fioramonti

FIORAMONTI IS THE NEW TONINELLI – DOPO LA TASSA SULLE MERENDINE (E GIU’ RISATE), IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE SE NE ESCE CON UN’ALTRA GENIALATA E VA ALL’ASSALTO DEL CROCIFISSO NELLE SCUOLE: "È MEGLIO UNA CARTINA DEL MONDO CON DEI RICHIAMI ALLA COSTITUZIONE”- POI SI DICHIARA A FAVORE DELLO “IUS CULTURAE” (QUALSIASI COSA VOGLIA DIRE) - A "UN GIORNO DA PECORA" SUONA L’UKELELE E MANGIA UNA… - VIDEO

 

Sergio Rame per il Giornale

 

fioramonti

Si dice "assolutamente" favorevole alla cittadinanza facile per i figli degli immigrati e si schiera apertamente contro il crocifisso nelle classi delle scuole italiane.

 

Il neo ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti porta in aula tutta l'ideologia della sinistra. Il diktat è arrivato ieri, dagli studi di Rai Radio1, durante la puntata di Un giorno da pecora, dopo aver dato show mangiando una delle merendine che vorrebbe tanto tassare e mettendosi a suonare l'ukulele.

 

Con l'asse giallorosso al governo è già partito l'assalto al crocifisso nelle aule delle scuole. Per Fioramonti è "una di quelle questioni divisive che potrebbe attendere", ma non si tira indietro dal dispensare Ia sua "visione della scuola laica" che "dia spazio a tutti i modi di pensare""Meglio appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione", scandisce il ministro dell'Istruzione ai microfoni di Un giorno da pecora. La questione del crocifisso in classe è molto sentita in Italia.

 

fioramonti

Lo ammette pure lui. Eppure non si astiene dallo spiegare che, a suo dire, "le scuole non devono rappresentare una sola cultura ma permettere a tutte di esprimersi". E suggerisce di evitare "un'accozzaglia di simboli""Altrimenti diventa un mercato. Non penso che andrebbe bene - continua - la foto del presidente della Repubblica, credo che nemmeno lui la vorrebbe".

 

lorenzo fioramonti

Fioramonti si schiera al fianco dei ragazzini che, sulle orme di Greta Thunberglo scorso venerdì hanno manifestato per il clima. Come ha già fatto il premier Giuseppe Conte, anche il neo ministro rivela che, il venerdì prima, suo figlio si trovava alla manifestazione a Berlino. "Lì non c'era bisogno della giustificazione perché la partecipazione è stata organizzata direttamente dalle scuole", spiega su Radio Rai1 dopo che, nei giorni scorsi, aveva invitato le scuole a giustificare tutti quegli alunni che avrebbero deciso di scendere in piazza contro i cambiamenti climatici.

 

Fioramonti si inserisce nel dibattito sullo ius culturae, la cittadinanza facile ai figli degli immigrati prima dei 18 anni. Ovviamente è favorevole. "Mi sembra una buona idea, sono completamente favorevole", dice a Un giorno da pecora"Sono convinto che bisogna essere intelligenti con l'integrazione e l'inclusione". Il neo ministro sa molto bene che con il governo gialloverde ancora in sella lo ius culturae non sarebbe mai e poi mai stato possibile.

 

lorenzo fioramonti elena bonetti

Ora, con l'alleanza tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle, vede la strada percorribile, anche se nella maggioranza sono stati sollevati non pochi dubbi sull'efficacia della misura. Quello della cittadinanza facile agli immigrati è per lui "un tema importante" e "una questione intelligente" che spera possa "trovare spazio" nell'azione di questo esecutivo. "Io sono convinto che non debba essere questa la preoccupazione della politica", argomenta il ministro dell'Istruzione riferendosi al rischio di sollevare un argomento che alle prossime elezioni aiuterebbe la Lega di Matteo Salvini"La politica - conclude - deve fare quel che serve al paese, nella maniera giusta, e spiegarle".

lorenzo fioramontilorenzo fioramonti luigi di maiolorenzo fioramonti luigi di maiolorenzo fioramonti e di maioluigi di maio lorenzo fioramonti emilio carelli

 

LORENZO FIORAMONTI GIUSEPPE CONTELORENZO FIORAMONTI DINO GIARRUSSO

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...