pierluigi peracchini pietro piciocchi federico delfino andrea orlando

CHE FARA' TOTI, NOVELLO "MARTIRE DELLA GIUSTIZIA"?  – DOPO IL NO DEL SALVINIANO RIXI, IL CENTRODESTRA, DISTANZIATO NEI SONDAGGI DI 8 PUNTI, E' APPESO ALLA SCELTA DEL CANDIDATO DA PARTE DEL DIMISSIONARIO GOVERNATORE LIGURE: SECONDO LE ULTIME RILEVAZIONI, LA SUA LISTA CIVICA E' ACCREDITA DI UN FORTE 9% - LE POSSIBILE SCELTE DI MISCONOSCIUTI AMMINISTRATORI LOCALI O DI ESPONENTI DELLA SOCIETA' CIVILE NON REGGONO LA SFIDA ALL’EX MINISTRO ANDREA ORLANDO, CHE ACCETTERÀ SOLO SE AVRÀ IL SOSTEGNO DEL CAMPOLARGO PD-M5S....

ANDREA ORLANDO

FLASH! - ANDREA ORLANDO ACCETTERÀ UFFICIALMENTE LA CANDIDATURA ALLA REGIONE LIGURIA SOLO QUANDO AVRÀ ASSICURAZIONE DA ELLY SCHLEIN DI AVERE A SOSTEGNO UN CAMPOLARGO PD-M5S - IN ATTESA DI UN ACCORDO DI ELLY CON IL BIZANTINO CONTE (DOMANI È PREVISTO UN INCONTRO), IL CENTRODESTRA È ORFANO DEL SALVINIANO RIXI (I SONDAGGI DANNO AVANTI DI 8 PUNTI IL CENTROSINISTRA), PUNTA SU UN CIVICO (L’IMPRENDITORE FEDERICO GOZZI?) E TEME L’IRA DI TOTI CHE SI SENTE TRADITO DA SALVINI-MELONI-TAJANI E STA ORGANIZZANDO UNA PROPRIA LISTA - COMUNQUE VADA, L’UNICO VINCITORE SI CONOSCE GIÀ: GIANLUIGI APONTE…

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-andrea-orlando-accettera-ufficialmente-candidatura-403279.htm

 

giovanni toti 2

A DESTRA UN TRIS DI NOMI PER IL DOPO TOTI PRESSING PER CONVINCERE IL RETTORE DELFINO

Estratto dell’articolo di Mario De Fazio per “La Stampa”

 

[…] Nel centrodestra ligure sono giornate di frenetiche riflessioni per individuare un possibile candidato alle elezioni regionali del prossimo autunno. Un totonomi che impazza ma che resta confinato ai desiderata dei partiti, ai ragionamenti interni, e che si snoda sottotraccia, in qualche caso persino prima di valutare le disponibilità dei potenziali alfieri della coalizione. Idee, che si assommano in attesa che siano le segreterie nazionali dei partiti a prendere in mano il boccino e a dare indicazioni ai livelli locali di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia.

 

pierluigi peracchini

Ma nelle ultime ore hanno preso corpo due profili nuovi, da vagliare nella prospettiva di individuare il possibile erede politico del dimissionario Giovanni Toti. Il primo potenziale candidato su cui sono in corso ragionamenti è il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini.

 

Un amministratore che in molti giudicano capace, con radici nel mondo del sindacato (e in particolare nella Cisl) e che raccoglie giudizi lusinghieri sia in Forza Italia che in Fratelli d'Italia. Ma che incarna anche quel mondo dei sindaci apartitici, moderati e civici che ha rappresentato un punto di forza nel centrodestra ligure degli ultimi anni.

 

PIETRO PICIOCCHI vicesindaco genova

L'altro profilo su cui si sta ragionando dietro le quinte è quello di Pietro Piciocchi: il vicesindaco di Genova è stimato per il suo impegno nella giunta Bucci, ha solide radici cristiane e un naturale orientamento conservatore, a cui però si somma il pragmatismo dell'amministratore. Avrebbero però entrambi […] potenziali controindicazioni. Sono meno conosciuti rispetto al rivale in pectore del centrosinistra, Andrea Orlando. E se Peracchini dovrebbe superare lo scetticismo di chi crede che il candidato ideale sia un genovese, entrambi sono impegnati in prima fila nella gestione dei due comuni liguri.

 

FEDERICO DELFINO

Ci sono altre riflessioni che, persino in una domenica di fine luglio, si fanno strada nel centrodestra ligure. C'è chi, ad esempio, non avrebbe perso la speranza di convincere a candidarsi il rettore dell'Università di Genova, Federico Delfino.

 

Un nome che fu sondato dai partiti di centrodestra prima che deflagrasse l'inchiesta per corruzione che ha coinvolto Toti, quando parte della coalizione era già convinta che non ci sarebbe stato un terzo mandato del presidente uscente. Delfino ha declinato, nonostante la giovanile passione per la politica. Ma non è escluso che un tentativo - magari romano - di fargli cambiare idea possa essere messo in atto nei prossimi giorni.

 

andrea orlando foto di bacco

Nella rosa dei nomi, poi, resta il presidente della fondazione di Palazzo Ducale, Beppe Costa. Si avvia invece a tramontare l'ipotesi legata al presidente dell'Ordine dei medici di Genova, Alessandro Bonsignore […]

GIANLUIGI APONTE - GIOVANNI TOTI LUIGI BRUGNARO GIOVANNI TOTIMARCO BUCCI E GIOVANNI TOTI CON IL PESTOSILVIO BERLUSCONI E GIOVANNI TOTI

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”