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EROE PER CASO - JOSEP TRAPERO, CAPO DEI MOSSOS D’ESQUADRA, FA IL DURO IN CONFERENZA STAMPA. PARLA SOLO IN CATALANO E LITIGA CON I GIORNALISTI CHE FANNO DOMANDE IN CASTIGLIANO - DOPO AVER SGOMINATO LA CELLULA DELL’ATTENTATO DI BARCELLONA E’ DIVENTATO IL SIMBOLO DELL’INDIPENDENTISMO. CUCINA UN’OTTIMA PAELLA… 

 

Francesco Olivo per ‘La Stampa’

 

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Gli investigatori, la letteratura sta lì a dimostrarlo, hanno il loro fascino. Quando risolvono il caso poi diventano eroi. È successo anche stavolta: il protagonista, forse suo malgrado, è il maggiore dei Mossos d' Esquadra (gli agenti catalani), Josep Lluis Trapero, poliziotto vecchia maniera e proprio per questo considerato affidabile anche fuori da Barcellona.

 

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Il fascino deriva dal piglio: duro, secco, senza fronzoli né sorrisi di circostanza. Alle conferenze stampa partecipa senza entusiasmo, e c' è da capirlo, ma non si sottrae alle domande. Nel pieno dell' indagine spunta con i faldoni sotto braccio, li appoggia sul tavolo e comincia nel difficile mestiere di comunicatore (non è il suo).

 

Scontroso, ma non scortese, Trapero è entrato nelle case degli spagnoli con cadenza sempre più frequente, man mano che l' inchiesta si faceva più calda. Ogni novità, ecco spuntare il maggiore in divisa. L' epilogo, anche se molto è ancora aperto, l' altro ieri sera, con l' annuncio della cattura e morte di Younes Abouyaaqoub, l' assassino della Rambla, tra i vigneti di Subirats. Era l' occasione forse per rilassarsi un po' dopo giorni passati praticamente senza mai dormire, ma Trapero non si lascia andare, almeno in pubblico, a segni di soddisfazione e si limita a raccontare la versione dei fatti della polizia.

adesivi Traperoadesivi Trapero

 

Cinquantuno anni, figlio di un tassista di Valladolid, è cresciuto a Santa Coloma de Gramanet nella cintura operaia di Barcellona. Infanzia senza privilegi, né privazioni, studia biologia, ma poi entra nei Mossos. Nonostante il carattere intransigente fa carriera, fino a diventare capo degli investigatori. Un collega che lo conosce bene ne traccia il profilo: «La sua forza è venire dal basso, gli agenti gli riconoscono autorevolezza perché conosce il mestiere. Si è sempre confrontato con audacia ai suoi superiori. Il carattere è duro, non cattivo, ma neanche empatico».

t shirt Traperot shirt Trapero

 

Chi l' avrebbe mai detto che questo investigatore dal tratto ruvido potesse diventare un eroe (o antieroe) dei social network. È successo lunedì scorso quando nel corso della conferenza stampa si è confrontato con un giornalista straniero che pretendeva di utilizzare per l' incontro la lingua spagnola invece del catalano. Il maggiore ha spiegato in due lingue e poi ha salutando gelido il cronista che, per protesta, abbandonava la sala: «Adeu» (arrivederci in catalano). L' episodio è virale sui social network.

 

Quando viene nominato comandante e poi maggiore (un grado che non veniva assegnato da tempo) in molti si stupiscono, anche perché con la politica i rapporti non sono di complicità, «ora ha simpatie indipendentiste, ma prima di tutto è un poliziotto». Hobby: la cucina (pare faccia un' ottima paella), la cura dell' orto e la chitarra.

 

barcellona mossosbarcellona mossos

La musica però lo ha anche messo in difficoltà: l' estate scorsa la giornalista indipendentista Pilar Rahola ha pubblicato un video di una festa nella sua casa di Cadaques, in Costa Brava, nel quale si vede lo schivo capo della polizia suonare con il presidente catalano Carles Puigdemont, prima una canzone del cantautore catalano Serrat e poi i Beatles. Nessun reato ovviamente, ma l' immagine dell' uomo lontano dalla politica esce un po' scalfita.

 

Nel momento di massima tensione tra Madrid e Barcellona, Trapero ha chiesto di tenere i Mossos fuori dalla sfida, ma l' impresa, visto il livello dello scontro, è ardua. Nonostante le critiche per le falle dell' inchiesta, questi sono giorni di gloria per i Mossos. La gente per strada si congratula, li abbraccia persino. «Onore ai Mossos» scrive El Pais, solitamente critico con le istituzioni catalane.

 

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Tanta gloria non deve far piacere ai colleghi spagnoli, protagonisti di una collaborazione carica di diffidenza reciproca. La sfida è rimasta sotto traccia per motivi di opportunità, siamo davanti a una minaccia terrorista che non ammette polemiche, ma ieri un comunicato di un sindacato dei corpi spagnoli usciva allo scoperto: «Le forze di sicurezza dello Stato sono state marginalizzate nelle indagini con un unico obiettivo: trasmettere all' estero l' immagine di uno Stato catalano autosufficiente». La faccia di Trapero, nel leggerlo, si può tranquillamente immaginare. 

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