ELISABETTA VERSO L'ADDIO? - ALLA SOGLIA DEI 90 ANNI, LA REGINA PENSA A TRASLOCARE LA CORONA SULLE TESTOLINA DEL FIGLIO CARLO? - L'EREDE AL TRONO ANCHE SE HA ORMAI 63 ANNI APPARE SEMPRE UN PO' INTRONATO

la regina con la principessa anne e il principe carlola regina con la principessa anne e il principe carlo

Vittorio Sabadin per “la Stampa”

 

Alla soglia dei 90 anni, che compirà il prossimo aprile, la regina Elisabetta sta programmando una lenta e progressiva riduzione dei suoi impegni pubblici e forse sta cominciando a pensare di cedere tra qualche mese, pur continuando a restare sul trono, la reggenza al figlio Carlo.

 

Il «Sunday Telegraph», di solito molto bene informato sulle vicende reali, ha scritto ieri che nel 2016 la Regina trascorrerà molto più tempo nei castelli di Windsor e di Balmoral, riducendo la sua presenza a Buckingham Palace, che diventerà di fatto solo la terza delle sue residenze. I giorni di lavoro pieno settimanale saranno meno di tre e i suoi week end cominceranno il giovedì e termineranno il lunedì mattina. Gli impegni saranno concentrati, in modo da non affaticarla. Ad esempio, riceverà i nuovi ambasciatori in gruppo e non uno alla volta come avvenuto finora.

la regina elisabetta incorona il figlio carlola regina elisabetta incorona il figlio carlo


Negli ultimi quattro anni, Elisabetta ha già ridotto da 109 a 88 le notti che passa a Buckingham Palace, una residenza che non appartiene più alla sua famiglia e che non le è mai piaciuta. Adora invece Windsor e Balmoral, il castello scozzese acquistato nel 1852 da Albert, il marito della regina Vittoria, nel quale ha finora sempre trascorso i mesi di agosto e settembre.


Ogni cambiamento, nella famiglia reale britannica, ha sempre tempi molto lunghi ed è accuratamente programmato. Elisabetta, ascesa al trono nel 1953, aveva preso un solenne impegno a dedicare la sua intera vita «per breve o lunga che fosse» al servizio al quale è stata chiamata, ma ha anche più tardi confidato che, se non avesse più avuto le forze per adempiere i suoi doveri quotidiani, avrebbe fatto un passo indietro.

 

la regina elisabetta incorona il figlio carlo la regina elisabetta incorona il figlio carlo

Non certo abdicando, perché dopo quella di Edoardo VIII nel 1936 non vuole altre abdicazioni nel casato dei Windsor, ma cedendo sempre più spazio a Carlo, l'erede al trono che si prepara ormai da 63 anni al suo compito, e al nipote William. Carlo è sempre più preso dagli impegni ufficiali, suoi e della madre, che gestisce con grande rigore. La moglie Camilla è ormai stata accettata dalla gente senza riserve ed è diventata un validissimo supporto alla sua attività di sovrano in pectore.

elisabetta e diana, filippo e carlo e regina madre 63 image a 23 1439588458829elisabetta e diana, filippo e carlo e regina madre 63 image a 23 1439588458829


Il compleanno I 90 anni di Elisabetta verranno celebrati in tutto il regno con feste e cerimonie senza precedenti, perché saranno anche l' occasione per ringraziare la Regina del suo lungo ed impeccabile servizio: non c' è dubbio che, nella lunga storia della monarchia britannica, lei sia il sovrano più rispettato e amato di tutti. Nel discorso televisivo di Natale è apparsa in buona forma, ma certo i 90 anni cominciano a farsi sentire.

elisabetta e diana e carlo 3 image a 24 1439588570739elisabetta e diana e carlo 3 image a 24 1439588570739

 

Sulla scrivania erano in mostra tre fotografie incorniciate di grandezza decrescente: la più grande ritraeva lei con il marito Filippo, la seconda Carlo con Camilla e la terza William con Catherine. Nel codice cifrato che spesso si nasconde dietro agli oggetti che circondano Elisabetta nelle riprese ufficiali, anche questa è sembrata l' indicazione di un percorso che sta per cominciare.

LA REGINA ELISABETTA IL PRINCIPE FILIPPO CON CARLO E CAMILLA DI INGHILTERRALA REGINA ELISABETTA IL PRINCIPE FILIPPO CON CARLO E CAMILLA DI INGHILTERRAla regina elisabetta incorona il figlio carlo  la regina elisabetta incorona il figlio carlo


Se suo zio David non avesse abdicato, Elisabetta avrebbe potuto fare quello che ha sempre desiderato: vivere come una signora di campagna in una bella tenuta con cani e cavalli. A 90 anni, ha sottolineato il «Telegraph» potrà ora in parte realizzare questo desiderio insieme al marito Filippo, che di anni a giugno ne compirà 95.

 

Passeranno molto più tempo a Balmoral, magari al Craigowan Lodge, il delizioso piccolo edificio in pietra di sette stanze che si trova a un miglio dal castello e nel quale spesso si sono rifugiati quando proprio non ne potevano più della vita pubblica, cucinando, sparecchiando e togliendosi le scarpe per mettere i piedi sul divano dopo cena. Le piccole gioie della vita che sono negate ai re.

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...