema. Ed è per questo che vorrebbero chiuderla al più presto. L'obiettivo è una nuova calendarizzazione in Aula per il 30 luglio, così che dalla settimana seguente sia possibile contingentare i tempi a Montecitorio ed evitare la fiducia. E in questo senso gli occhi sono puntati su come si muoverà non solo la Conferenza dei capigruppo ma anche il presidente della Camera, Roberto Fico.

salvini renzi

 

Se la mediazione non andasse a buon fine, a Palazzo Chigi si resta sulla linea della fiducia. Che, essendo il testo originario quello dell'ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, sarebbe su un maxi-emendamento governativo che di fatto riscriverebbe la riforma. Da un punto di vista parlamentare, obiettivamente una forzatura. Ma il semestre bianco incombe.

marta cartabiaMATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEIgiancarlo giorgetti mario draghi stefano patuanelli luciana lamorgese roberto garofoli marta cartabia

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...